I Fratelli Giuseppini del Rwanda (in latino Institutum Fratrum Filiorum Sancti Ioseph, vulgo Bayozefiti; in francese Frères Joséphites) sono un istituto religioso maschile di diritto pontificio: i membri di questa congregazione laicale, detti popolarmente Bayozefiti, pospongono al loro nome la sigla F.J.
Il primo tentativo di fondare in Ruanda una congregazione di religiosi indigeni dediti al lavoro nelle missioni fu fatto dal vescovo francese Jean-Joseph Hirth (1854-1931), dei Missionari d'Africa, vicario apostolico di Kivu, ma l'opera ebbe vita effimera.
Il 28 agosto 1929 il vescovo Léon-Paul Classe (1874-1945), anch'egli dei Missionari d'Africa, ordinario del neocostituito vicariato apostolico del Ruanda, lanciò un appello a tutte le stazioni missionarie del territorio affinché inviassero a Kabgayi coloro che intendevano abbracciare la vita religiosa e dedicarsi al lavoro nelle missioni. All'appello risposero numerosi giovani e il 3 ottobre 1929, nei locali attigui al seminario di Kabgayi, i primi ventuno candidati iniziarono il postulato.
I primi membri emisero i voti di religione il 30 agosto 1931.
Le costituzioni redatte dal vescovo Classe per i religiosi furono approvate dalla congregazione di Propaganda Fide il 12 aprile 1939 e il 29 settembre 1966 il papa concesse all'istituto il decreto di lode.
I Bayozefiti si dedicano all'istruzione e all'educazione della gioventù, all'insegnamento del catechismo e alla preparazione dei catecumeni, al lavoro manuale nelle missioni.
Oltre che in Ruanda, la congregazione ha conosciuto un'espansione in Burundi e in Repubblica Democratica del Congo; la sede generalizia è a Kabgayi.
Alla fine del 2008 l'istituto contava 67 religiosi in 11 case.