Filiberto Farci

Filiberto Farci (Seui, 24 dicembre 1882 – Cagliari, 18 febbraio 1965) è stato uno scrittore, saggista e politico italiano.

Biografia

Infanzia e crescita

Filiberto Farci nasce a Seui il 24 dicembre 1882 da Daniele e Maria Luigia Todde.

Rimase a Seui fino al compimento delle scuole secondarie, si trasferisce poi a Cagliari per completare gli studi frequentando il Ginnasio liceo “Dettori”.

Carriera universitaria

Si laurea in Giurisprudenza nel 1908, ma già durante il periodo degli studi universitari pubblica la raccolta di versi "Foglie gialle" (1902) e "Rusticane" (1903) e inizia a collaborare a “Sardegna Letteraria” diretta da Luigi Falchi e stringe rapporti d’amicizia con vari esponenti dell’ambiente culturale isolano tra cui Sebastiano Satta, Grazia Deledda e Francesco Ciusa.

Conclusi gli studi universitari entra alle dipendenze del Ministero delle Finanze a Torino che in seguito lascerà per dedicarsi all’insegnamento e si iscrive alla Facoltà di Lettere.

Carriera giornalistica

Nel 1917 collabora con la redazione della rivista Il Popolo Sardo, il giornale del Partito Sardo d'Azione, e contribuì a dar voce in Sardegna alle prime rivendicazioni regionalistiche.

In questo primo periodo furono pubblicati la monografia dedicata a "Salvatore Farina nella letteratura di Sardegna" (1919), poi quella dedicata a "Grazia Deledda" (1920), a "Domenico Alberto Azuni giureconsulto e storico sardo del XVIII" (1920), e i saggi "Lo spirito di italianità nell’opera di Niccolò Machiavelli" (1920), "La trasfigurazione mistica di Beatrice" (1921), "Un filosofo poeta di Sardegna: Antioco Zucca" (1923).

Nel 1923 ha inizio la collaborazione a “Il Nuraghe”, la rivista cagliaritana diretta da Raimondo Carta Raspi, cui era annessa, oltre a una casa editrice anche una libreria.

Furono poi pubblicati il saggio su "Giovanni Siotto-Pintor" (1924), i "Carteggi di Alberto Ferrero della Marmora", nonché alcune poesie e novelle tra cui "Cristolu Dejas" tratta dal romanzo, mai dato alle stampe, "L’artiglio sulla preda". Presso Lattesi, nel 1924, esce il romanzo "Edera su i ruderi" cui seguì, a puntate, sul mensile cagliaritano, “Fontana viva”, "L’aquila sulla rupe", rimasto per altro incompiuto.

A causa dei rigidi controlli esercitati dal regime fascista nelle scuole, abbandona l’attività di docente e si dedica alla narrativa per ragazzi pubblicando le opere "Sorighittu" (1935), "Racconti di Sardegna" (1939), "L’ultima tappa" (1940), e poi "Ragazzi di Barbagia" (1949).

Terminata la guerra e caduto il regime fascista, Filiberto Farci riprende l’attività politica rivestendo la carica di segretario della sezione cagliaritana del Partito Sardo d’Azione.

Nel luglio 1948, durante i lavori, tenutisi a Cagliari, del IX Congresso del Partito, Farci aderisce con Emilio Lussu al nuovo Partito Sardo d'Azione Socialista.

Nel 1949 si candida nel collegio di Nuoro, per le elezioni per la nomina dei 60 consiglieri che avrebbero costituito il primo Consiglio Regionale. Abbandona Lussu quando questi deciderà di sciogliere il Partito Sardo d'Azione Socialista e di aderire al Partito Socialista Italiano.

Nel 1953 lo scrittore entra a far parte dell'Alleanza Democratica Nazionale in opposizione alla cosiddetta “legge-truffa”.

Ritiratosi a vita privata, riprende l’attività di narratore e pubblica numerose novelle su “La Nuova Sardegna”, mentre attende anche alla composizione di opere che sono rimaste inedite.

Morte

Muore nel 1965 a Cagliari, stroncato da un infarto.

Opere

Voci correlate

Collegamenti esterni

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