Scorrimento viscoso

Scorrimento viscoso in un materiale viscoelastico.

Lo scorrimento viscoso (talvolta chiamato col termine inglese: creep) è la deformazione di un materiale sottoposto a sforzo costante che si verifica nei materiali mantenuti per lunghi periodi ad alta temperatura. Tale fenomeno è presente nei materiali viscoelastici (tra cui l'acciaio, il calcestruzzo e le materie plastiche).

La trattazione parte da quella del flusso di Stokes di un fluido newtoniano.

Il fenomeno duale, cioè la diminuzione nel tempo delle tensioni iniziali, anche a una deformazione costante nel tempo, è detto rilassamento degli sforzi.

Materiali metallici

Prova di scorrimento viscoso a caldo per un materiale metallico.

Lo scorrimento viscoso si manifesta al di sopra della temperatura di scorrimento (Ts), coincidente indicativamente con la temperatura di ricristallizzazione e approssimabile, in media, alla metà della temperatura di fusione misurata in kelvin.

Si possono distinguere tre fasi principali quando il processo avviene a T > Ts e sollecitazione costante:

Scorrimento - fase primaria, secondaria e terziaria.

In caso di T < TS, lo sforzo costante induce una deformazione elastica e plastica senza che questa continui fino a rottura: non vi è infatti abbastanza energia per muovere le dislocazioni meno favorevolmente orientate, quindi ad un certo punto la deformazione si arresta.
Il meccanismo che origina lo scorrimento viscoso è dovuto ad una competizione continua tra processi di incrudimento e di restaurazione strutturale del materiale, che regolano il moto delle dislocazioni.
Nel primo stadio prevale l'incrudimento e quindi la velocità di deformazione diminuisce nel tempo; nel secondo stadio i due processi si bilanciano e la deformazione prosegue in quanto il rilassamento strutturale riduce il tasso di incrudimento. Infine nel terzo stadio avviene la rottura del materiale, in seguito ad uno scorrimento tra grani.
Lo scorrimento viscoso è un fenomeno termicamente attivato e la velocità di deformazione può essere descritta da una legge di Arrhenius.

Parametri coinvolti

Dato che TS è circa pari a 0,4 TF, per la costruzione di componenti che debbano essere utilizzati a temperatura elevata si preferiscono materiali altofondenti. Escludendo il terzo stadio, il creep è influenzato dalla presenza di numerosi piani di facile scorrimento; quindi sono svantaggiati i metalli con reticolo C.F.C. (cubico a facce centrate) mentre la resistenza al creep risulta importante per materiali ingegnerizzati (materiali con bordi colonnari) o ancora meglio, resistono al creep materiali monocristallini (per esempio palette per le turbine). Lo slittamento delle dislocazioni può inoltre essere diminuito grazie all'inserimento di elementi alliganti; oligo-elementi quali boro e zirconio, invece, ostacolano lo slittamento dei bordi dei grani.

Sperimentalmente la progettazione a creep è effettuata per i metalli con la relazione di Larson-Miller:

Dove è la temperatura di esercizio, è il tempo di vita a rottura del materiale, la funzione interpolante i dati sperimentali (in genere si determina con un carico costante, dunque il secondo termine sarà costante) e è un parametro sperimentale caratteristico del metallo.

I trattamenti e la fabbricazione

Per migliorare la resistenza allo scorrimento viscoso sono utili i trattamenti che contribuiscano a ridurre la superficie dei giunti, come ricottura, normalizzazione, solidificazione direzionale, creazione di oggetti in monocristallo.
La resistenza può essere aumentata anche da operazioni quali per esempio deformazioni plastiche preventive a freddo che ostacolino le dislocazioni, la precipitazione di particelle all'interno dei cristalli sotto alla temperatura di equicoesione o tra i cristalli per temperature superiori.

La produzione di metalli resistenti al creep avviene spesso sotto vuoto per eliminare le impurezze gassose (in particolare l'ossigeno, che potrebbe ossidare l'alluminio e il titanio quasi sempre presenti).

Lo scorrimento viscoso nel calcestruzzo

Il ritiro e il fluage (o scorrimento viscoso) rappresentano le principali deformazioni differite del calcestruzzo, ossia quelle che si manifestano progressivamente nel tempo. In particolare, lo scorrimento viscoso è definito come una deformazione differita nel tempo a struttura soggetta a carico.

Il fenomeno è dovuto alla migrazione dell’acqua non combinata chimicamente dal gel di cemento verso i vuoti capillari, provocando una contrazione volumetrica del materiale.

L’entità dello scorrimento viscoso dipende da diversi fattori: la composizione del calcestruzzo, le dimensioni dell’elemento strutturale, le condizioni ambientali (soprattutto l’umidità relativa), l’intensità e la durata dei carichi applicati, nonché il grado di maturazione del calcestruzzo al momento del carico.

Andamento nel tempo delle deformazioni viscose

Nel diagramma deformazione-tempo di un provino di calcestruzzo sottoposto a carico, la deformazione totale al tempo t è composta da una componente elastica (εₑ), immediata e costante nel tempo, e da una componente viscosa (εᵥₜ), che evolve progressivamente in funzione del tempo e del carico.

Con il passare del tempo, εᵥₜ tende asintoticamente a un valore limite εᵥ∞, generalmente pari a 2–3 volte la deformazione elastica.

Se il provino viene scaricato in un istante t, si osserva un ritorno elastico istantaneo (εₑᵢ) inferiore a εₑ, seguito da un ritorno elastico differito (εₑd). Rimane infine una deformazione residua (εᵥʀ), che rappresenta la parte irreversibile del fenomeno.

Prassi progettuale

Nella pratica progettuale non si eseguono calcoli specifici per quantificare l’effetto dello scorrimento viscoso, che viene tuttavia considerato implicitamente in diversi casi:

Effetti sulle strutture

Gli effetti del fluage possono essere negativi o positivi a seconda dei casi.

Effetti negativi principali:

Effetti positivi principali:

Lo scorrimento viscoso nelle materie plastiche

Bibliografia

Voci correlate

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