
Fatima Hassouna, a volte traslitterato Fatma Hassouna (in arabo فَاطِمَة حَسُّونَة?; Gaza, marzo 2000 – Gaza, 16 aprile 2025), è stata una fotoreporter freelance palestinese, assassinata con altri membri della sua famiglia, durante un bombardamento israeliano mirato alla loro casa, al fine di impedirle di documentare il genocidio perpetrato da Israele nella striscia di Gaza.
Figlia di un tassista e di una casalinga, appartiene alla classe media. Laureata in multimedia presso l'Università di scienze applicate di Gaza nel 2022, ha iniziato a documentare professionalmente la vita nella città dopo i bombardamenti israeliani nella striscia di Gaza.
Nel contesto dell'interdizione fatta ai giornalisti stranieri di entrare a Gaza, Hassouna ha documentato le evacuazioni forzate imposte dall'Esercito israeliano, la distruzione delle infrastrutture causate dai bombardamenti israeliani, le perdite civili, i funerali, oltre che scene di resilienza, come quelle dei bambini che giocano tra le macerie. All'attività giornalistica, ha affiancato anche l'organizzazione di laboratori di scrittura per i bambini, tenuti presso una scuola nel nord di Gaza, divenuta rifugio per gli sfollati.
Il 15 aprile ha postato la sua ultima storia su Instagram, mostrando il tramonto su Gaza con la didascalia "È il primo tramonto dopo tanto tempo". Il Film documentario Put Your Soul on Your Hand and Walk della regista iraniana Sepideh Farsi, mostra le video conversazioni avute con Hassouna. Il film è stato selezionato dall'ACID per la mostra parallela di film indipendenti che avviene durante il Festival di Cannes. Nell'ultima conversazione avvenuta con Farsi, Hassouna ha detto "Verrò a Cannes, ma devo tornare. Non voglio lasciare Gaza".
Fatima Hassouna e diversi suoi parenti, inclusa sua sorella incinta, sono stati assassinati con un attacco mirato in cui due missili hanno colpito la casa della sua famiglia, situata in via Al-Nafaq, nel quartiere Tuffah di Gaza il 16 aprile 2025. L'attacco è avvenuto un giorno dopo che era stata annunciata la selezione del suo documentario al Festival di Cannes. "Se muoio, voglio che la mia morte faccia rumore", aveva precedentemente scritto sui social media. Hassouna è stata una dei 242 giornalisti uccisi a Gaza fino ad agosto 2025, secondo una stima riportata dalla Organizzazione delle Nazioni Unite.
Un'indagine condotta dal gruppo di ricerca Forensic Architecture della Goldsmiths, University of London, ha concluso che la morte di Hassouna è stata il risultato di un attacco mirato: il missile lanciato dai militari israeliani ha colpito esattamente l'appartamento della famiglia di Hassouna, al secondo piano di un edificio di cinque piani. I militari israeliani hanno giustificato l'attacco dichiarando che l'obiettivo era un "membro di Hamas" coinvolto "in attacchi verso dei soldati e dei civili israeliani". Sepideh Farsi ha respinto questa giustificazione dicendo: "conosco l'intera famiglia, non ha alcun senso".