Estorre Visconti

Signoria di Milano
Casato dei Visconti

(1277-1395)
vipereos mores non violabo
Stemma dei Visconti dal 1277 al 1395
Ottone
Nipoti
Matteo I
Luchino co-signore con il fratello Giovanni fino al 1349
Figli
Galeazzo I
Figli
Azzone co-signore con gli zii Luchino e Giovanni
Matteo II co-signore con i fratelli Galeazzo II e Bernabò
Galeazzo II co-signore con i fratelli Matteo II e Bernabò
Figli
Bernabò co-signore con i fratelli Matto II e Galeazzo II
Gian Galeazzo
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Estorre Visconti, Astorre o Ettore secondo altre fonti (Milano, 2 aprile 1346 – Monza, 7 gennaio 1413), fu uno dei numerosi figli di Bernabò Visconti, già signore di Milano e poi spodestato dal nipote Gian Galeazzo nel 1385.
Fu protagonista del parzialmente fallito colpo di Stato a Milano nel 1412.

Biografia

Giovinezza

Figlio di Bernabò e di Beltramola de' Grassi. Non sembra aver avuto alcun ruolo nel governo delle città viscontee sottoposte al controllo di Bernabò, dedicandosi probabilmente alla carriera militare, anche se della sua attività non sono rimaste tracce.

Ha ventinove anni nel 1385, quando suo padre è catturato da Gian Galeazzo Visconti. Estorre riesce a sfuggire alla prigionia, riparando a Brescia con alcuni dei fratellastri.

Morto Bernabò, fra il 1386 e il 1387 forse è ospite della corte scaligera, dove anche il fratellastro Carlo si era rifugiato, ma è costretto a fuggirne dopo la conquista viscontea di Verona nel 1387.

Nel maggio 1392, Estorre regola con Gian Galeazzo la propria posizione ereditaria ottenendo la concessione in feudo di un patrimonio immobiliare situato nel Milanese, fra Bornago, Carugate, Cascina Valera e Pessano, e di Merlino, nel distretto di Lodi.
Grazie al fratello Carlo nel luglio dello stesso anno ottiene un salvacondotto dal Comune di Firenze.

La morte di Gian Galeazzo nel settembre 1402 e la conseguente crisi del ducato determinano le condizioni per il suo ritorno da protagonista sullo scenario politico milanese.

Nella primavera del 1404 con il fratellastro Carlo è impegnato nella spedizione militare condotta da Guglielmo della Scala e Francesco da Carrara per la riconquista di Verona.
Nel corso della crisi milanese, nello stesso 1404 riceve da Giovanni Maria Visconti come suo dominio la signoria di Martinengo e di Morengo.
Conduce varie operazioni militari nella bergamasca e nel bresciano.

Nel luglio del 1405 è catturato da Malatesta nei pressi di Provaglio. In settembre è nuovamente catturato dal capitano ducale Stangolino della Palude e tradotto prigioniero a Monza poiché era sospettato di un suo passaggio dalla parte di Pandolfo Malatesta.

Ai Forni

Giovanni Maria, Duca di Milano, lo accusa di congiura e lo fa chiudere nella terribile prigione dei Forni del Castello.

La sua prigionia dura fino al 1407, quando è liberato da Ottobon Terzi e dai ghibellini e in aprile 1407 Estorre è nominato Signore di Monza

Signore di Monza e lotte per il potere

Signore di Monza investe politicamente sul suo rapporto con la città assecondandone le istanze di indipendenza e riesce a guadagnare il consenso degli homines.
Si unisce in matrimonio con una monzese, Margherita di Giovanni Infrascati, da cui avrà due figli, Francesco ed Estorre (quest’ultimo nato postumo).
Dalla zecca cittadina fa coniare una propria moneta, il grosso monzese, con la dicitura Hestor Vicecomes Modoetie. L'affrancamento dal predominio di Milano innesca una rinascita economica del borgo , restituendo sclancio alle sue attività artigianali e mercantili.

All'uccisione di Giovanni Maria (16 maggio 1412), Estorre è acclamato Signore dal popolo milanese e rimane tale fino al giugno dello stesso anno, associandosi Giovanni Carlo Visconti, nipote legittimo di suo padre Bernabò, nell’intento di legalizzare il suo potere in città dove inizia anche a governare e battere moneta,

Gli equilibri interni al casato visconteo restano peraltro assai precari e la situazione nel territorio dello Stato molto incerta. Filippo Maria, fratello di Giovanni Maria, sopravissuto alla congiura, organizza una spedizione su Milano dove contare su un nucleo di fedelissimi.
Sconfitto da Filippo Maria, Estorre deve abbandonare Milano e insieme alla sorella Valentina si rifugia a Monza, dove l'8 agosto è assediato dal Carmagnola. Giancarlo invece, più prudentemente, non si fece vivo.

Morte

Qui, nel cortile del castello, mentre era intento ad abbeverare il suo cavallo, una pietra scagliata a caso da una catapulta degli assedianti gli frattura il collo del piede sinistro provocandone la morte per infezione dopo pochi giorni.
Inizialmente deposto in un sarcofago di pietra lingo le rive del Lambro presso Porta Nuova, la sorella Valentina lo farà poi tumulare nel duomo di Monza.

La sorella Valentina, figlia legittimata di Bernabò, con il marito Gentile assume la difesa del castello e degli interessi dei superstiti figli di Bernabò, imponendo al Carmagnola il pagamento del salario ai proprio uomini d'arme ed esequie solenni al fratello.

A seguito di lavori nel duomo, nel 1711 suo corpo è stato ritrovato mummificato e oggi è custodito nel museo.
Ritrovato nella tomba è il suo stocco, opera di un armaiolo milanese datato tra la fine del XIV secolo e inizio del XV, ed esposto nel museo del tesoro del Duomo di Monza.. La lama, a doppio taglio, è in acciaio brunito, con l'elsa decorata da una foglietta d'oro.
L'impugnatura è arricchita da sottili fili d'oro intrecciati simbolo dellOrdine della Treccia, ordine cavalleresco fondato nel 1365 dall'Arciduca Alberto III d'Austria del quale Estore era membro.

Discendenza

Sposò Margherita Infrascati, dalla quale ebbe due figli: Francesco ed Ettore.

Ascendenza

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Matteo I Visconti Teobaldo Visconti  
 
Anastasia Pirovano  
Stefano Visconti  
Bonacossa Borri Squarcino Borri  
 
Antonia  
Bernabò Visconti  
Bernabò Doria …  
 
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Valentina Doria  
Eliana Fieschi …  
 
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Estorre Visconti  
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Beltramola de' Grassi  
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Note

  1. ↑ Pompeo Litta, Famiglie celebri di Italia. Visconti di Milano, Milano, 1832.
  2. ↑ È l’unica notizia disponibile sulla sua vita sino ai primi anni del Quattrocento.
  3. ↑ Il riscatto era fissato in 10.000 fiorini, ma il Piccinino si accorda poi per la restituzione del prigioniero in cambio della cessione di Palazzolo.
  4. ↑ Alla certosa di Garegnano, nella primavera del 1407 Facino Cane aveva promosso un accordo fra Giovanni Maria e tutti gli esponenti di casa Visconti, fra cui gli eredi di Bernabò.
  5. ↑ Factus fuit dominus Modoetie per homines partis gibeline.
  6. ↑ La moneta monzese, il grosso di Estore, rappresenta un manifesto politico in argento fondendo la tradizione religiosa con le ambizioni della casata. Sul verso presenta l'effigie di Sant'Ambrogio in cattedra con il pastorale nella mano sinistra; sul recto il biscione visconteo con il monogramma, in caratteri gotici, Hestor Vicecomes Modoetie.
  7. ↑ Fra i quali è Vincenzo Marliani che controlla il di Porta Giovia.
  8. ↑ La difesa. del castello durerà fino ai primi di maggio.
  9. ↑ V.Maspero, Storia di Monza, pag.105

Bibliografia

Altri progetti

Collegamenti esterni

Predecessore Signore di Milano (illegittimo)
con Giovanni Carlo Visconti
Successore
Giovanni Maria Visconti (legittimo) 1412 Filippo Maria Visconti (legittimo)