Francesco Berlan

Francesco Berlan (Venezia, 2 luglio 1821 – Torino, 29 luglio 1886) è stato uno storico, letterato e patriota italiano.

Biografia

Nato da Pietro e da Elisabetta Colbertaldo, superò gli studi ginnasiali e filosofici, frequentando poi come uditore le lezioni di lingua greca antica al Collegio Flangini. Il padre morì nel 1832.

Nel 1844 fondò la Società veneta dei Bibliofili.

Repubblicano, tra il 1848 e il 1849 pubblicò il giornale Sior Antonio Rioba e il 16 settembre 1848 fu brevemente arrestato per un articolo. Nel settembre 1849, al ritorno degli austriaci, preferì l'esilio e fu creduto morto di colera durante il viaggio in mare. Giunse a Corfù il 14 settembre con l'Icaro, ultimo dei bastimenti partiti con profughi ed esuli.

Non potendo tornare a Venezia, si trasferì a Parigi dove riscì a sopravvivere solo tramite la generosità di altri emigrati. Nel marzo 1850 cercò di tornare in patria approfittando di un'amnistia, ma il permesso gli venne negato. Nell'ottobre dello stesso anno si trasferì a Torino, dove iniziò a collaborare con alcuni periodici e riuscì a portare avanti le proprie ricerche storiche.

Dal 1861, dopo l'unità d'Italia, fu professore di lettere italiane a Voghera, a Milano e poi a Venezia; dal 1871 fu preside di liceo a Fermo, a Pistoia e infine a Rovigo. Nel 1879 fu collocato a riposo su sua richiesta.

Non era persona affabile ed era antipatico a molti. Quando un suo scritto era criticato o gli veniva indicato un suo errore, replicava in modo eccessivo con nuovi scritti.

«Egli crede dovuta al proprio onore la difesa. E passi. Ma vi tesse su ben quindici fitte pagine, nelle quali, come in tante altre occasioni, mira a demolir l'avversario, dimostrando i suoi errori, dileggiandolo, colmandolo di parole e parole rabbiose, che a lui, Berlan, saranno riuscite di piacevole sfogo, ma che ben pochi altri avranno avuto la pazienza di leggere.»

Nel corso degli anni polemizzò inoltre con diversi studiosi come Francesco Predari e Emilio Motta.

Nel 1889 fu posta una lapide a suo ricordo dalla Regia Deputazione di Storia patria di Venezia.

Statuti italiani

Statuta burgi et castellantiae de Varisio anni 1347, 1864

Durante la IX Riunione degli scienziati italiani, tenuta a Venezia nel 1847, Leone Fortis propose la realizzazione di una raccolta delle norme statutarie italiane. Nel 1855 il Berlan pubblicò in alcuni articoli una Bibliografia degli statuti municipali italiani e nel 1858 pubblicò un Saggio bibliografico riportando integralmente il discorso del Fortis.

In seguito pubblicò diverse opere riguardanti le norme medievali italiane. Nel 1864 diede alle stampe lo statuto di Varese del 1347; ne Il Politecnico dello stesso anno iniziò a diffondere alcuni studi sulle consuetudini di Milano.

Dopo aver studiato le fonti presso la Biblioteca Ambrosiana e presso la Biblioteca Trivulziana, tra il 1868 e il 1869 pubblicò il Liber consuetudinum Mediolani del 1215. Nel 1869 venne pubblicata in Historiae Patriae Monumenta un'edizione dello stesso testo curata da Giulio Porro Lambertenghi (che aveva fornito a Berlan alcuni documenti), senza alcuna citazione dell'opera del Berlan e con indicazione del completamento del lavoro già nel 1866. Il Berlan, considerandolo un affronto personale, pubblicò allora Le due edizioni milanese e torinese delle Consuetudini di Milano, dedicando più di 200 pagina a smentire o correggere l'edizione del Porro Lambertenghi. Questo nuova fatica del Berlan è considerata «assai interessante non solo per lo stile combattivo col quale fu concepita, ma anche per i molti richiami a Statuti e documenti vari i quali possono servire a chiarire dei punti dubbi».

Il Berlan pubblicò anche studi sugli Statuti di Origgio del 1228, di Ferrara e di Pistoia.

Stampa a caratteri mobili

Nel 1881 il Berlan fu incaricato dal tipografo Angelo Colombo di scrivere una storia della tipografia.

Raccolse diversi documenti e pubblicò alcuni studi su aspetti specifici, ma morì prima di poter completare l'opera.

Opere

Statuti di Pistoia del secolo XII, 1882

Periodici

Diresse i giornali:

Collaborò a periodici prima del 1848 a Venezia:

Dopo il 1848:

Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria
Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 1 febbraio 1874
Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria
Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia
— 6 luglio 1879

Note

  1. 1 2 Cecchetti, p. 263.
  2. ↑ Cecchetti, p. 295.
  3. ↑ Emmanuele Antonio Cicogna, Saggio di bibliografia veneziana, p. 551.
  4. ↑ Cecchetti, p. 264.
  5. ↑ Pilot, p. 10.
  6. ↑ Pilot, p. 12.
  7. ↑ A. Mangini, Ricordi di Daniele Manin dal 1840 al 1852, in Il Risorgimento italiano, 1908, pp. 610-611. È erroneamente citato come Berlon.
  8. 1 2 Adolfo Bernardello, Venezia nel Regno Lombardo-Veneto. Un caso atipico (1815-1866), 2015.
  9. ↑ Cecchetti, p. 283.
  10. ↑ Cecchetti, p. 270.
  11. ↑ «Il sig. Berlan tenendosi offeso per un articolo del sig. Predari, ne dava querela, ed era fissata l'udienza di domani per il pubblico dibattimento; ieri sera venne accettato un componimento, mediante la ritrattazione del Predari.» Italia e popolo, 28 maggio 1856, p. 560.
  12. ↑ «il professore F. Berlan in una sua tantafera (come ebbe a battezzarla il Bibliofilo, n.° 3, 1885) ci accusava nientemeno che d'aver infamata la memoria del tipografo milanese Lavagna!.., e tirava giù villanie al nostro indirizzo.» E. Motta, Il tipografo Filippo di Lavagna omicida?, in Il Bibliofilo, 1886, p. 60.
  13. ↑ G. Giomo, Bartolomeo Cecchetti, in Archivio veneto, 1889, p. 217.
  14. ↑ Articoli su Il Piemonte, 9 giugno-10 agosto 1855.
  15. ↑ Enrico Besta e Gian Luigi Barni, Liber Consuetudinum Mediolani anni MCCXVI, Milano, 1949, p. 9.
  16. ↑ Francesco Berlan, in Cronaca della Bibliografia Italiana, 1886, p. 45.
  17. ↑ Ordine della Corona d'Italia, in Gazzetta ufficiale, 8 ottobre 1879, p. 4593.

Bibliografia

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