Il nome del genere è stato dato in onore di José Manuel de Ezpeleta (1739–1823), un ufficiale militare e politico spagnolo.
Il nome scientifico del genere è stato definito dal botanico Aimé Jacques Alexandre Bonpland (1773-1858) nella pubblicazione "Alexandri de Humboldt et Amati Bonpland Plantae Aequinoctiales...Paris" (Pl. Aequinoct. [Humboldt & Bonpland] 2(9): 10) del 1808.
Portamento. Le specie di questo genere sono piante arbustive prive di caule oppure con cauli disposti a rosetta con foglie marcescenti; altre specie sono degli alberi con pochi rami e con foglie per lo più concentrate agli apici dei rami. Alcune specie sono monocarpiche.
Fusto. La parte aerea in genere è eretta, semplice o ramosa.
Foglie. Le foglie lungo il caule sono disposte in modo alternato. Sono provviste di molti piccoli internodi; alla base sono allargate; talvolta formano larghe rosette basali; facilmente alla base avvolgono il gambo formando una cupola. La lamina ha una forma da lanceolata a fusiforme. La faccia abassiale è sempre densamente ricoperta di peli lanosi. La superficie delle foglie è solcata da vene pennate.
Infiorescenza. Le sinflorescenze, di tipo dicasio o monocasio, sono composte da capolini terminali o in posizione ascellare in aperte o raccolte formazioni panicolate o corimbose. I capolini, radiati o discoidi sono formati da un involucro, con forme a emisfero, composto da diverse brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: fiori del raggio e fiori del disco. Le brattee, spesse o a consistenza erbacea, con superficie da glabra a densamente lanosa, con forme da piatte a cappuccio e provviste in alcuni casi di ghiandole, sono disposte in modo più o meno embricato su 2 o più serie. In altri casi sono presenti un paio di grandi brattee erbacee fuse alla base. Il ricettacolo, da convesso a conico, è provvisto di pagliette; può essere provvisto inoltre di tricomi.
fiori del raggio (esterni): sono femminili (pistillati) e sono disposti su 2 - 5 righe; la forma è ligulata (zigomorfa);
fiori del disco (centrali): sono più numerosi con forme brevemente tubulose e attinomorfe o raramente (quelli più periferici) sono zigomorfi con tre lunghi lobi in posizione abassiale; sono funzionalmente maschili, raramente sono ermafroditi.
fiori del raggio: la forma della corolla alla base è più o meno tubulosa-imbutiforme, mentre all'apice è ligulata; gli apici delle ligule sono debolmente trilobate, qualche volta possono essere ottuse, raramente sono bilabiati. Il tubo può essere provvisto di un denso ciuffo di tricomimoniliformi; il colore varia da giallo a bianco;
fiori del disco: la forma è tubulare con una gola basale; le gole sono affusolate e gradualmente o improvvisamente si aprono alla fine del tubo in 5 lobi (raramente sono tetramere); le superfici possono essere pubescenti per tricomi ghiandolari; i lobi, patenti o eretti, hanno una forma deltata o più o meno lanceolata.
Androceo: l'androceo è formato da 5 stami con filamenti liberi e antere saldate in un manicotto circondante lo stilo. Le appendici delle antere sono ovate senza tricomi ghiandolari. Il polline è sferico con un diametro medio di circa 25 micron; è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro) ed è echinato (con punte sporgenti).
Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. La forma degli acheni varia da obcompressa a strettamente obpiramidale leggermente incurvata; la sezione può essere trigona; la superficie è nera, glabra o sparsamente pubescente. Il pappo è assente o molto raramente è formato da poche caduche setole o da 3 scaglie.
Dispersione. La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria) o da altri animali (zoocoria); gli uncini delle brattee dell'involucro si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta.
La famiglia delle Asteraceae (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000specie distribuite in 1715generi. La famiglia attualmente (2026) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.
La sottortibù Espeletiinae, all'interno della tribù, occupa un lignaggio vicino alla sottotribù Milleriinae. Le caratteristiche principali della sottotribù sono: la struttura generale delle piante è di tipo xeromorfico, la fillotassi delle foglie è a spirale, la forma degli acheni varia da obpiramidale a prismatica e gli acheni sono privi di pappo.
Il genere Espeletia nella sottotribù occupa una posizione vicina al genere Tamananthus ed entrambi rappresentano il "core" del gruppo. Questo genere non è monofiletico anche dopo l'accorpamento dei generi (ora sinonimi) Espeletiopsis, Coespeletia e Ruilopezia. Presenta inoltre una radiazione recente. Il genere normalmente viene diviso in due grandi cladi geografici:
clade venezuelano: contiene soprattutto i generi sinonimi Coespeletia, Ruilopezia, Libanothamnus e le specie di Epeletia di origine venezuelana;
clade colombiano: contiene la maggior parte delle specie di Espeletia di origine colombiana e alcune specie di Espeletiopsis.
L'ibridazione di questo genere è molto diffusa e presenta fenomeni di "introgressione ricorrente" con zone ibride stabili.
Alcuni caratteri distintivi del genere:
l'habitus delle piante è tipico delle rosette basali;
se si tratta di arbusti o alberi con le foglie e gli steli basali che formano dei cappucci arrotondati, allora le foglie non hanno i margini ondulati e la parte adassiale della superficie è liscia;
le corolle dei fiori del raggio sono bianche oppure bianco-verdastre, bianco-porpora o gialle.
↑(FR) Alexander von Humboldt e Aimé Bonpland, Plantes équinoxiales recueillies au Mexique: dans l'île de Cuba, dans les provinces de Caracas, de Cumana et de Barcelone, aux Andes de la Nouvelle Grenade, de Quito et du Pérou, et sur les bords du rio-Negro de Orénoque et de la rivière des Amazones., 2 (Fascicolo 9), 1808, pp.10-16.