Ferdinand von Hompesch zu Bolheim

Ferdinand von Hompesch zu Bolheim
71º Principe e Grande Maestro dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme
Stemma
Stemma
In carica17 luglio 1797 –
6 luglio 1799 (potere temporale perso il 12 giugno 1798)
PredecessoreEmmanuel de Rohan-Polduc
SuccessorePaolo I di Russia (ecclesiasticamente)
Nome completoFerdinand von Hompesch zu Bolheim
NascitaBolheim, 9 novembre 1744
MorteMontpellier, 12 maggio 1805 (60 anni)
Luogo di sepolturaChiesa di Sant'Eulalia a Montpellier

Ferdinand von Hompesch zu Bolheim (Bolheim, 9 novembre 1744 – Montpellier, 12 maggio 1805) è stato Gran Maestro dell'Ordine di Malta dal 1797 al 1799.

Fu il primo tedesco eletto a tale incarico. Fu durante il suo governo che l'Ordine perse l'isola di Malta (che possedeva dal 1530) a favore della Francia. Questo evento effettivamente segnò la fine della sovranità dei cavalieri su uno stato indipendente, una caratteristica che li contraddistingueva dai tempi in cui avevano sede a Rodi, mentre prima, all'epoca delle Crociate avevano solo commende ed estese proprietà.

Biografia

I primi anni

Hompesch nacque nel villaggio di Bolheim, oggi parte della città di Zülpich nella regione di Eifel. Ricevette il nome di battesimo di Ferdinand Joseph Antoine Herman Louis. Venne ammesso nei Cavalieri ospitalieri il 10 luglio 1761, con una dispensa della Santa Sede per la sua minore età, prestando servizio come paggio del Gran Maestro Manuel Pinto de Fonseca. Nel 1768 venne promosso castellano e nel 1770 avanzò al rango di luogotenente, divenendo responsabile dell'ispezione delle navi e delle fortificazioni dell'Ordine. Nel 1774 ottenne la responsabilità delle munizioni sull'isola di Malta.

Alla fine del 1775, Hompesch venne nominato ambasciatore dell'Ordine alla corte dell'imperatore del Sacro Romano Impero a Vienna, posto che mantenne nei successivi 25 anni. L'anno successivo, venne elevato anche al rango di Cavaliere di Gran Croce il che gli diede la possibilità di sedere nel Consiglio Stabile dell'Ordine. Durante questo periodo fece degli sforzi per unire i rami protestanti dell'Ordine sviluppatosi in Germania con l'Ordine cattolico, progetto che però decadde per l'opposizione dei cavalieri tedeschi. Negli anni successivi, ricevette la carica di commendatore a Rothenburg (1777), poi a Herford (1783), a Basilea e Dorlisheim (1785), Sulz, Colmar e Mülhausen (1786) e poi a Villingen, nella Foresta Nera (1796). Venne nominato quindi Gran Balivo della "lingua" tedesca di base nel Brandeburgo nel 1796.

Porta Hompesch nella città di Żabbar.

Il 17 luglio 1797 Hompesch venne eletto Gran maestro dell'ordine, carica che gli fece ottenere anche il titolo di principe della chiesa. Fu il primo tedesco al vertice dell'ordine.

La perdita di Malta

Lo stesso argomento in dettaglio: Campagna del Mediterraneo del 1798 § Malta.
Moneta da 30 Tarì di Ferdinand, datata al 1798.

Durante il suo periodo di governo fu abbastanza popolare, tanto che a Malta elevò i villaggi di Żabbar, Zeitun e Suggeui allo status di città. Quelli erano ad ogni modo tempi difficili per l'Ordine, che con la Rivoluzione aveva perso le rendite delle commende francesi e anche per il popolo maltese, che era l'unico soggetto veniva gravato di tasse, mentre clero e nobiltà erano esenti. Molti abitanti, infatti, intendevano organizzare rivolte per liberarsi dei cavalieri.

Il 12 luglio del 1798 egli dovette consegnare le isole maltesi al generale francese Napoleone Bonaparte quando questi, diede ordine alla sua flotta di sbarcare a Malta col pretesto di doversi rifornire di acqua prima di proseguire il viaggio per la Campagna d'Egitto. Le regole dell'Ordine di rimanere neutrali e non combattere contro i cristiani, non impedivano ai cavalieri di difendersi e in effetti ci fu un breve tentativo di resistenza, ma il popolo maltese chiedeva la resa e una parte dei cavalieri francesi non si volevano opporre alle forze della madrepatria, considerando l'Ordine militare ormai superato dai tempi. Dopo una breve trattativa diplomatica, Ferdinand von Hompesch zu Bolheim capitolò, accettando le condizioni di Napoleone, che si impadronì dei tesori dei cavalieri. Pochi giorni dopo Hompesch lasciò l'isola pacificamente, con una discreta rendita concessa dai francesi, che gli permise anche di saldare i debiti che aveva a Malta. La nave su cui il Gran Maestro si imbarcò il 18 giugno 1798 con poche sacre reliquie e 32 persone al seguito, tra servi e membri dell'Ordine di lingua tedesca, venne scortata per un tratto dalla fregata francese "Artemise", per poi giungere il 15 luglio alla volta di Trieste, allora parte dell'Impero degli Asburgo. A Trieste i cavalieri esuli trovarono una buona accoglienza da parte della nobiltà locale; il Gran maestro fu ospitato dal console russo Psarò, di origine greca, nella sua villa neoclassica.

Tuttavia, un numeroso gruppo di cavalieri dell'Ordine, in disaccordo con le scelte il Gran Maestro, lo accusarono di viltà e si rifugiarono in Russia, chiedendo la protezione dello zar Paolo I sull'Ordine. Lo zar ne approfittò per proporsi come nuovo Gran Maestro. In disaccordo che questo tentativo di estrometterlo, Hompesch, forte dell'appoggio formale del Papa, che non vedeva di buon occhio un Gran Maestro "scismatico", stabilì il nuovo quartier generale temporaneo (Convento) dell'Ordine a Trieste in Italia e scrisse delle lettere di protesta. Successivamente, forse per problemi economici, nel 1799, decise di trasferirsi, con il suo segretario Gravagna e due servi maltesi, nel castello di Gortschach o Goricane, nell'attuale Slovenia, ospite del principe-vescovo di Lubiana Michele de Brigido.

Le dimissioni e la morte

Il 6 luglio 1799 Hompesch, pressato dalla corte austriaca e privo di sostenitori, inviò due lettere di dimissioni, con cui abdicò dalla carica di Gran Maestro, una diretta all'imperatore del Sacro Romano Impero Francesco II, l'altra allo zar Paolo I di Russia, ma non al Papa come richiesto dalla legge canonica. Dopo le sue dimissioni, Hompesch si recò in Austria ed in Italia, mentre il quartier generale dell'Ordine si trasferì a San Pietroburgo, in Russia per l'elezione (non canonica ma comunque riconosciuta dalla maggioranza dei sovrani europei) a Gran Maestro dello stesso Ordine di Paolo I di Russia (pur essendo sposato e non cattolico, ma ortodosso).

Alla morte dello zar Paolo I, assassinato in una congiura di palazzo nel 1801, il nuovo zar, Alessandro I, rifiutava la problematica carica di Gran Maestro di un Ordine cattolico e ne restituiva le insegne al Papa. Hompesch, speranzoso, scriveva al Papa che era pronto a riprendere la sua carica, ma il Pontefice preferì nominare un nuovo Gran Maestro, scegliendo prima il Bali Bartolomeo Ruspoli e poi, a seguito rinuncia del Ruspoli, il cavaliere toscano Giovanni Battista Tommasi.

Nel 1803 a Messina i cavalieri si riunivano ed eleggevano Gran Maestro Giovanni Battista Tommasi. La sede temporanea dell'Ordine veniva portata a Catania, al fine di riprendere possesso dell'isola di Malta, visto che era stata riassegnata ai Cavalieri di San Giovanni nel trattato di pace stipulato tra Francia e Inghilterra. Le trattative avviate con Inglesi e maltesi però rimasero infruttuose.

Nel 1804, il sessantenne Hompesch, sempre seguito dal fedele segretario e dai due servi maltesi, si recò a Montpellier, in Francia, forse per ricevere la pensione promessa da Napoleone, divenuto nel frattempo Imperatore dei francesi il 2 dicembre 1804. Invece morì a Montpellier l'anno successivo, il 12 maggio 1805, per un attacco d'asma, povero e dimenticato da tutti. I suoi semplici funerali si conclusero con una dignitosa sepoltura all'interno della locale chiesa di Santa Eulalia.

Onorificenze

Gran Maestro e Balì dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme - nastrino per uniforme ordinaria
Gran Maestro e Balì dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme

Note

  1. 1 2 (EN) Whitworth Porter, A History of the Knights of Malta, vol. 2, London, Longman, Brown, Green, 1858, p. 438.
  2. ↑ (EN) Michael Galea, A hamlet called Hompesch, in Times of Malta, 24 luglio 2011. URL consultato l'11 ottobre 2014.

Bibliografia

Altri progetti

Collegamenti esterni

Predecessore Gran Maestro del
Sovrano Militare Ordine di Malta
Successore
Emmanuel de Rohan-Polduc 1797-1799 Paolo I di Russia
de facto
Controllo di autoritàVIAF (EN) 15564961 · ISNI (EN) 0000 0000 5068 6558 · CERL cnp00587284 · Europeana agent/base/157372 · LCCN (EN) nr88003995 · GND (DE) 118746472
  Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie