
Fabrice Hadjadj (Nanterre, 1971) è uno scrittore e filosofo francese, di origine ebraica tunisina, convertitosi al cattolicesimo nel 1998.
Figlio di genitori di origine ebraica tunisina, maoisti, attivisti rivoluzionari nel maggio francese, in gioventù Hadjadj è stato ateo e anarchico, e ha mantenuto un approccio nichilistico per più di venti anni. Nel 1998 si è convertito al cattolicesimo di fronte ad una statua della Vergine Maria, nell'église Saint-Séverin, nel Quartiere latino, nel centro storico di Parigi. Battezzato all'abbazia di Solesmes, dal cattolicesimo prendono slancio la sua indagine filosofica e il lavoro letterario.
A poco più di 30 anni, insieme con John Gelder, cura un'antologia a più mani, Objet perdu, alla quale collaborarono autori come Michel Houellebecq, Dominique Noguez, e Raoul Vaneigem. Il suo primo testo di rilievo è Réussir sa mort: Anti-méthode pour vivre, che ha vinto il Grand Prix catholique de littérature nel 2006. Si tratta di un saggio sulla morte nell'era tecnologica: "Ci tocca scegliere tra una liquidazione tecnica e una vita offerta. Non c'è alternativa: darsi la morte o donare la vita per ciò che ne vale la pena". Altre onorificenze gli sono state conferite negli anni successivi (vedi apposita sezione per il dettaglio).
Attualmente Hadjadj insegna filosofia e letteratura a Tolone.
Sposato dal 2001 con l'attrice Siffreine Michel, è padre di dieci figli, cinque femmine e cinque maschi.
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