Ferdinando Cesarini

Stemma della famiglia Cesarini

Ferdinando Cesarini (Roma, 1606 circa – Roma, 8 marzo 1646) è stato un nobile e poeta italiano.

Fu un nobile, prelato e poeta italiano, vicino agli ambienti della scienza galileiana. Allievo di Bonaventura Cavalieri, referendario apostolico di entrambe le Segnature e corrispondente di Benedetto Castelli, coltivò interessi scientifici e letterari e fu noto anche per la poesia satirica e per la sua opposizione alla politica fiscale di Urbano VIII.

Biografia

Famiglia e formazione

Nacque a Roma dalla nobile famiglia Cesarini, figlio di Giuliano Cesarini, I duca di Civitanova, e di Livia Orsini di San Gemini. Era fratello, tra gli altri, di Virginio Cesarini, poeta e membro dell'Accademia dei Lincei, al quale Galileo Galilei indirizzò in forma di lettera Il Saggiatore.

Alla morte del padre, nel 1613, Ferdinando aveva circa sette anni; la madre e il fratello Giangiorgio furono pertanto designati suoi tutori e curatori.

Ricevette una formazione umanistica e scientifica. Ancora giovanissimo si cimentò nella composizione latina: nel 1618 pronunciò un'orazione in memoria di san Luigi Gonzaga alla presenza di numerosi cardinali, mentre l'anno successivo recitò al Collegio Romano un componimento latino per l'elezione dell'imperatore Ferdinando II d'Asburgo.

Fu in seguito allievo del matematico Bonaventura Cavalieri, come attesta una lettera di quest'ultimo a Galileo del 9 maggio 1626.

Rapporti con l'ambiente galileiano

Cesarini appartenne alla cerchia di ecclesiastici e uomini di cultura interessati alla nuova scienza galileiana. Ebbe in particolare stretti rapporti con Benedetto Castelli, monaco benedettino, matematico e discepolo di Galileo.

Il 20 settembre 1638 Castelli gli indirizzò una lettera nella quale descrisse un esperimento mostratogli da Galileo oltre trent'anni prima e il conseguente impiego del principio per costruire uno strumento destinato a valutare i «gradi del caldo e del freddo». La lettera costituisce una testimonianza significativa nella storia del termoscopio.

Lo stesso Castelli gli indirizzò il Discorso sopra la calamita, composto probabilmente intorno al 1639-1640 in forma di lettera e rimasto inedito fino alla pubblicazione integrale curata da Antonio Favaro nel 1883. Nel testo Castelli ricordava che era stato lo stesso Cesarini a sollecitarlo a raccogliere in un apposito scritto le proprie considerazioni sul magnetismo.

Castelli invitò inoltre Cesarini a far circolare il Discorso entro una cerchia limitata di persone fidate. L'interesse di Cesarini contribuì dunque a orientare Castelli verso quelli che Antonio Favaro definì i più «nobili campi del filosofare».

Cesarini fu destinatario anche di una nota lettera di Castelli del 12 agosto 1639, successivamente inclusa nella terza edizione del trattato Della misura delle acque correnti, nella quale lo scienziato, ricorrendo alla cosiddetta «favola della pezza senza fine di damasco», replicava alle critiche e alle accuse di plagio rivoltegli dai suoi avversari.

Intrattenne rapporti anche con Giovanni Ciampoli, che gli dedicò un componimento poetico. Lo storico della scienza Raffaello Caverni, alla fine dell'Ottocento, annoverò Cesarini e Ciampoli fra i prelati del Seicento inclini «a favorire i progressi della scienza».

Carriera ecclesiastica e mecenatismo

Cesarini intraprese la carriera nella Curia romana. Nel 1638 risulta nominato referendario apostolico di entrambe le Segnature. Fu inoltre mecenate e protettore di letterati e studiosi.

Come esponente del patriziato romano partecipò inoltre alla vita delle istituzioni religiose cittadine. Il suo nome compare ripetutamente, a partire dal 1631, fra i «guardiani» dell'Arciconfraternita del Santissimo Crocifisso presso la chiesa di San Marcello al Corso.

Attività letteraria

Cesarini coltivò la poesia, distinguendosi soprattutto nel genere satirico. La sua produzione nota comprende, oltre ai componimenti giovanili in latino, versi e scritti satirici che contribuirono alla sua fama di spirito mordace negli ambienti della Roma pontificia.

Il fratello Virginio gli indirizzò alcune liriche, mentre Giambattista Pianelli gli dedicò la commedia in romanesco Li falsi mori.

Il poeta Gregorio Porzio ne celebrò l'erudizione e gli interessi filosofici e scientifici in un epigramma latino, successivamente riprodotto da Leone Allacci nelle Apes Urbanae:

«Sanguine Cesareo, trabeisque superbas avorum
Pulvere Palladio plena lycea teris.
Abdita naturae reseras, Sophiaeque recessus,
Et versas crebro grande Platonis opus
Avia rimaris, rimatus pervia reddis,
Juris & immensa docta Theatra Colis.
I decus, I nostri secli, Fernande, recludet
Fama tibi sedes, teque per astra feret.»

Contrasti con Urbano VIII

Cesarini fu critico nei confronti di Urbano VIII e dell'ambiente barberiniano. Vittorio Siri ne ricordò il temperamento satirico e i difficili rapporti personali con il pontefice.

Secondo Giacinto Gigli, Cesarini potrebbe essere stato autore di pasquinate contro il papa, tra cui quella nota come Papa Gabella; l'attribuzione rimane incerta.

Dopo la morte di Urbano VIII, nel 1644, le cronache lo associarono alle proteste contro la memoria del pontefice. Al successore Innocenzo X fu indirizzato, a nome del popolo romano, un Discorso politico, Giuridico et Demonstrativo attribuito a Cesarini, nel quale si chiedeva una riduzione delle gabelle.

Morte

Ferdinando Cesarini morì a Roma l'8 marzo 1646, intorno ai quarant'anni. Designò quale esecutore testamentario ed erede il cardinale Federico Sforza. Fu sepolto nella basilica di Santa Maria in Aracoeli.

Opere

Ferdinando Cesarini, Gratulatio Ferdinando Cæsari (1619)

Opere a stampa

Manoscritti

  • Discorso politico, Giuridico et Demonstrativo di Monsig.re Cesarini alla Santità di N.ro S.re Innoc.o X Per parte del Popolo Romano, acciò sia scemato il gravissimo peso di non poche gabelle sostenute da detto Popolo, Biblioteca Apostolica Vaticana, Barb. Lat. 5323.

Ascendenza

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Giuliano Cesarini, I marchese di Civitanova Giangiorgio Cesarini  
 
Marzia Sforza di Santa Fiora  
Giovan Giorgio Cesarini, II marchese di Civitanova  
Giulia Colonna Prospero Colonna, duca di Traetto  
 
Isabella Carafa di Maddaloni  
Giuliano Cesarini, I duca di Civitanova  
Alessandro Farnese il Giovane Pier Luigi Farnese, duca di Parma e Piacenza  
 
Gerolama Orsini  
Clelia Farnese  
… …  
 
…  
Ferdinando Cesarini  
Ferdinando I Orsini, V duca di Gravina Francesco Orsini, IV duca di Gravina  
 
Maria Todeschini Piccolomini d'Aragona  
Virginio Orsini, I duca di San Gemini  
Beatrice Ferrillo Giacomo Alfonso Ferrillo, conte di Acerenza e Muro Lucano  
 
Maria Balsa  
Livia Orsini di San Gemini  
Bonifacio Caetani, IV duca di Sermoneta Camillo Caetani, III duca di Sermoneta  
 
Beatrice Caetani d'Aragona  
Giovanna Caetani  
Caterina Pio di Savoia Alberto III Pio di Savoia, VIII signore di Carpi  
 
Cecilia Orsini  
 

Note

  1. ↑ Saverio Franchi, Drammaturgia romana: (1701-1750), volume secondo, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 1988, p. 820.
  2. ↑ Patrizia Rosini, Documenti di Casa Cesarini nel Fondo Chiesa del Gesù dell'Archivum Romanum Societatis Iesu (ARSI), su Academia.edu, p. 19.
  3. ↑ Alessandro Luzio, I fratelli di San Luigi Gonzaga, in La Lettura, n. 12, 1927, p. 893.
  4. 1 2 Baldassarre Boncompagni, pp. 588-589.
  5. ↑ Ricardo García Villoslada, Storia del Collegio Romano dal suo inizio, 1551, alla soppressione della Compagnia di Gesù, 1773, Roma, Apud Aedes Universitatis Gregorianae, 1954, p. 285.
  6. ↑ Bonaventura Cavalieri a Galileo in Firenze. Roma, 9 maggio 1626, in Le opere di Galileo Galilei, XIII, Firenze, Barbèra, 1902, p. 323.
  7. ↑ Erminia Ardissino, Lavorare per la nuova scienza e la nuova medicina: Galileo, i Lincei, i Galileiani (PDF), in Annali d'Italianistica, n. 32, 2014, p. 14.
  8. ↑ Lettera di Castelli sull'invenzione del termoscopio, su Museo Galileo. URL consultato il 1º settembre 2026.
  9. ↑ Antonio Favaro, Intorno ad un «Discorso sopra la calamita» del P. D. Benedetto Castelli, in Bullettino di bibliografia e di storia delle scienze matematiche e fisiche, vol. 16, 1883, pp. 545-548.
  10. ↑ Benedetto Castelli, Carteggio, a cura di Massimo Bucciantini, Firenze, L. S. Olschki, 1988, p. 21.
  11. ↑ Antonio Favaro, Amici e corrispondenti di Galileo, Firenze, Salimbeni, 1905, p. 830.
  12. ↑ Giorgio Bigatti, La provincia delle acque: ambiente, istituzioni e tecnici in Lombardia tra Sette e Ottocento, Milano, F. Angeli, 1995, p. 59.
  13. ↑ Giovanni Ciampoli, Rime scelte, Roma, Fabio di Falco, 1666, pp. 228-236.
  14. ↑ Raffaello Caverni, Storia del metodo sperimentale in Italia: Del metodo sperimentale applicato alle scienze fisiche, Firenze, G. Civelli, 1892, p. 349.
  15. ↑ Baldassarre Boncompagni, p. 588.
  16. 1 2 3 Sheila Barker, p. 70.
  17. ↑ Gianni Venditti (a cura di), Arciconfraternita del Ss. Crocifisso in San Marcello. Appendici archivistiche e documentarie, Città del Vaticano, Archivio Apostolico Vaticano, 2021, p. CXXXIX.
  18. ↑ Nicola Ratti, p. 264.
  19. ↑ Giorgio Petrocchi, Lezioni di critica romantica, Milano, Il Saggiatore, 1975, p. 197.
  20. ↑ Virginio Cesarini, Virginii Caesarini Carmina, Venezia, ad istanza d'Adriano Scultore, libraro in Napoli, 1669, pp. 16-19.
  21. ↑ Giovanni Battista Pianelli, Li falsi mori, commedia in cinque atti con prologo, nota anche per la figura del «bullo» Iacaccio, in seguito ripresa da Giovanni Camillo Peresio; cfr. Franco Brevini (a cura di), La poesia in dialetto, I, Milano, Mondadori, 1999, p. 871..
  22. ↑ Citato in Nicola Ratti, p. 295; Leone Allacci, Leonis Allatii Apes Vrbanae, siue De viris illustribus, qui ab anno 1630. per totum 1632. Romæ adfuerunt, ac typis aliquid euulgarunt, Roma, excudebat Ludouicus Grignanus, 1633, p. 92.
  23. ↑ Vittorio Siri, Il Mercurio ovvero historia de' correnti tempi, Casale, per Giorgio del Monte, 1655, p. 567.
  24. ↑ Costantino Maes, Cose vecchie e nuove: Curiosità romane, in Il Cracas: Diario di Roma, n. 24, 16-23 ottobre 1887, pp. 14-17 (archiviato dall'url originale il 23 gennaio 2025).
  25. ↑ Ignazio Ciampi, Innocenzo X Pamphili e la sua corte: storia di Roma dal 1644 al 1655 da nuovi documenti, Roma, Coi tipi dei Galeati in Imola, 1878, p. 1.
  26. 1 2 Paola Scavizzi, Considerazioni sull'attività edilizia a Roma nella prima metà del Seicento, in Studi Storici, n. 1, gennaio-marzo 1968, p. 189.
  27. ↑ Pompeo Litta, Famiglie celebri di Italia. Cesarini di Roma, Milano, Tipografia del Dott. Giulio Ferrario, 1821.
  28. ↑ Mario Bevilacqua e Maria Luisa Madonna (a cura di), Il sistema delle residenze nobiliari: Stato Pontificio e Granducato di Toscana, Roma, De Luca, 2003, p. 147.

Bibliografia

Voci correlate

Collegamenti esterni

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