
Fernando Cerchio (Luserna San Giovanni, 14 agosto 1914 – Mentana, 19 agosto 1974) è stato un regista, sceneggiatore e montatore italiano.
Dopo aver studiato all'Accademia di belle arti e al Centro sperimentale di cinematografia, partecipò per quattro anni alle gare dei Littoriali, realizzando nel 1936 un cartone animato in bianco e nero, Notturno. Nel 1938 entrò all'Istituto Luce come montatore e dopo un paio di anni iniziò a dirigere per lo stesso ente alcuni documentari. Della sua attività di documentarista di questo primo periodo restano pellicole di corto e medio metraggio come: Carbonia (1940), La fontana di Trevi (1941), Ali fasciste (1941), Ritorno al Vittoriale (1942) e Comacchio (1942), quest’ultimo presentato alla Mostra della rivoluzione fascista di quell’anno. Successivamente curò il montaggio del film di Aldo Vergano e Alessandro Blasetti Quelli della montagna, uscito nel 1943. Il suo primo lungometraggio, La buona fortuna, fu girato nel 1943-44, con Maurizio D’Ancora.
Nel 1945, nel pieno della Liberazione, Cerchio girò a Torino il film-documentario Aldo dice 26×1 diretto in tandem con Carlo Borghesio, il cui titolo è mutuato dal telegramma in codice dettato agli insurrezionisti per i quali la parola d’ordine era: “26 aprile all’una” per indicare data e ora d’inizio della rivolta. È un medio metraggio che circolerà nei circuiti alternativi dell’A.N.P.I. e dei circoli politici proletari. Sempre a Torino firmò il suo primo film come regista nel 1948: Cenerentola, basato sull’opera lirica di Rossini, con Lori Randi e Gino Del Signore. L’anno successivo uscì Gente così, sceneggiato con Giovannino Guareschi, interpretato da Adriano Rimoldi e Vivi Gioi.
Negli anni ’50 l’attività procedette con un film dopo l’altro: del 1951 è Il bivio con Raf Vallone, del 1952 sono Il figlio di Lagardère con Rossano Brazzi e Milly Vitale, e Il bandolero stanco, con Renato Rascel e Lauretta Masiero, del 1953 sono: Lulù, con Valentina Cortese, Jacques Sernas e Marcello Mastroianni, Addio mia bella signora, con Gino Cervi e Alba Arnova, del 1954 è Il visconte di Bragelonne, una coproduzione italo-francese tratta dal romanzo di Dumas, del 1957 I misteri di Parigi, con Lorella De Luca, del 1958 La Venere di Cheronea, con Belinda Lee, del 1959 Giuditta e Oloferne, con Massimo Girotti e Isabelle Corey. Nel 1960 uscì Il sepolcro dei re, con Debra Paget ed Ettore Manni, e l’anno successivo fu la volta di Nefertite regina del Nilo, con Jeanne Crain e Edmund Purdom. Diresse Antonio De Curtis in Totò contro Maciste (1961), Totò e Cleopatra (1963), Totò contro il Pirata Nero (1964). Nel 1962 uscirono due film d’avventura: Lo sceicco rosso e Col ferro e col fuoco (di nuovo con l’americana Jeanne Crain). Si cimentò poi nel filone detto degli spaghetti-western con Per un dollaro di gloria (1966). Nel 1967 filmò la trasposizione cinematografica del fumetto Il marchio di Kriminal e girò Segretissimo, sulla scia del successo arriso ai film di spionaggio inaugurati dalla fortunata saga dello 007 di Fleming.
Estremamente prolifica, variegata e di alto spessore la sua attività come documentarista soprattutto negli anni del boom economico e in collaborazione con la Giorgio Patara Produzione Cinematografica.
Cerchio morì a Mentana il 19 agosto 1974 dopo avere appena compiuto il sessantesimo anno d’età.
Suo figlio è il direttore della fotografia Carlo Alberto Cerchio.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 120240495 · ISNI (EN) 0000 0001 1701 1038 · SBN RAVV263913 · LCCN (EN) no2001068735 · GND (DE) 140980156 · BNE (ES) XX4579212 (data) · BNF (FR) cb14653497t (data) |
|---|