
Fabio Majorana (Catania, 7 agosto 1875 – Roma, 27 maggio 1934) è stato un ingegnere italiano, ricordato per essere stato il padre di Ettore Majorana e uno dei fondatori della prima società telefonica catanese.
Fabio Majorana nasce a Catania il 7 agosto 1875, dall'avvocato Salvatore Majorana Calatabiano e da Rosa Campisi (1834-1896), nella casa di via Ogninella. Quinto di sette fratelli, si laurea a ventidue anni in Ingegneria civile a Palermo e poi in Scienze fisiche e matematiche, all'Università di Roma.
Gli altri fratelli di Fabio erano: Giuseppe, giurista, accademico e deputato al parlamento nazionale; Angelo, statista e accademico; Quirino, fisico; Dante, giurista e accademico; Elvira (1876-1944) ed Emilia (1879-1967).
Il 2 dicembre 1899, sposa a Catania Dorina Corso (1876-1965). Dalla loro unione nascono 5 figli: Rosina (1901-1978), che sposerà Werner Schultze (1895-1966); Salvatore (1903-1972), laureato in legge, rimasto celibe, si dedicò allo studio della filosofia; Luciano (1905-1967), ingegnere civile specializzato in costruzioni aeronautiche, condivise parte degli studi con il fratello Ettore, si sposò dando il nome del fratello ad uno dei suoi tre figli, e si dedicò alla progettazione e costruzione di strumenti per l'astronomia ottica; Ettore, il noto fisico; e Maria (1914-1997), musicista ed insegnante di pianoforte.
Fabio Majorana dedica molta attenzione all'educazione dei figli, che saranno istruiti privatamente da lui fino ai 9 anni circa, per poi passare all'Istituto parificato Massimo dei padri gesuiti di Roma, dove termineranno le scuole elementari e medie inferiori. Ettore rimarrà sempre affettuosamente molto legato al padre, risentendo fortemente della sua morte, avvenuta nel 1934.

Fabio Majorana fonda e dirige a Catania la prima società telefonica della città, quindi viene nominato ispettore generale del Ministero delle Comunicazioni di Roma. Si dedica pure all'architettura: Palazzo Rosa, in via VI Aprile a Catania, costruito secondo un'architettura eclettica di gusto Liberty, e da lui progettato, servirà poi da modello per altri palazzi di Roma che lui stesso edificherà.
