Fanja Baron

Fanja Baron

Fanja Baron nata Freida Anisimovna Greck (in russo Фаня Барон?; Vilnius, 1887 – settembre 1921) è stata un'anarchica russa. Trascorse la sua giovinezza partecipando al movimento operaio di Chicago, ma in seguito alla rivoluzione russa del 1917 si trasferì in Ucraina e partecipò al movimento della Machnovščyna. Per le sue attività anarchiche fu arrestata e giustiziata dalla Čeka durante il terrore rosso.

Biografia

Fanja e Aron Baron, 1917-1921 circa

Gli anni negli Stati Uniti

Nata nel 1887 come Freida Anisimovna Greck, si trasferì in giovane età con la famiglia dall'Impero russo negli Stati Uniti. Al loro arrivo venne dato loro il cognome Grefenson. A Chicago la giovane Fanja intraprese una relazione con l'anarchico russo in esilio Aron Baron, con il quale partecipò al movimento operaio locale guidato dagli Industrial Workers of the World (IWW), contribuendo a propagandare le idee anarchiche nella fabbrica in cui lavorava. Durante una manifestazione operaia del 17 gennaio 1915 Fanja fu aggredita fisicamente dalla polizia e arrestata, ma fu rilasciata grazie a una cauzione pagata dall'attivista statunitense Jane Addams

Il rientro in Europa

Con lo scoppio della rivoluzione di febbraio, Aron e Fanja Baron rientrarono nell'Impero russo e si trasferirono a Kiev, in Ucraina, dove parteciparono al movimento operaio locale. In seguito alla rivoluzione d'ottobre la coppia si trasferì poi a Charkiv, dove partecipò alla fondazione della Nabat, una confederazione di anarchici ucraini. Spinta all'azione dalla repressione politica contro il movimento anarchico, Fanja viaggiò in tutta l'Ucraina per organizzare operai e contadini, fornire assistenza ai prigionieri e diffondere gli ideali della Nabat. Partecipò anche come delegata a tutti i congressi e alle conferenze della Nabat, sia quando erano legali che quando si tenevano clandestinamente.

La Nabat si unì alla Machnovščyna e appoggiò ufficialmente l'Esercito insurrezionale rivoluzionario d'Ucraina di Nestor Ivanovič Machno. In seguito alla sconfitta del movimento bianco durante l'assedio di Perekop nel novembre 1920, i bolscevichi si rivoltarono contro i loro alleati anarchici, lanciando un attacco a sorpresa contro di loro su diversi fronti. Il 25 novembre 1920 alcuni membri della Nabat, tra cui Aron e Fanja Baron, furono arrestati a Charkiv e trasferiti nelle prigioni russe. In prigione Fanja fu picchiata dalle guardie e tenuta in condizioni squallide.

L'evasione

Il 10 luglio 1921 Fanja si unì a un'evasione di massa organizzata da una cellula degli Anarchisty podpol'ja ("anarchici clandestini"). Riuscì a fuggire dalla prigione di Rjazan' e riparò a Mosca, dove visse per strada fino a che non conobbe Emma Goldman e Aleksandr Berkman, grazie ai quali trovò rifugio presso il cognato Semën Baron, membro del Partito Comunista dell'Unione Sovietica. Confidò a Semën di aver pianificato di far evadere il marito dalla prigione, e lui promise di aiutarla, ma il 17 agosto 1921 il piano fu scoperto dalla Čeka e Fanja venne arrestata.

Si unì così al marito e a una dozzina di altri anarchici russi nella prigione di Taganka, in un momento in cui stava per essere fondata l'Internazionale sindacale rossa. Nel tentativo di attirare l'attenzione dei delegati sindacalisti stranieri, gli anarchici imprigionati a Taganka organizzarono uno sciopero della fame, al quale Fanja si unì.

La persecuzione e la condanna a morte

Nonostante le proteste formali rivolte alla leadership bolscevica, le accuse di repressione politica furono ripetutamente negate dalle autorità, con Lev Trockij che dichiarò: "Non imprigioniamo i veri anarchici, ma criminali e banditi che si coprono affermando di essere anarchici". La pressione internazionale e interna costante costrinse il governo a cedere, con Lenin che ordinò il rilascio dei prigionieri politici anarchici, a condizione che lasciassero il paese. Il 17 settembre 1921 la maggior parte dei prigionieri anarchici fu rilasciata e ne venne pianificata la deportazione, ma Fanja Baron e Lev Černyj restarono in prigione. Baron fu accusata di una serie di atti criminali, tra cui la contraffazione del rublo sovietico, banditismo e terrorismo. Lo storico anarchico russo Volin negò le accuse contro Baron e Černyj, sostenendo che la presunta contraffazione era stata in realtà commessa dagli agenti della Čeka.

Nella notte tra il 29 e il 30 settembre 1921 Fanja Baron fu giustiziata dalla Čeka. Emma Goldman tentò di opporsi all'esecuzione della compagna di battaglie, ma fu dissuasa dai suoi amici e alla fine lasciò il paese, restando completamente disillusa dalla rivoluzione russa. Dopo 18 anni di prigione Aron Baron fu giustiziato durante le grandi purghe.

Nel corso degli anni la morte di Baron divenne simbolo degli anarchici russi vittime della repressione politica sovietica. Decenni dopo la sua esecuzione, la libreria Jura Books di Sydney intitolò in onore di Fanja Baron la sua biblioteca.

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 (EN) Baron, Fanya aka Fanny Grefenson, aka Anisimovna aka Fanny Baron 1887-1921 | libcom.org, su libcom.org. URL consultato il 16 luglio 2026.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 Smele, p. 178.
  3. 1 2 3 4 5 6 Goldman 1924, pp. 93-94.
  4. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 Fanya Baron - Jewish Anarchist/Revolutionary, su www.j-grit.com. URL consultato il 16 luglio 2026.
  5. ↑ Ashbaugh 1986, p. 177.
  6. 1 2 3 4 5 6 Avrich 1971, p. 205.
  7. 1 2 3 4 5 6 7 Serge 2012, p. 453.
  8. ↑ Woodcock 2003, p. 59.
  9. ↑ Avrich 1971, p. 222.
  10. 1 2 3 Goldman 1934, p. 917.
  11. 1 2 Goldman 1934, pp. 917-918.
  12. ↑ Goldman 1934, p. 919.
  13. 1 2 3 4 5 6 Volin 1974, p. 317.
  14. 1 2 3 4 Avrich 1971, p. 232.
  15. ↑ Goldman 1924, pp. 88-89.
  16. 1 2 3 Avrich 1971, p. 233.
  17. 1 2 3 Volin 1974, pp. 317-319.
  18. 1 2 Avrich 1971, pp. 232-233.
  19. ↑ Serge 2012, pp. 179-180.
  20. ↑ Volin 1974, p. 319.
  21. ↑ Goldman 1934, p. 921.
  22. ↑ Berkman 1925, pp. 318-319.
  23. 1 2 Avrich 1971, p. 245.

Bibliografia

Fonti primarie
Fonti secondarie
Fonti terziarie

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