| Fritz Lobinger vescovo della Chiesa cattolica | |
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| Omnes autem vos fratres estis | |
| Incarichi ricoperti |
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| Nascita | 22 gennaio 1929 a Passavia |
| Ordinazione sacerdotale | 29 giugno 1955 |
| Nomina a vescovo | 18 novembre 1987 da papa Giovanni Paolo II |
| Consacrazione a vescovo | 27 febbraio 1988 dal vescovo Wilfrid Fox Napier, O.F.M. (poi arcivescovo e cardinale) |
| Morte | 3 agosto 2025 (96 anni) a Pretoria |
Fritz Lobinger (Passavia, 22 gennaio 1929 – Pretoria, 3 agosto 2025) è stato un vescovo cattolico e missionario tedesco.
Fritz Lobinger nacque a Passavia il 22 gennaio 1929 e crebbe a Nabburg.
Compì gli studi ecclesisiastici nel seminario di Ratisbona. Inizialmente in resistenza all'allora vescovo di Ratisbona Michael Buchberger, nel 1953 decise insieme ad altri due giovani seminaristi di Ratisbona, Hubert Bucher e Oswald Georg Hirmer, di partire come missionario fidei donum.
Il 29 giugno 1955 fu ordinato presbitero per la diocesi di Ratisbona. Per un anno fu cappellano nella parrocchia di Marktleuthen.
L'anno successivo arrivò ad Aliwal, in Sudafrica. Oswald Georg Hirmer lo seguì nel 1957 e Hubert Bucher nel 1958. Tutti e tre in seguito trascorsero gran parte della loro vita in Sudafrica e tutti e tre divennero vescovi. Lobinger imparò lo xhosa e si impegnò nella vita comunitaria, cosa che gli valse il nome onorario di umGcina (custode).
Lobinger iniziò la sua vasta carriera di scrittore nel 1963, pubblicando con Hirmer Africa's Way to Life, un catechismo basato sulla loro esperienza della cultura africana e progettato per l'istruzione dei candidati adulti al battesimo. I due furono anche i primi missionari in più di un secolo a incoraggiare l'uso degli stili musicali tradizionali Xhosa nella creazione di canti religiosi.
Dal 1970 al 1986 Lobinger prestò servizio presso l'Istituto missiologico "Lumko", l'istituto pastorale della Conferenza dei vescovi cattolici dell'Africa Meridionale fondato per l'attuazione del Concilio Vaticano II in Sudafrica. Inizialmente Lobinger si interessò allo sviluppo di un sistema di "catechisti formatori" per sviluppare una leadership laica, riconoscendo che un catechista svolge un ruolo molto più importante nella comunità locale di quanto suggerisca il suo titolo. Trovò modelli di impegno laico nelle parrocchie anglicane e metodiste. Visitò più volte il Brasile per studiare il lavoro del teorico dell'educazione Paulo Freire. Produsse materiali formativi e condusse sessioni di formazione in tutto il Sudafrica. Al Lumko, Lobinger contribuì in modo significativo allo sviluppo del modello pastorale delle piccole comunità cristiane che utilizza il sistema di condivisione della Bibbia, un metodo di studio delle Sacre Scritture che ha implicazioni per il ministero liturgico, la catechesi, i progetti sociali e l'istituzione della Chiesa locale. Presso l'istituto collaborò con Hirmer e Bucher allo sviluppo di programmi di sensibilizzazione pastorale.
Nel 1986 conseguì il dottorato in teologia presso la Facoltà di teologia cattolica dell'Università di Münster con una dissertazione intitolata Katechisten als Gemeindeleiter, Dauereinrichtung oder Übergangslösung? (Catechisti come leader della Chiesa, istituzioni permanenti o soluzione provvisoria?) sotto la guida di Adolf Exeler.
Il 19 maggio dello stesso anno la Congregazione per l'evangelizzazione dei popoli lo nominò amministratore apostolico sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis di Aliwal.
Il 18 novembre 1987 papa Giovanni Paolo II lo nominò vescovo di Aliwal. Lo stesso giorno la Congregazione per l'evangelizzazione dei popoli gli assegnò anche l'ufficio di amministratore apostolico sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis di De Aar. Ricevette l'ordinazione episcopale il 27 febbraio successivo nel cortile delle suore della Santa Croce di Aliwal North dal vescovo Kokstad Wilfrid Fox Napier, co-consacranti il vescovo emerito di De Aar Joseph Anthony De Palma e quello di Aliwal Everardus Antonius M. Baaij.
Il 1º maggio 1992 lasciò la guida della diocesi di De Aar al nuovo vescovo Joseph James Potocnak.
Dal 7 gennaio 1995 al 21 aprile 1997 fu anche amministratore apostolico sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis di Umtata.
Come vescovo sostenne la traduzione dei libri liturgici in lingua xhosa e l'inculturazione, le piccole comunità cristiane, la formazione di leader laici in workshop e la promozione delle donne e dei giovani come "agenti di cambiamento". Si impegnò a combattere l'apartheid e la sua ingiustizia razziale e dopo, la segregazione razziale, promosse l'educazione degli elettori. La diocesi gestiva progetti di sviluppo comunitario, come l'alloggio per le famiglie povere e l'assistenza ai malati di AIDS. Avviò il consiglio pastorale diocesano, che includevano anche laici e diede alla Chiesa locale una governance partecipativa.
Il 29 aprile 2004 papa Benedetto XVI accettò la sua rinuncia al governo pastorale della diocesi per raggiunti limiti di età. Gli succedette come amministratore apostolico monsignor Oswald Georg Hirmer che lo incaricò di "continuare a guidare la diocesi in suo nome". Il 24 febbraio 2008, con l'ordinazione episcopale di monsignor Michael Wüstenberg, lasciò definitivamente il governo della diocesi.
In pensione, visse con Hubert Bucher (che tornò in Germania nel 2017) e Oswald Georg Hirmer (che morì nel 2011), in una casa di riposo per sacerdoti a Mariannhill, un sobborgo di Durban, sede dei missionari di Mariannhill.
Nel giugno del 2005 compì la visita ad limina.
La sua ultima residenza fu la Holy Cross Home di Pretoria, una casa di cura gestita da religiose, dove morì alle ore 6:30 del 3 agosto 2025 all'età di 96 anni. Le esequie si tennero il 15 agosto nella cattedrale del Sacro Cuore di Gesù ad Aliwal North e furono presiedute dal cardinale Stephen Brislin, arcivescovo metropolita di Johannesburg. Al termine del rito la salma venne sepolta nel cortile dello stesso edificio.
Lavorando come missionari, Lobinger e i suoi colleghi del Lumko divennero sostenitori dell'inculturazione per promuovere l'evangelizzazione in un contesto non europeo. Sperimentarono e documentarono modi per coinvolgere i parrocchiani nella vita della Chiesa. Di fronte alla carenza di sacerdoti, Lobinger sostenne la creazione di un nuovo tipo di sacerdozio cattolico. Non sosteneva l'ordinazione di uomini sposati al pari di presbiteri celibi. Auspicava invece l'ordinazione di gruppi di uomini sposati, anziani rispettati della comunità, che non svolgono alcun ruolo al di fuori della loro comunità locale. Riteneva inoltre che la presenza di queste squadre di anziani sposati avrebbe rafforzato nei laici l'immagine dei presbiteri celibi.
Parlando con i giornalisti nel gennaio del 2019, papa Francesco fornì un profilo delle opinioni di Lobinger presentate nel suo libro Preti per domani: nuovi modelli per nuovi tempi. Definì la proposta di Lobinger "interessante" e "una cosa in discussione tra i teologi", pur ripetendo la propria insistenza sul mantenimento del celibato come pratica generale e di considerare l'ordinazione di uomini sposati al servizio delle minoranze linguistiche e delle comunità geograficamente remote. Il pontefice interpretò Lobinger nel senso che gli anziani avrebbero goduto solo di uno dei tre doni conferiti dall'ordinazione, dalla guida della preghiera e dalla celebrazione dei sacramenti, ma senza gli altri ministeri di insegnamento e governo. Lobinger obiettò che questa interpretazione sminuisce il ruolo degli anziani in un modo che non intendeva, ma ammise che "questo è il momento di trasferirsi in un nuovo territorio e bisogna trovare un modo".
La genealogia episcopale è:
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 37451427 · ISNI (EN) 0000 0001 2039 851X · SBN UBOV084082 · LCCN (EN) n86072804 · GND (DE) 1013106733 · BNF (FR) cb16005390t (data) |
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