Fibroma pendulo

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Fibroma pendulo
Gruppo di fibromi penduli
Specialitàgenetica clinica
Classificazione e risorse esterne (EN)
ICD-9-CM701.9
ICD-10L91.8 e Q82.8
OMIM109400
MedlinePlus000848

Il fibroma pendulo, noto anche come acrochordon e chiamato informalmente porro, è una lesione benigna della cute dovuta ad un'abnorme crescita di fibroblasti.

Descrizione

I fibromi penduli si presentano generalmente come una massa morbida, di circa 1-5 millimetri di diametro (o più grandi), iperpigmentate o dello stesso colore della pelle. La superficie può presentarsi uniformemente liscia o corrugata. Possono inoltre essere sia sessili che peduncolati. Spesso si presentano in numero consistente.

A livello microscopico si può individuare una parte interna contenente tessuto fibroso ed eventuali vasi sanguigni, circondata da normali cellule dell'epidermide.

Eziologia

Tendono a formarsi in maniera spontanea in corrispondenza di aree sottoposte a sfregamento e delle pieghe cutanee (soprattutto collo, ascella, inguine e palpebre). Si tratta di un fenomeno tipico dell'adulto: la comparsa di fibromi penduli nel bambino può essere segno di una patologia sottostante, come la sindrome del nevo basocellulare (sindrome di Gorlin-Goltz).

Una maggiore incidenza di questo tipo di fibromi è stata rilevata nei soggetti dislipidemici, negli obesi e in persone che presentano iperglicemia e insulinoresistenza. La gravidanza sembra predisporre allo sviluppo di questo tipo di lesioni.

La comparsa patologica di fibromi penduli è stata collegata ad alcune alterazioni genetiche, come la sindrome di Birt-Hogg-Dubé.

Trattamento

Essendo lesioni benigne non necessitano di trattamento, che può essere comunque effettuato per fini estetici o in caso di infiammazione o di strangolamento del peduncolo. I fibromi di piccoli dimensioni possono essere rimossi tramite ansa diatermica, terapia laser e/o crioterapia, mentre quelli più grandi richiedono l'escissione chirurgica.

Note

  1. ↑ Redazione Diabete.com, I fibromi penduli, detti porri (acrochordon), su Diabete.com, 12 giugno 2015. URL consultato il 27 gennaio 2021.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 Bryan E. Anderson, Atlante di anatomia fisiopatologia e clinica: apparato tegumentario, Elsevier Health Sciences, 2013, ISBN 978-88-214-3145-6. URL consultato il 27 gennaio 2021.
  3. 1 2 3 Franco Rongioletti, Laura Atzori e Caterina Ferreli, Tumori dei tessuti molli, SICS Editore, 15 gennaio 2019, ISBN 978-88-6930-913-7. URL consultato il 27 gennaio 2021.
  4. 1 2 3 4 Paolo Fabbri, Carlo Gelmetti e G. Leigheb, Manuale di dermatologia medica, Edra Masson, 1º ottobre 2015, ISBN 978-88-214-3947-6. URL consultato il 27 gennaio 2021.
  5. 1 2 3 Jean H. Saurat, Dan Lipsker e Luc Thomas, Dermatologia e malattie sessualmente trasmesse, Edra, 28 gennaio 2019, ISBN 978-88-214-4612-2. URL consultato il 27 gennaio 2021.
  6. 1 2 Andréia de Almeida Tamega, Adriana Milanezi Pinheiro Aranha e Marcelo Massaki Guiotoku, [Association between skin tags and insulin resistance], in Anais Brasileiros De Dermatologia, vol. 85, n. 1, 2010-01, pp. 25-31, DOI:10.1590/s0365-05962010000100003. URL consultato il 26 gennaio 2021.
  7. ↑ H. Kawasaki, D. Sawamura e H. Nakazawa, Detection of 1733insC mutations in an Asian family with Birt-Hogg-Dubé syndrome, in The British Journal of Dermatology, vol. 152, n. 1, 2005-01, pp. 142-145, DOI:10.1111/j.1365-2133.2004.06283.x. URL consultato il 26 gennaio 2021.

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