Poco dopo il riconoscimento dell'autocefalia della Chiesa ortodossa dell'Ucraina, Filarete è entrato in contrasto con il nuovo metropolita Epifanio I (pur da lui inizialmente sostenuto) per questioni interne di natura giurisdizionale.
All'inizio della pandemia, nel corso di un'intervista definì il Covid-19 una punizione di Dio per i peccati dell'umanità e in particolare per le unioni omosessuali, suscitando grande clamore nelle comunità LGBT ucraine.
«Per la lunga e fruttuosa attività di chiesa e per il personale contributo all'affermazione dei principi della morale cristiana nella società» —21 agosto 1999
«Per lo straordinario contributo personale in Ucraina nella sfera dei rapporti Chiesa-Stato e per le fruttuose attività religiose a lungo termine» —22 giugno 2002
«Per il contributo eccezionale alla creazione dell'ortodossia in Ucraina, per le relazioni inter religiose, per la religiosità fruttuosa a lungo termine, per la pace e la carità e in occasione del suo 75º genetliaco» —23 gennaio 2004
«Per il contributo di rilievo allo sviluppo della Chiesa ortodossa locale in Ucraina, per l'attività della chiesa di lunga data negli ideali di spiritualità, per la compassione e l'armonia inter religiosa nella società» —18 ottobre 2006
«Per il contributo eccezionale alla creazione di spiritualità, umanità e misericordia, per la feconda attività della chiesa a lungo termine e in occasione del 1020º anniversario del Battesimo della Rus' di Kiev» —22 luglio 2008
«Per il suo contributo significativo allo sviluppo tecnico-scientifico, culturale, educativo socioeconomico dello Stato ucraino, per i risultati dei lavori gravosi e per gli anni di lavoro diligente» —22 gennaio 2014, rifiutata