La fuffa è la tipica lanetta che si forma nei tessuti, e che in genere viene rimossa in quanto anti-estetica. Proprio questa connotazione ha fatto sì che il sostantivo sia usato lato sensu per indicare anche un eccesso inutile. Può indicare anche l'accumulo di peli che si verifica negli animali o l'accumulo di polvere in batuffoli.
Il dizionario Devoto-Oli riporta: fuffa ‹fùf·fa› s.f., region.
Merce dozzinale, di scarsissimo o nessun valore; ciarpame, paccottiglia: l'arte contemporanea è tutta f.
fig. Chiacchiera senza alcun fondamento o significato, discorso risaputo, luogo comune: i blog sono pieni di fuffa ║ Apparenza ingannevole e priva di sostanza: la sua famosa competenza è tutta f.
ETIMO: Voce onomat. [Rectius: fonosimbolica] di origine lombarda
DATA: secolo XX.
Il termine è molto più usato nel nord Italia, soprattutto nel milanese, ma, grazie anche alla veicolazione del mezzo televisivo, della carta stampata e del web,[senzafonte] in particolare nell'ambito dei blog, la sua diffusione si è espansa notevolmente anche nel resto della penisola. Si noti l'assonanza con il termine Inglese fluff (lanugine).
Le situazioni più comuni nel quale è usato, oltre quelle legate al significato proprio, si possono ricondurre essenzialmente a:
Situazioni di accantonamento reiterato nel tempo. Per esempio, una cantina nella quale si accumula materiale per anni, che in seguito si riconosce come parzialmente o totalmente inutile.
Situazioni dialettiche (logomachìa). È il classico caso in cui un interlocutore bolla come inutili e in eccesso le dichiarazioni di un altro interlocutore, altrimenti configurabili come aria fritta.
Situazioni lavorative: quando una persona non produce nulla, ma pretende di essere il centro di tutte le decisioni e si dà credito per cose a cui non ha personalmente contribuito.
Situazioni universitarie. È gergalmente detto "esame fuffa" un esame universitario la cui preparazione richiede pochissimi giorni e/o la cui difficoltà è notevolmente bassa. È detta anche "laurea fuffa" o "fuffologia" un corso di laurea in cui ad una difficoltà notevolmente bassa del corso si accompagna un'alta risonanza sul piano dell'immagine.
Situazioni scientifiche, divulgative o informative in generale: "questa affermazione è fuffa", quando una certa asserzione è giustificata con argomentazioni vaghe, inconsistenti, o comunque non valide razionalmente.
Un ulteriore significato, sempre tipico del nord Italia, ed in particolare dell'alta Lombardia, è quello di cose o beni di scarsissimo valore e qualità, contrapposto a prodotti o beni di pregio. Tipiche le espressioni: "Quel negozio è pieno di fuffa!" per indicare una rivendita di cose di scarso pregio e qualità, oppure "Si veste con la fuffa" per indicare taluno che sia vestito con prodotti ictu oculi dozzinali, con patetiche pretese di eleganza, o anche "Quella camicia è fatta di fuffa" sempre nel significato di oggetto di scarsa qualità. Parimenti, detti prodotti privi di qualità possono sinteticamente definirsi come "marca fuffa" in contrapposizione a prodotti aventi un marchio rinomato, sintomo di maggior qualità e pregio.
Termine slang che viene utilizzato per indicare una persona goffa, polla, sfortunata o che agisce in modo deciso e convinto ma poi sbaglia. Esempio: lancia la palla verso la porta vuota, ma fa un tiro a banana e la manda fuori. Gli amici esclamano: "Ma sei un fuffa!". Attenzione: va ricordato che il termine fuffa viene usato in modo simpatico, non offensivo.
Alcuni studenti usano il termine Fuff'art per indicare movimenti come l'arte povera o concettuale, denunciando quei critici che creano movimenti solo a scopo di notorietà e per far soldi e non perché è davvero arte.
Nell'ascolano, il termine è usato nel significato di caso o fortuna cioè in caso fortuito.