

Un filobus a ricarica in movimento (noto internazionalmente come In-Motion Charging o IMC), chiamato anche filobus a batteria o filobus a marcia autonoma, è un veicolo di trasporto pubblico a trazione elettrica che preleva energia da una linea aerea di contatto (bifilare) tramite le aste di captazione, ricaricando simultaneamente le batterie di trazione a bordo. Questa tecnologia consente al veicolo di operare in modo continuo: traendo energia e ricaricandosi mentre si trova sotto i cavi aerei, e operando come un autobus elettrico a batteria nei tratti del percorso privi di tale infrastruttura.
Questo concetto rappresenta un'evoluzione del filobus tradizionale, passando da veicoli dotati di piccoli generatori ausiliari per le emergenze a moderni sistemi in cui i mezzi possono coprire distanze significative, spesso tra i 15 e i 70 km, in completa autonomia.
I sistemi IMC vengono attivamente implementati da grandi metropoli (ad es. Pechino, San Pietroburgo, Città del Messico) e in reti di trasporto di paesi sviluppati (ad es. Svizzera, Germania, Italia). I moderni sistemi In-Motion Charging possono offrire vantaggi economici significativi rispetto alle reti di autobus puramente elettrici (fermi per la ricarica).
Studi indicano che l'aggiornamento delle infrastrutture filoviarie esistenti verso l'IMC può ridurre i costi di capitale per il materiale rotabile di circa il 50% e le spese operative di circa il 20% su un ciclo di vita di 15 anni rispetto a nuove flotte di autobus a batteria. Anche nella costruzione di un sistema IMC da zero con linee aeree parziali, le spese in conto capitale possono essere inferiori rispetto a un sistema basato interamente su batterie, grazie ai minori requisiti di capacità della batteria, a una flotta numericamente inferiore e all'eliminazione dei tempi di inattività per la ricarica.
Il termine In-Motion Charging (IMC) è stato introdotto come concetto di marketing da Erik Lenz di Vossloh Kiepe (ora Kiepe Electric) nel 2014 durante la conferenza trolley:motion ad Amburgo. La terminologia intendeva migliorare la percezione pubblica dei filobus evidenziando il loro vantaggio chiave rispetto agli autobus elettrici a ricarica statica: la capacità di ricaricare le batterie durante il trasporto dei passeggeri.
In Germania, alcuni operatori utilizzano anche il termine BOB (Batterie-Oberleitungs-Bus, autobus a batteria e linea aerea), come a Solingen. Ad Arnhem (Paesi Bassi), il concetto è spesso indicato come Trolley 2.0.
In Russia e nei paesi della CSI, questi veicoli sono spesso definiti Filobus con marcia autonoma estesa (in russo: Троллейбус с увеличенным автономным ходом, abbreviato in TUAH) o Bus elettrico con ricarica dinamica.

Il concetto di un filobus che opera lontano dai cavi aerei risale all'inizio del XX secolo. Negli Stati Uniti, tra il 1935 e il 1948 furono sviluppati gli "All Service Vehicles" (ASV), in grado di funzionare come autobus a benzina-elettrici quando scollegati dalla linea.
Prima della maturazione delle batterie al litio ad alta capacità, veniva utilizzato il termine autobus bimodale per veicoli che utilizzavano linee aeree per l'energia elettrica e un motore Diesel separato di dimensioni standard per la marcia su strada. Esempi notevoli includevano:
A partire dagli anni '80, si diffusero filobus dotati di unità di potenza ausiliaria (APU) — piccoli motori diesel o batterie — per consentire di aggirare blocchi stradali o percorrere brevi distanze (marcia di emergenza), come a San Francisco, Vancouver o sui filobus Solaris di Roma (che utilizzano le batterie per l'ultimo tratto della linea 90).
Con lo sviluppo della tecnologia delle batterie (in particolare Li-ion), l'attenzione si è spostata dalle unità ausiliarie diesel all'autonomia puramente elettrica. Nel 2018, Solaris Bus & Coach ha presentato il "Trollino 24", un filobus a doppio snodo da 24 metri progettato per linee ad alta capacità.

I filobus IMC sono dotati di una batteria di trazione ad alta capacità adattata ai requisiti specifici del percorso. Il veicolo opera tipicamente con un mix di connessione alla rete e alimentazione a batteria (ad esempio, il 60% del tempo sotto il bifilare e il 40% a batteria).
| Caratteristica | Ricarica Notturna (Overnight) | Opportunity Charging (al capolinea) | In-Motion Charging (IMC) |
|---|---|---|---|
| Metodo di ricarica | Ricarica lenta in deposito (notte) | Ricarica ultra-rapida alle fermate | Ricarica in movimento sotto la linea aerea |
| Infrastruttura | Richiede connessioni ad alta potenza nei depositi | Richiede stazioni di ricarica alle fermate/capolinea | Utilizza la rete filoviaria esistente; nessun nuovo caricatore per estensioni |
| Tempi morti | 4–10 ore (in deposito) | 5–25 minuti (alle fermate) | Nessuno (ricarica guidando) |
| Dimensioni Batteria | Grande/Pesante (riduce capacità passeggeri) | Moderata | Moderata/Piccola |
| Riscaldamento | Spesso richiede riscaldatore diesel in inverno | Elettrico (limitato) | Elettrico (alimentato da linea aerea) |
| Impatto sulla rete | Picco elevato di notte | Picchi elevati durante la ricarica rapida | Carico distribuito durante il giorno |



Una caratteristica chiave dei moderni sistemi IMC è la capacità di passare dalla modalità linea aerea alla modalità batteria senza che il conducente lasci la cabina.
Esempi di questa infrastruttura includono:
Esistono due approcci fondamentali all'implementazione dell'IMC.
Gli operatori utilizzano le reti aeree esistenti per caricare il veicolo, quindi abbassano le aste per estendere il servizio in nuovi quartieri dove l'installazione di cavi è difficile.
Gli operatori convertono le linee di autobus diesel che si sovrappongono parzialmente ai cavi filoviari esistenti.
I principali produttori di autobus IMC e sistemi di propulsione includono: