| Franco Cavallii | |
|---|---|
| Membro del Consiglio nazionale | |
| Durata mandato | 1995-2007 |
| Membro del Gran Consiglio del Ticino | |
| Durata mandato | 1987 – 1995 |
| Circoscrizione | |
| Dati generali | |
| Partito politico | Partito Socialista Svizzero |
| Titolo di studio | dottorato in medicina |
| Università | Università di Berna |
| Professione | politico, professore, oncologo, scrittore, giornalista |
Franco Cavalli (Locarno, 3 luglio 1942) è un medico e oncologo svizzero-italiano.
Franco Cavalli ha studiato medicina dal 1961 al 1968 presso la facoltà di medicina dell'Università di Berna. Dal 1969 al 1977 ha seguito ulteriori corsi di formazione e perfezionamento in psichiatria, medicina interna e oncologia a Milano, Bruxelles e Londra. Si è specializzato in oncologia. Dopo aver lavorato come medico assistente a Sutton, nel Regno Unito, è diventato primario presso l'Istituto di Oncologia Medica dell'Inselspital di Berna. Dal 1978 al 2007 Cavalli è stato primario di oncologia presso l'ospedale di Bellinzona. Dal 1986 è professore onorario presso l'Università di Berna; dal 1993 è professore straordinario presso l'Università degli Studi dell'Insubria a Varese. Tra il 2001 e il 2004 è stato presidente della Lega svizzera contro il cancro, fino al 2017 è stato direttore dell’Istituto oncologico della Svizzera italiana (IOSI) a Bellinzona e nel 2006 è diventato presidente dell'Unione internazionale contro il cancro (UICC). È considerato uno dei più rinomati ricercatori sul cancro della Svizzera. Nel 2005 ha ricevuto il Premio Montaigne. Dal 1986 Cavalli ha collaborato con il sistema sanitario cubano. È presidente di mediCuba-Europa.
Nel 2024 l'American Association for Cancer Research (AACR) ha conferito a Franco Cavalli l'«Award for Lifetime Achievement». Franco Cavalli è sposato e padre di otto figli.
Cavalli aderì al PS nel 1960 e ne fu espulso due anni dopo. Dal 1969 fu attivo nel ‘'Partito Socialista Autonomo’' (PSA) di nuova sinistra. A partire dagli anni ’80, il PSA seguì una linea socialdemocratica e nel 1992 si unì al PS contro il voto di Cavalli.
Cavalli ha fatto parte dei consigli comunali di Verscio, Locarno e Muralto. Dal 1987 al 1995 ha ricoperto la carica di consigliere nel Gran Consiglio del Cantone Ticino, prima per il PSA e poi per il PS. Dal 1995 al 2007 è stato Consigliere nazionale e ha fatto parte di diverse commissioni parlamentari. Dal 1999 al 2002 ha ricoperto anche la carica di capogruppo dei socialdemocratici. Poco prima delle elezioni parlamentari svizzere del 2007 annunciò le sue dimissioni dal Consiglio nazionale; la sua candidatura al Consiglio degli Stati nello stesso anno non andò a buon fine. Alle elezioni federali in Svizzera del 2011 si candidò nuovamente, senza successo, al Consiglio degli Stati.
Cavalli era considerato un esponente dell'ala più estrema del suo partito dell'epoca, nonché un convinto neomarxista e antiimperialista. Al momento delle sue dimissioni, criticò il PS definendolo un «partito di funzionari marci». In materia di politica estera, Cavalli sostiene posizioni filocubane, filocinesi e antiamericane. In un’intervista del 2019 ha affermato, riguardo alla sua visione del mondo: «La fonte del male si trova a Washington». In diverse occasioni ha relativizzato le violazioni dei diritti umani negli Stati comunisti (ad esempio la persecuzione degli uiguri nello Campi di rieducazione dello Xinjiang o le repressione del movimento democratico a Hong Kong) facendo riferimento alla presunta lotta alla povertà condotta da questi Stati. Cavalli interpretò l'Invasione russa dell'Ucraina del 2022 come una guerra tra due imperialismi e criticò in particolare il presunto ruolo della NATO e gli aiuti occidentali all'Ucraina in materia di difesa. Cavalli fa parte del comitato di patrocinio dell'autoproclamato «Tribunale Russell sulla Palestina».
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