
Franco Donaggio (Chioggia, 1958) è un fotografo italiano.
Considerato tra i protagonisti della fotografia d’autore contemporanea e riconosciuto con vari premi alla carriera, ha costruito un linguaggio personale che esplora dimensioni surreali e poetiche. Le sue opere, esposte in contesti internazionali e presenti in collezioni pubbliche e private, hanno consolidato il suo prestigio nel panorama mondiale della fotografia.
Franco Donaggio nasce a Chioggia, in provincia di Venezia, nel 1958. Si avvicina giovanissimo alla fotografia: i primi scatti li realizza a quattordici anni con l’Hasselblad del padre e da allora non ha mai smesso di fotografare. Dopo gli studi tecnici e aver assolto agli obblighi di leva, nel 1979 si trasferisce a Milano, dove apre il suo studio fotografico e inizia l’attività professionale nel campo della fotografia pubblicitaria e della grafica. In questi anni collabora con importanti griffe della moda, tra cui Trussardi, Givenchy e Dior, sviluppando uno stile personale di impronta costruttivista e surreale. Nel 1992 riceve il premio *Pubblicità Italia* per la fotografia di Still life e, nel 1996, il Kodak European Gold Award per il progetto Metaritratti. L’incontro con Lanfranco Colombo, fondatore della galleria Il Diaframma, nel 1993 segna la svolta artistica e lo avvicina alla fine art photography. Da allora si dedica sempre più alla ricerca autoriale, avviando collaborazioni con galleristi italiani, europei e americani che lo introducono nel mercato del collezionismo internazionale. In questo percorso ha progressivamente definito la propria voce più autentica nella fotografia d’autore, con uno stile che unisce rigore formale e sensibilità poetica, e una ricerca che indaga l’inconscio e le zone di confine dell’esperienza visiva.
Le sue opere sono state esposte in musei e gallerie internazionali e fanno parte di importanti collezioni pubbliche e private, in Italia e all’estero.
Nel 2014 riceve il premio alla carriera del Rotary Club *Un Lavoro una Vita* e nel 2018 il Premio Internazionale alla Carriera a Benevento. Ha svolto attività accademica come commissario di tesi all’Istituto Europeo di Design di Milano e come visiting professor all’Accademia di Brera, all’Istituto Italiano di Fotografia di Milano e all’Università Ca’ Foscari Venezia.
Il tentativo di Donaggio è quello di trascendere il mondo fisico, sviluppando una poetica personale che piega la fotografia agli intenti di una ricerca surreale e metafisica.
Nel 1994-95 realizza la serie Metaritratti, con la quale vince il Kodak European Gold Award e avvia una collaborazione con gallerie statunitensi ed europee, entrando nel mercato del collezionismo internazionale ed esponendo in contesti espositivi di fama mondiale. Espone per la prima volta nel 1994 per Amnesty International alla Galleria del Credito Valtellinese di Milano, cui seguiranno numerose mostre in musei e gallerie europee ed estere: 54ª Biennale di Venezia, Museo Manege di San Pietroburgo, Forte di Bard (Valle d’Aosta), Carrousel du Louvre di Parigi, Palazzo Ducale (Genova), Museo della Scienza e della Tecnica di Milano, Joel Soroka Gallery (Aspen), Benham Gallery (Seattle), Galleria Melkweg (Amsterdam), Palazzo Castiglioni (Milano), Lingotto di Torino, Musei Capitolini – Centrale Montemartini, Museo Civico di Chioggia (VE), Palazzo Guinigi (Lucca), fino a istituzioni e fiere internazionali come AIPAD New York, Art Miami e Photo LA Los Angeles.
La costante sperimentazione in varie tecniche espressive porta spesso l’artista a modificare il linguaggio: multiple esposizioni, scenografie complesse, viraggi in camera oscura e, dal 1999, l’adozione della tecnica digitale. Rivisita la serie Escapes (1997), dove sviluppa un’indagine sociale con approccio formale e grafico, integrando interventi digitali a un lavoro analogico realizzato con scenografie costruite ritagliando o dipingendo fogli di carta bianca. Nel 2003 realizza Urbis, punto di rottura degli schemi tecnici ed estetici, espressione di un pensiero puro che si avvia al surrealismo. Seguono lavori come Prima del giorno, Spazi di Morfeo, Sedimenti e Sculptures.
Nel 2006 dedica un omaggio alla sua terra con Reflections, universo filtrato e incantato, strutturato da luci e segni essenziali fino alla purezza del segno significativo. Al centro della sua opera vi sono temi legati all’uomo, all’ambiente e alla comunicazione tra esseri umani: dimensioni che si intrecciano in atmosfere diverse e sempre portatrici di una rappresentazione ultra-soggettiva del reale.
Secondo la critica, Donaggio è stato descritto come un pensatore raffinato e un osservatore silenzioso, capace di cogliere la bellezza nascosta nei dettagli più discreti. La sua mente analitica lo guida con precisione, ma è la sensibilità estetica a dare forma alle intuizioni.
In un testo autobiografico, Donaggio ha descritto il proprio percorso artistico come un viaggio iniziato nella provincia degli anni Sessanta, influenzato dalla musica e dalla cultura visiva di quegli anni.
Nel 1992 vince il Gran Prix "Pubblicità Italia" per la fotografia di Still life
Nel 1996 vince il Kodak European Gold Award per la fotografia di ritratto.
Nel 2010 riceve il Black and White Spider Awards per architettura e fine art.
Nel 2013 PhotoREPORT/Age International di Matera gli assegna il riconoscimento per meriti creativi.
Nel 2014 il Rotary Club gli assegna il premio alla carriera "Un lavoro una vita".
Nel 2018 riceve a Benevento il Premio Internazionale alla Carriera.