| Finale frazione | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Città metropolitana | |
| Comune | Pollina |
| Territorio | |
| Coordinate | 38°01′12″N 14°09′41″E |
| Altitudine | 35 m s.l.m. |
| Abitanti | 1 852 (2001) |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 90010 |
| Prefisso | 0921 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Patrono | Maria SS. della Lettera |
| Cartografia | |
Finale è una frazione del comune di Pollina, sito nella provincia di Palermo. Sorge nel luogo in cui nel tardo medioevo i Ventimiglia edificarono la villa, la chiesa e gli opifici dedicati alla lavorazione della canna da zucchero, alla vinificazione e alle diverse attività commerciali che sfociavano nello scalo marittimo dedicato al commercio dei beni prodotti dalla contea di Geraci. Oggi è meta turistica per le spiagge, valida come base per visitare le Madonie e le vicine Castelbuono e Cefalù.
Il Territorio di Finale abbraccia tutto il fronte costiero del Comune di Pollina, comprendendo il nucleo abitato di Costa Turchina, l'omonima spiaggia, nonché le spiagge Torre Conca e Santa Maria.
Da piccola stazione di passaggio, abitata da poche centinaia di persone, Finale ha avuto la principale crescita demografica tra gli anni '70 e '90, prevalentemente associata ai flussi migratori dai centri abitati vicini. Il centro abitato, quindi, presenta un assetto urbano pianeggiante di nuova edificazione.
La popolazione è costituita da un nucleo originario, attorno al quale si sono insediate famiglie immigrate da Pollina e da San Mauro Castelverde e da altri comuni delle Madonie e dei Nebrodi per sfuggire ai rigori invernali e poter raggiungere più facilmente i luoghi di lavoro. Questo fenomeno se da una parte è da considerare come risorsa e arricchimento del tessuto culturale, dall'altro crea una certa difficoltà a definire un'identità comunitaria che permetta il superamento delle eterogeneità.
Durante il boom demografico degli anni 70/80 l'amministrazione comunale di Pollina ha usato la consuetudine di denominare la frazione "Finale di Pollina" al fine di vincolare al nome Pollina la fama della crescente località marittima, pertanto la località è conosciuta anche con questo nome, seppur improprio, in particolar modo nella provincia di Palermo.
Oggi Finale conta poco più di duemila abitanti; questo numero, però, aumenta considerevolmente durante la stagione estiva: molti villeggianti, infatti, vi si stabiliscono per via della singolare posizione geografica che consente di fruire contemporaneamente del mare e della montagna.
Sotto la baronia dei Ventimiglia, il territorio dell'odierna Finale rivestiva una notevole importanza strategica ed economica per la contea di Geraci, grazie alla presenza dello scalo marittimo e alle difese costiere.
A partire dal Tardo Medioevo e per tutta l'Età Moderna, la marina di Finale fungeva da fondamentale approdo commerciale (caricatore) per le merci provenienti dal vasto entroterra madonita gestito dai Ventimiglia. Attraverso questo scalo venivano imbarcati cereali, olio, seta, legname, zucchero (coltivato a Finale presso la foce del fiume Pollina), vino proveniente da Castelbuono e dalla stessa Finale (vigneti di Rais Gerbi) destinati ai mercati del Mediterraneo. La presenza dello scalo favorì il progressivo insediamento di magazzini e strutture di supporto lungo la costa, ponendo il primo nucleo abitativo di quella che sarebbe diventata la frazione.
Accanto all'attività commerciale del caricatore, la risorsa economica marina di maggior rilievo nel territorio di Finale fu la pesca del tonno. Nel corso del XVI secolo fu istituita lungo il promontorio la tonnara di Rais Gerbi (indicata in alcune fonti storiche come Raisigerbi). La tonnara sfruttava le correnti del Tirreno e la conformazione naturale della baia sotto il capo per l'intercettazione dei banchi di tonni rossi. La presenza della tonnara fu determinante per l'assetto difensivo della costa: la Torre di Finale (o Rais Gerbi) e la vicina Torre Valdaura non avevano soltanto la funzione di proteggere il caricatore dei Ventimiglia e la popolazione dai corsari barbareschi, ma garantivano anche la difesa delle costose attrezzature da pesca e delle ciurme dei tonnaroti da possibili attacchi dal mare.
Per proteggere il caricatore e le popolazioni locali dalle scorrerie dei pirati barbareschi, nel corso del XVI secolo il sistema di avvistamento costiero siciliano coordinato dall'architetto Camillo Camilliani integrò la costa di Finale:
Il toponimo di Capo Rais Gerbi è legato alle incursioni barbaresche che caratterizzarono la Sicilia tra il XV e il XVII secolo. La tradizione storica locale attribuisce il nome al "Rais" (comandante corsaro) Gerbi o Djerbi, capitano pirata djerbino che utilizzò la baia e le scogliere del promontorio come approdo strategico per sferrare attacchi alle campagne interne dei Ventimiglia e intercettare il naviglio mercantile.
La memoria popolare del territorio conserva il mito della truvatura (tesoro incantato). Secondo i racconti folclorici, un ricco tesoro – attribuito di volta in volta ai dominatori arabi o all'accumulo dei corsari – si troverebbe nascosto nelle cavità rocciose o negli ipogei vicini al promontorio di Rais Gerbi. La leggenda vuole che il tesoro sia protetto da un incantesimo (legame) e possa essere disvelato solo al verificarsi di particolari ed esoteriche condizioni rituali. Durante la seconda metà dell'Ottocento, quando l'impresa costruttrice avviò i lavori per la linea ferroviaria Cefalù-Tusa, il Comune di Pollina intervenne formalmente. Per timore di ritorsioni magiche o per rispetto della fortissima credenza popolare dei cittadini, le autorità imposero ai costruttori di deviare leggermente il tracciato dei binari o comunque di non far saltare in aria con la dinamite il masso della truvatura. La roccia, pertanto, venne risparmiata.
Il culto della Madonna della Lettera arrivò a Finale tramite il casato dei Ventimiglia, marchesi di Geraci, proprietari feudali delle Madonie, comprendente anche il feudo di Finale. La borgata, residenza estiva della nobile famiglia, comprendeva una torre spagnola a picco sul mare, appositamente scelta dai marchesi come abitazione di sicurezza, mentre i cortigiani al seguito alloggiavano in una maestosa villa con ampia foresteria e grandi depositi di derrate alimentari. Antecedente al culto della Madonna della Lettera, i Ventimiglia veneravano il mistero dell'Ascensione. La ricorrenza era molto sentita nella piccolissima comunità che contava allora poco più di 50 abitanti.
La parentela collaterale con la famiglia Moncada di Messina, portò a Finale un originale riproduzione di un quadro dell'1800, di gusto bizantino, raffigurante una Madonna con in braccio il Bambino Gesù, reggente il mondo. Nella corona della Madonna era inciso "Regina Coeli Laetare Alleluya".
La solenne celebrazione veniva celebrata nella cappella di famiglia dei marchesi, tuttora esistente, in posizione antistante la torre di guardia.
Nella seconda domenica d'agosto ricade la festa annuale dedicata alla Madonna della Lettera.
La parrocchia di Finale, intitolata a Maria SS. della lettera, venne istituita nel 1963 da Emiliano Cagnoni che contestualmente nominò parroco padre Epifanio Solaro. Già da allora era evidente la necessità di costruire una nuova chiesa, che sostituisse la cappella dei Ventimiglia, oramai di proporzioni troppo piccole per soddisfare le necessità della crescente comunità. La nuova chiesa venne inaugurata nel 1988 mentre l'antica cappella fu sottoposta ad un lungo periodo di restauro, per poi essere riaperta in tempi recenti.

Lo sviluppo turistico della zona cominciò negli anni '70 del Novecento, quando fu costruito il Villaggio con animazione Valtur.
Finale è l'ultimo centro abitato della Provincia di Palermo, in direzione di Messina. Offre un mare molto pulito anche perché lontano da tutti i centri abitati. Prima di raggiungere Finale sulla Strada statale 113 Settentrionale Sicula, di fronte un ampio parcheggio, una ripida stradina conduce ad una splendida spiaggia in contrada Rais Gerbi. Superando l'abitato, alla foce del fiume Pollina, si trova la spiaggia di ciottoli Costa Turchina, ultimo lembo della provincia palermitana
Finale è attraversato dalla
Settentrionale Sicula che collega Messina al capoluogo di regione.
In prossimità di Finale ha inizio la
di Castelbuono che collega Finale a Castelbuono e all'entroterra Madonita.
L'autostrada più vicina è la A20 Palermo-Messina, è accessibile tramite lo svincolo Pollina-Castelbuono che dista dal centro abitato 7 km in direzione Palermo e dallo vincolo Tusa che dista 6,7 km in direzione Messina.
La
è il principale collegamento con Pollina.
La
collega Finale a San Mauro Castelverde e all'entroterra Madonita.
Finale è servito da Trenitalia attraverso la stazione di Pollina-San Mauro Castelverde nella linea ferroviaria Dorsale Tirrenica.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 131144648504283611021 · BNF (FR) cb12181150b (data) |
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