Francesco Botti

Francesco Botti, Sofonisba, Museo Civico Pinacoteca Crociani, Montepulciano

Francesco Botti (Firenze, 1640 – Firenze, 1711) è stato un pittore italiano.

Vita e opere

Francesco Botti, Circoncisione
Francesco Botti, Circoncisione di Gesù, particolare, Chiesa del Gesù, Pratovecchio
Francesco Botti, Giuditta e Oloferne

Due imponenti tele con La Natività e L'Estasi di Santa Margherita si trovano nella Cappella Corsini di Santo Spirito della omonima chiesa a Firenze. Considerata una delle personalità più interessanti e rappresentative nel panorama della pittura fiorentina del Seicento, anche se della vita di questo pittore ci sono pervenute poche testimonianze documentarie. Le più esaustive sono inserite nel Catalogo dei pittori fiorentini del Seicento di Sandro Bellesi, figlio di Giacinto Botti, anche lui di professione pittore, Francesco fu battezzato da Francesco Furini il prete-pittore amico del padre; probabilmente il suo nome è stato dato proprio in onore di colui che aveva celebrato il battesimo. L’inizio di una sua originale carriera al di fuori dell'atelier di Simone Pignoni avvenne probabilmente intorno al 1678 anno in cui fu immatricolato presso l’Accademia del Disegno. Si formò dunque alla scuola del Pignoni, di cui fu allievo prediletto, fu infatti obnubilato per lungo tempo dalla fama del maestro. Anche se dopo un lungo periodo di alunnato iniziò una sua originale carriera.

Il viaggio a Roma, compiuto nel 1700, modificò lo stile dell'artista in direzione classicista.

Alcune delle sue prime opere furono per lungo tempo attribuite allo stesso Pignoni. Molte delle sue tele trattano di temi mitologici come Diana e Atteone, Sofonisba, nel Museo civico di Montepulciano e Il giudizio di Paride. Si ricorda anche un'allegoria della Geometria, oggi al Museo di Beaux Arts di Arras. Una tela molto citata si trova nella Chiesa di Santa Maria di Candeli e rappresenta i Santi dell'Ordine Agostiniano, ma furono, in un secondo tempo sostituita con una tela di Agostino Veracini.. Le sue opere sono conservate nella Basilica di San Marco di Firenze, nel Cnovento di Santo Spirito, nel Museo di Palazzo Pretorio a Prato e nella Camera dei Deputati a Roma. Un suo autoritratto si trova nella Galleria degli Uffizi e già nell'800 viene definito:

«...annerito dal tempo e mal conservato»

Alcune tele raffiguranti le Storie di Santa Rosalia si trovano nella cappella della villa le Coste a Fiesole, sede dell museo e Fondazione Primo Conti a Fiesole.

Fra i suoi allievi il più famoso è Matteo Bonechi.

Stile

Adottò lo sfumato d'impronta furinesca con colori freddi. Il Botti condivide infatti l'uso di una pennellata soffice e sfrangiata, dominata da sottili trasparenze e dalla luce mobile e spesso violenta. Seguì lo stile prevalente in quel periodo a Firenze accostatosi in un primo tempo allo stile di Gherardo delle Notti e in un secondo tempo anche a quello negromantico di Salvator Rosa che fra il 1640 e il 1649 aveva importato questo stile a Firenze

Opere principali

Note

  1. ↑ Sandro Bellesi, Inediti di Simone Pignoni e Francesco Botti in Arte, collezionismo, conservazione: scritti in onore di Marco Chiarini
  2. ↑ F. Baldassarri, La Pittura del Seicento a Firenze, Robilant-Voena, Torino 2009, p.164.
  3. ↑ Vincenzo Follini, Firenze antica e moderna illustrata, 1792
  4. ↑ S. Bellesi, Catalogo dei pittori fiorentini del `600 e `700, Firenze, 2009, vol. I, pp. 92-93,.

Bibliografia

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