Floro Finistauri (Acquasparta, 20 giugno 1944 – Chicago, 17 agosto 1983) è stato un aviatore italiano noto per aver comandato la pattuglia di nove velivoli Aermacchi SF-260 che nel 1983 ha ripercorso il tragitto della Crociera aerea del Decennale effettuata 50 anni prima da Italo Balbo.
In SIAI-Marchetti, Floro portò una metodologia di prova rigorosissima. Non si limitava a dire "l'aereo vola bene"; analizzava dati, risposte dei comandi e criticità strutturali. Padre dell'S.211: È stato lui a portare in volo per la prima volta il SIAI-Marchetti S.211 il 10 aprile 1981. Quel progetto, attraverso decenni di evoluzioni, è l'antenato diretto dell'attuale Leonardo M-345.
Per commemorare il cinquantesimo anniversario della traversata dell'oceano Atlantico, svolto da Italo Balbo, Finistauri, per conto della impresa per cui lavora, comanda una pattuglia di nove velivoli Aermacchi SF-260 che ripercorre tale impresa. Il tragitto ha visto la partenza dalla città di Vergiate il 3 luglio 1983 e l'arrivo a metà dello stesso mese, a Chicago.
| Europa | Vergiate → Troyes → Aberdeen |
| Atlantico Nord | Aberdeen→ Reykjavík |
| Groenlandia | Reykjavík → Narssarssuak |
| Canada | Narssarssuak→ Montreal |
| USA | Montreal → Toronto→ Rockford → Chicago |
La trasvolata del 1983, nota ufficialmente come "Crociera del Cinquantenario", non fu solo un'impresa sportiva, ma una magistrale operazione di marketing aeronautico e un atto di puro romanticismo aviatorio.
Floro Finistauri ne fu l'anima, il comandante e il principale organizzatore. Ecco i dettagli che rendono quella missione leggendaria:
L'idea era ambiziosa: ripercorrere la rotta della storica Crociera del Decennale del 1933 compiuta da Italo Balbo con gli idrovolanti S.55X. Mentre Balbo voleva mostrare la potenza della Regia Aeronautica, Finistauri voleva dimostrare l'affidabilità e la versatilità dei prodotti SIAI-Marchetti, in particolare dell'SF-260, soprannominato la "Ferrari dei cieli".
La Sfida: Volare sopra l'Atlantico settentrionale con piccoli monomotori a elica era considerato quasi impossibile. La precisione della formazione, definita "chirurgica", dimostrò al mondo la qualità costruttiva italiana.
La formazione dei piloti al comando di Floro Finistauri era cosi composta: Angelo Boscolo, Arrigo Cuneo, Giuseppe Liva, Massimo Montanari, Micael K. Moore, Pietro Purpura, Vincenzo Soddu, Auro Terzi, Sergio Valori. Gli specialisti al seguito furono: Carmelo Francaviglia, Paolo Nizzetto, Gottardo Rezzola.
L'arrivo a Chicago fu un evento mediatico enorme. Gli americani rimasero sbalorditi nel vedere una squadriglia di piccoli monomotori italiani atterrare dopo aver attraversato il Nord Atlantico. Floro Finistauri venne accolto come un eroe, simbolo di un'Italia capace di eccellere nella tecnologia e nel coraggio.
Rientrato in patria, ritorna negli Stati Uniti per partecipare al salone aeronautico di Oshkosh. Finistauri quel giorno non doveva volare ma, siccome il pilota non si trovava, si offrì lui. In tale frangente, rimane gravemente ferito durante un incidente aereo avvenuto nel corso di una dimostrazione il 6 agosto 1983. Il pilota muore il 17 agosto dello stesso anno. Floro Finistauri non è stato solo un pilota; è stato il "ponte" vivente tra l'aviazione eroica del passato e l'eccellenza tecnologica di oggi.