| Esperanto II | |
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| Creato da | René de Saussure nel 1937 |
| Altre informazioni | |
| Tipo | SVO |
| Tassonomia | |
| Filogenesi | Lingue pianificate Lingue ausiliarie internazionali Esperanto EsperantoII |
| Codici di classificazione | |
| ISO 639-2 | art
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Esperanto II è un progetto di riforma della lingua ausiliaria internazionale esperanto proposto nel 1937 da René de Saussure.
Esso fu l'ultimo di una trentennale serie di proposte che l'autore iniziò nel 1907, come risposta alla lingua ido, con un progetto chiamato prima lingwo internaciona, e in seguito antido 1 da un suo pseudonimo. Tra antido 1 ed esperanto II si susseguirono i seguenti progetti: antido 2 (1910), lingvo kosmopolita (1912), lingvo internatsia de antido (1917), reformita esperanto (1917), esperantido de antido (1919-24), nov-esperanto/idiomo mondialo (1925-32).
Venne menzionato nel libro Cours de linguistique générale del fratello Ferdinand de Saussure.
Fu una delle lingue esaminate dalla IALA (International Auxiliary Language Association), il comitato di ricerche linguistiche che alla fine standardizzò e presentò l'interlingua.
L'ortografia e la fonologia vengono riformate per eliminare i segni diacritici ed alcuni suoni poco frequenti: J diventò Y, Ĵ e Ĝ confluirono in J, Ŭ passò a W, Ĉ diventò CH, Ŝ divenne SH, KV passò a Q, KZ e KS confluirono in X, EJ diventò E.
Per quanto riguarda la morfologia, l'accusativo è in -u, che sostituisce la vocale finale dei nomi, dei pronomi e delle correlative (ju per ĝin, tu per tion); e nei plurali -n viene aggiunto sia ai nomi che ai pronomi (lin "essi", lina, "il, la, i, le loro"). Nessun suffisso viene aggiunto agli aggettivi, che non concordano con il nome di riferimento. Le serie correlative tiu, ĉiu diventano ta, cha quando modificano un nome. Il suffisso indefinito -aŭ è sostituito con l'avverbiale -e; e l'incoativo -iĝ diventa -ev.
Viene sostituito anche un buon numero di particelle, quali ey per kaj "e", be per ĉe "a" (stato in luogo), e ki per ol "di" (paragone). Le funzioni della preposizione de "di,da" vengono suddivise in varie preposizioni più specifiche.
Inoltre il progetto sostituisce alcuni termini dell'esperanto con parole sinonime di uso internazionale, quando tali termini erano immediatamente riconoscibili. Per es. skolo fu adoperata per "scuola" al posto dell'esperanto standard lernejo, una derivazione dell'inglese lerni "to learn" (imparare). Skolo è stata da allora adottata dall'esperanto nel senso di "scuola di pensiero", che è il senso della parola usata nel passaggio seguente. Alcune radici antonimiche, come tarde per malfrue (tardi) e poke per malmulte (poco), vengono usate oggi nella poesia in esperanto, nonostante sia incerto che l'esperanto le abbia adottate dalla lingua esperanto II o dalla lingua ido.