Fiamma Ferragamo

Fiamma Ferragamo

Fiamma Ferragamo (Firenze, 3 settembre 1941 – Firenze, 28 settembre 1998) è stata una stilista e imprenditrice italiana, vicepresidente dell'azienda Salvatore Ferragamo SpA.

Biografia

Modelli in legno del piede
Modelli in legno del piede

Figlia di Salvatore e Wanda Ferragamo, vive l'adolescenza assieme ai cinque fratelli Giovanna, Ferruccio, Fulvia, Leonardo, Massimo in una villa rinascimentale acquistata dal padre dopo essere rientrato dagli Stati Uniti d'America. Sopravvive alla guerra nonostante un tentativo di occupazione della loro residenza a Fiesole da parte dei nazisti e il successivo bombardamento da parte dalle forze alleate.

Carriera

All'età di 16 anni lascia la scuola per entrare nell'attività del padre e da lui impara gli elementi essenziali per la produzione di scarpe. Salvatore molto attento all'anatomia del piede e non solo al design, realizza e sagoma a mano le forme in legno su cui costruire i modelli. È questo a colpire la giovane Fiamma, alimentandone la curiosità e la passione per le calzature. È più interessata alla creazione di scarpe piuttosto che a occuparsi degli aspetti commerciali e delle pubbliche relazioni. Quando nel 1960 il padre muore Fiamma ha 19 anni ed essendo l'unica in famiglia ad aver lavorato accanto a lui, si assume il compito di affiancare la madre Wanda nella riorganizzazione delle attività, diventando interprete dello stile Ferragamo.

In un'epoca in cui le donne manager non sono una realtà comune, incarna un modello unico e personale grazie alla sua indole entusiasta ed esigente, alla sua grande determinazione e spiccata creatività, qualità ereditate dai genitori. Secondo Stasia Evasuk dell'Ottawa Journal, lei dal 1967 disegna tra le 500 e le 600 paia di scarpe all'anno e ha clienti privati come Carroll Baker, Ginger Rogers e la Duchessa di Windsor. Disegna scarpe per i film Evita (1996) ed Ever After (1998) collaborando con ciascuno dei loro costumisti.

Nel 1965 allarga la produzione della ditta alle borse e nel 1972 aumenta i modelli di scarpe dell'azienda da circa 800 a 1 000.

Il 9 febbraio 1967 nella Grand Ballroom dello Sheraton-Dallas Hotel, Fiamma Ferragamo riceve a Dallas il Premio Neiman Marcus, l’oscar della moda conferito vent’anni prima al padre. Insieme a lei ricevono il premio Va­lentino, Lydia di Roma (Lydia de Crescenzo), Giancarlo Venturini ed Emilio Pucci a nome di tutti gli artigiani fiorentini dan­neggiati dall’alluvione di Firenze del 1966. L’anno seguente, nel 1968, la rivista “Fortune” le dedica una delle sue copertine.

Il 13 e il 14 ottobre 1975 Fiamma Ferragamo presenta le collezioni Ferragamo in occasione del Neiman Marcus Italian Fortnight di quell’anno: due settimane all’anno che il department store dedicava a una particolare nazione con allestimenti speciali ed eventi.

Nel 1987 è stata la prima presidente toscana del Fondo Ambiente Italiano.

Se le creazioni di Salvatore Ferragamo sono riconosciute come vere e proprie opere d'arte del XX secolo, non è da meno il lavoro di Fiamma, ideatrice di alcuni modelli iconici, come la scarpa con fiocco Vara, punta tonda e tacco basso. Le sue scarpe sono vendute in tutto il mondo.

Secondo The Times, ha trasformato l'azienda del padre da un famoso ma ancora piccolo laboratorio di scarpe a uno dei nomi di spicco del mercato italiano del lusso, che guadagna milioni di dollari esportando in tutto il mondo, mantenendo il carattere di azienda familiare con i fratelli impegnati nei diversi settori e negozi in Italia, Europa, estremo oriente ed Australia.

Scarpa Vara

Nel 1978 progetta una scarpa adatta alla donna che lavora ma con uno stile di classe; crea la scarpa Vara décolleté con punta tonda e tacco basso rifinita con un fiocco in gros grain con una fibbia con il logo della ditta. Il fiocco diverrà un iconico simbolo della Maison. Da allora il modello è rimasto ininterrottamente in produzione e con oltre un milione di paia vendute ha ottenuto il primato assoluto nella sua categoria.

Vita privata

Nel 1969 sposa il Marchese Giuseppe Paternò Castello di San Giuliano con cui ha 3 figli. Nel 1989 le viene diagnosticato un cancro al seno ma, nonostante la malattia, continua a lavorare anche se i medici pensavano che sarebbe vissuta solo per pochi mesi. Muore a 57 anni nella sua casa di Firenze il 28 settembre 1998.

Eredità

Insieme al padre condivide l'abitudine di conservare prodotti e documenti per testimoniare il proprio lavoro. Nel 1985 è tra i promotori della prima mostra dedicata a Salvatore Ferragamo, organizzata a Firenze al Palazzo Strozzi. Per la prima volta in Italia i prodotti di moda vengono esposti come opere d’arte. La mostra, intitolata I protagonisti della moda. Salvatore Ferragamo 1989-1960 viene ospitata in importanti musei internazionali.

Il suo successo spinge la famiglia ad abbracciare l'idea di istituire un proprio museo aziendale. In particolare, è lei che lavora su questo progetto che nel 1995 nascerà a Firenze nel Palazzo Spini Ferroni in Via Tornabuoni con il nome di Museo Salvatore Ferragamo (poi dal 2022 semplicemente “Museo Ferragamo”).

Riconoscimenti

Intitolazioni

Note

  1. ↑ (EN) Veronica Horwell, Wanda Ferragamo obituary, in The Guardian, 1º novembre 2018. URL consultato il 5 ottobre 2019.
  2. ↑ (EN) Francesca Fearon, Obituary: Fiamma Ferragamo, su The Independent, 5 ottobre 1998. URL consultato il 19 settembre 2023 (archiviato dall'url originale il 26 aprile 2021).
  3. 1 2 Fiamma Ferragamo; Obituary, su The Times (London, England), 10 ottobre 1998. URL consultato il 13 ottobre 2022.
  4. ↑ Sofia Gnoli, Un secolo di moda italiana, 1900-2000, Meltemi editore, ISBN 9788883534287.
  5. ↑ (EN) 1967 Ottawa Journal Article on Fiamma Ferragamo, su Newspapers.com. URL consultato il 19 settembre 2023.
  6. ↑ Fiamma Ferragamo, la figlia di Salvatore che ha fatto grande la maison fiorentina, su Harper's BAZAAR, 29 ottobre 2023. URL consultato il 22 aprile 2026.
  7. ↑ (EN) Fiamma Ferragamo 1972 The Atlanta Constitution Article, su Newspapers.com. URL consultato il 19 settembre 2023.
  8. 1 2 Constance C.r. White, Fiamma Ferragamo, 57, Dies; Shoe Designer for the Elegant, 30 settembre 1998. URL consultato il 13 ottobre 2022.
  9. ↑ (EN) Other-Feb-02-1967-3279645 | NewspaperArchive, su newspaperarchive.com. URL consultato il 22 aprile 2026.
  10. ↑ Fortune, maggio 1968.
  11. ↑ Rose Margaret Harton, Famous Ferragamos visit city, in The Dallas Morning News, 19 ottobre 1975, p. 14.
  12. ↑ Italian Fortnight, in The Dallas Morning News, 12 ottobre 1975.
  13. ↑ GRUPPO SALVATORE FERRAGAMO - BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ 2017 (PDF), su sustainability.ferragamo.com.
  14. ↑ Fiamma Ferragamo, in The Economist, vol. 349. Ospitato su Gale In Context: Biography.
  15. ↑ Ilaria Ciuti, Lutto in casa Ferragamo muore la manager Fiamma, su ricerca.repubblica.i, 30 settembre 1998. URL consultato il 3 novembre 2022.
  16. ↑ La Vara di Ferragamo, a 40 anni dalla nascita l’iconico fiocco è ancora simbolo di femminilità, su fanpage.it, 12 settembre 2019. URL consultato il 6 ottobre 2022 (archiviato dall'url originale il 7 ottobre 2022).
  17. ↑ Lutto in casa Ferragamo muore la manager Fiamma, in La Repubblica, 30 settembre 1998. URL consultato l'11 ottobre 2022.
  18. ↑ Ferragamo, Fiamma (1941–1998), su encyclopedia.com. URL consultato l'11 ottobre 2022.
  19. ↑ K. Aschengreen Piacenti, S. Ricci e G. Vergani (a cura di), I protagonisti della moda. Salvatore Ferragamo (1898-1960), Firenzeaggiunta fonte, Centro Di, 1985, ISBN 8870381021.
  20. ↑ Fiamma Ferragamo, su Fondazione Ferragamo. URL consultato il 19 settembre 2023 (archiviato dall'url originale il 4 giugno 2023).
  21. ↑ Paul Hanenberg, SFA All Set To Feature 32 Designers / SFA Ready to Feature 32 Top Fashion Designers, in Women’s Wear Daily, 27 agosto 1969, pp. 1;16.
  22. ↑ Buy words, in Where Magazine, Chicago, 25 ottobre 1969.
  23. ↑ Paolo Uberti, Dunhill a Firenze. Incontro con Ferragamo, in La Nazione, 14 ottobre 1972, p. 11.
  24. ↑ (EN) F. N. Staff, A Comprehensive List of All the FN Achievement Award Winners Through the Years, su WWD, 4 dicembre 2024. URL consultato il 22 aprile 2026.
  25. ↑ Obituary: Fiamma Ferragamo, su web archive.org, 5 ottobre 1998. URL consultato il 13 ottobre 2022 (archiviato dall'url originale il 26 aprile 2021).
  26. ↑ la nuova sede. URL consultato il 7 ottobre 2022.

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