Ferinestrix (Bjork, 1970) è un genere estinto di mustelide carnivoro dalle affinità enigmatiche. Visse nel Pliocene in Nordamerica e Asia.
Ferinestrix si distingue per la sua taglia maggiore rispetto ad altri membri della sottofamiglia Melinae e per la sua marcata adattabilità a una dieta ipercarnivora. L’analisi della sua morfologia dentale suggerisce un’evoluzione convergente verso un aumento del consumo di carne. Ferinestrix possedeva una mandibola corta, con premolari molto ravvicinati e un condilo mandibolare ampio. Il carnassiale inferiore era dotato di una parte tagliente molto sviluppata e anche di un'ampia superficie triturante. In generale, Ferinestrix doveva essere più grande e robusto dell'attuale ghiottone (Gulo gulo), ma l'aspetto doveva essere molto simile.
La prima specie nota, Ferinestrix vorax, è stata descritta sulla base di una mandibola parziale e un femore ritrovati nei depositi dello Hagerman Fossil Beds National Monument, in Idaho (USA), risalenti a un periodo compreso tra 3,2 e 3,6 milioni di anni fa. Successivamente è stata identificata una seconda specie, Ferinestrix rapax, basata su 80 resti cranici e dentari provenienti dai depositi di Udunga, nella regione della Transbaikalia, in Russia, datati tra 3,1 e 3,6 milioni di anni fa.
Inizialmente Ferinestrix era considerato un rappresentante aberrante della sottofamiglia Mellivorinae. Studi filogenetici più recenti indicano che Ferinestrix appartiene alla sottofamiglia Melinae, che include i tassi moderni, ma rappresenta un lignaggio basale rispetto alle forme attuali. Questo genere è il più grande e il più carnivoro tra i melini noti.
Si suppone che l’origine di Ferinestrix sia avvenuta in Asia, con una successiva migrazione in Nord America avvenuta tra l’inizio (Zancleano) e la fine (Piacenziano) del Pliocene. Entrambe le specie, F. vorax in Nord America e F. rapax in Asia, sembrano aver seguito traiettorie evolutive parallele, sviluppando adattamenti simili verso una dieta più carnivora.
La morfologia della dentatura indica che Ferinestrix possedeva abitudini sia predatorie che saprofaghe. La scarsità dei fossili di questo animale suggerisce che fosse solitario e avesse una bassa densità di popolazione.