
Con l'espressione forma di Stato si intende il rapporto che intercorre tra le autorità dotate di potestà d'imperio e la società civile, nonché l'insieme dei principi e dei valori a cui lo Stato ispira la sua azione. In altri termini, la nozione esprime le modalità con cui si strutturano i rapporti tra l'apparato statale e la comunità dei cittadini, rispondendo al quesito fondamentale su quali siano le finalità generali dello Stato stesso.
Non è da confondersi con la forma di governo, la quale indica il modo in cui il potere politico è distribuito tra gli organi costituzionali di uno Stato (come Parlamento, Governo e Capo dello Stato) e l'insieme dei rapporti che intercorrono tra di essi. All'interno di una medesima forma di Stato possono coistere differenti forme di governo.
Lo Stato assoluto rappresenta la prima forma dello Stato moderno, sviluppatasi in Europa tra il XV e il XVI secolo e consolidatasi nei secoli successivi. Si caratterizza per la concentrazione del potere sovrano nelle mani della Corona, intesa come organo dello Stato impersonale e continuo (distinto dalla persona fisica del Re). I tratti principali dell'assolutismo comprendono:
Una variante tardiva fu l'assolutismo illuminato (o Stato di polizia, dal greco politéia), diffusosi in Prussia e Austria, in cui il sovrano assumeva il compito di promuovere il benessere della popolazione pur mantenendo intatta la propria autorità.
Nato tra la fine del XVIII e la prima metà del XIX secolo a seguito della crisi finanziaria dello Stato assoluto e dell'affermazione della borghesia, lo Stato liberale si è sviluppato parallelamente all'economia di mercato e al modello di produzione capitalistico. Eventi storici chiave per la sua affermazione sono stati la Rivoluzione francese, la Rivoluzione americana e le lotte parlamentari inglesi. Le caratteristiche strutturali essenziali sono:
Lo Stato di democrazia pluralista nasce dall'evoluzione dello Stato liberale attraverso l'allargamento della base sociale ed elettorale, culminato nell'introduzione del suffragio universale. Il passaggio da uno Stato "monoclasse" a uno "pluriclasse" comporta il riconoscimento della pluralità di gruppi, valori e interessi presenti nella società. I fattori determinanti di tale modello sono:
Nel corso del XX secolo, la crisi dello Stato liberale ha condotto in alcuni Paesi all'affermazione di modelli alternativi basati sul rifiuto del pluralismo e sull'imposizione del partito unico.
Affermatosi in Italia con il fascismo (1922-1945) e in Germania con il nazionalsocialismo, ha soppresso le libertà politiche e individuali, accentrando i poteri legiferanti ed esecutivi e sottomettendo l'intera società all'ideologia di Stato.
Inaugurato dall'Unione Sovietica e diffusosi nell'Europa orientale fino alla crisi di fine anni 1980, si basava sulla dittatura del proletariato, l'abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione e un'economia pianificata in sostituzione del libero mercato.
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