Col nome di fearsome critters (AFI: [ˈfɪə(ɹ)səm ˈkɹiːtə], "creature terrificanti" essendo critters una pronuncia distorta dell'inglese creatures, "creature") viene definita tutta una serie di creature mostruose zoomorfe (circa una ottantina in tutto) facenti parte della fauna fantasiosa del Nord America, derivata dai racconti umoristici dei tagliaboschi e dei primi pionieri, diretti a disorientare e irridere i più sprovveduti.
Il fenomeno dei fearsome critters, più che essere una serie di racconti con una continuità spazio-temporale definita, assume le caratteristiche di un vero e proprio filone dilatato nel tempo, sorto alla fine del XVIII secolo e portato avanti a più riprese fino ai tempi attuali.
La fonte letteraria più antica è un diario storico del 1781, General History of Connecticut, di S. Peters, che cita quattro creature di questo tipo presenti nei racconti folkloristici diffusi fra le comunità di boscaioli. Racconti e testimonianze hanno ampia diffusione, soprattutto nel XIX secolo, nelle aree montane e boscose della regione dei Grandi Laghi (stati del Minnesota e Wisconsin in particolare) e negli stati nord-orientali al confine tra Stati Uniti e Canada.
In massima parte, i fearsome critters sono, come sopraddetto, una creazione burlesca, goliardica, senza troppe pretese di verità più che un vero e proprio motivo mitologico. La maggior parte dei racconti inerenti li ritraggono come esseri spassosi, dalle abitudine anomale e volutamente inverosimili, pur non rinunciando in qualche caso ad un pizzico di erudizione nel citare e modificare una tradizione molto più antica.
Alcune di queste creature immaginarie sono state catalogate e descritte nel libro di William T. Cox, Fearsome Creatures of the Lumberwoods, with a Few Desert and Mountain Beasts, del 1910.