
Frederick Gibberd (Coventry, 7 gennaio 1908 – 9 gennaio 1984) è stato un architetto e urbanista britannico. Viene considerato uno dei più autorevoli architetti britannici del Novecento, sia per la rilevanza delle sue opere sia per la costanza della sua produzione.
Gibberd fu il primo di cinque figli di una famiglia di sarti.
Il suo percorso di formazione scolastica incominciò nella sua città natale alla King Henry VIII School e proseguì alla Birmingham School of Art dove ricevette lezioni dal professore William Bidlake.

Il suo stile architettonico fu influenzato da quello di Le Corbusier e di Mies van der Rohe.
Tra i suoi lavori più significativi si può annoverare la progettazione della città satellite di Harlow, costruita interamente da zero e localizzata ad una quarantina di chilometri da Londra. La città è costituita da quattro circoscrizioni collocate attorno ad un centro civico, che include il tribunale, il museo, la biblioteca, gli edifici scolastici e amministrativi.
Tra le altre opere realizzate da Gibberd si ricordano le scuole secondarie di Kiddermister, di Upton-upon-Severn, la scuola superiore di Henley-in-Arden, il politecnico di Bath, il centro nucleare di Hinkley Point, l'aeroporto di Londra, il centro civico di St Albans e l'ospedale Ulster di Belfast.
In tutti questi lavori Gibberd evidenziò una notevole aderenza con i principi dell'architettura razionalista, pur reinterpretandoli con una certa libertà e originalità, a seconda dei singoli casi progettuali e delle necessità ambientali; nei suoi lavori ha cercato di introdurre e sviluppare una innovativa forma urbana della città.
Fu membro del gruppo Mars (Modern Architectural Research Group), del Town Planning Institute, del RIBA (Royal Institute of British Architects), del quale è stato vicepresidente nel biennio 1950-1951.
Pubblicò numerosi libri, tra i quali i celeberrimi The Modern Flat, scritto in collaborazione con F. Yorke, Harlow: The story of a New Town, scritto assieme a Len White e Ben Hyde Harvey, Town Design (1953) e soprattutto The architecture of England from Norman times to the present day (1938), la sua più importante opera teorica.
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