Fermi Gamma-ray Space Telescope

Telescopio spaziale per raggi gamma Fermi
Emblema missione
Immagine del veicolo
Dati della missione
OperatoreNASA e Dipartimento dell'energia degli Stati Uniti d'America
NSSDC ID2008-029A
SCN33053
Nome veicoloDelta II
VettoreDelta II
Lancio11 giugno 2008 alle 18:05 CET
Luogo lancioKennedy Space Center
Durata5 anni minimo
Proprietà del veicolo spaziale
CostruttoreGeneral Dynamics Mission Systems
Strumentazionegamma-ray telescope
Parametri orbitali
Orbitaorbita terrestre bassa
Periodo96.5 min
Inclinazione25.6 °
Eccentricità0.001282
Semiasse maggiore6 912,9 km
Sito ufficiale

Il telescopio spaziale per raggi gamma Fermi (in inglese Fermi Gamma-ray Large Area Space Telescope abbreviato in GLAST), è un telescopio spaziale di grande area per la rilevazione di raggi gamma, oggetto di un esperimento approvato nel 2001 dalla NASA a cui collaborano le agenzie spaziali di Italia, Francia, Giappone e Svezia. Concepito per lo studio della radiazione elettromagnetica emessa da corpi celesti nell'intervallo di energie tra 8 keV e 300 GeV (raggi gamma), l'osservatorio comprende due strumenti scientifici:

Il lancio del telescopio è avvenuto l'11 giugno 2008 alle 18:05 CET con un vettore Delta II dal Kennedy Space Center. Il 26 agosto 2008 la NASA ha ribattezzato l'osservatorio "Fermi Gamma-ray Space Telescope", in onore di Enrico Fermi.

La Senior Review 2014 della NASA ha proposto il prolungamento di Fermi al 2018, con un controllo intermedio nel 2016. Il telescopio ha lavorato ininterrottamente per dieci anni, rischiando una collisione nel 2012 con un satellite russo dismesso e subendo un breve guasto hardware a marzo 2018.

Large Area Telescope

Al contrario della luce visibile, i fotoni di altissima energia (o raggi gamma) interagiscono con la materia prevalentemente attraverso il processo di produzione di coppie elettrone-positrone. Questa fondamentale differenza si riflette nel principio di funzionamento alla base del Large Area Telescope (telescopio a grande area) che, di fatto, assomiglia più agli apparati sperimentali per la fisica delle alte energie utilizzati dai grandi acceleratori di particelle (come il Large Hadron Collider) che ad un telescopio propriamente detto. Esattamente come un telescopio, tuttavia, è stato progettato per lo studio delle sorgenti celesti, sia pure ad una lunghezza d'onda diversa.

Il LAT è costituito da una matrice 4x4 di moduli identici chiamati torri. Ogni torre è composta a sua volta di un tracciatore-convertitore al silicio (in cui i piani di rivelazione sono alternati con lamine sottili di tungsteno) ed un calorimetro elettromagnetico di ioduro di cesio. I raggi gamma che incidono sul rivelatore vengono convertiti in coppie elettrone-positrone nel tungsteno; le coppie vengono a loro volta tracciate dai rivelatori al silicio (il che permette di risalire, evento per evento, alla direzione del fotone incidente) ed assorbite nel calorimetro (che permette di misurarne l'energia). Il tracciatore è circondato da uno schermo di anti-coincidenza (ACD) per la reiezione del fondo di particelle cariche, che in orbita bassa sono molto più numerose dei raggi gamma che il LAT è progettato per rivelare.

La collaborazione Italiana, supportata dall'Agenzia spaziale italiana, l'Istituto nazionale di astrofisica e l'Istituto nazionale di fisica nucleare, ha avuto la responsabilità della costruzione e test del tracciatore al silicio (il più complesso dei sottosistemi del LAT) ed è attivamente impegnata nello sfruttamento scientifico dei dati della missione.

Il LAT è sensibile alla radiazione gamma nella banda di energia compresa tra 20 MeV e 300 GeV (o più). Ha un campo di vista di circa 2.5 sr (estremamente ampio per un telescopio a produzione di coppie), che corrisponde a circa un quinto del cielo. Nella modalità operativa nominale osserva ogni punto del cielo per circa 35 minuti ogni 3 ore (che corrispondono a due orbite complete). L'eccellente risoluzione energetica, angolare e temporale, la grande area efficace ed il tempo morto estremamente ridotto si traducono in un salto in avanti in sensibilità di quasi due ordini di grandezza rispetto al diretto predecessore (il telescopio EGRET a bordo della missione CGRO).

Dal primo gennaio 2014 la missione ha cambiato modo osservativo privilegiando la regione del centro galattico, ma continuando a mantenere una copertura totale del cielo.

Missione ed obiettivi scientifici

I raggi gamma, per loro natura, sono in grado di attraversare distanze cosmologiche (l'universo è essenzialmente trasparente alla radiazione nella banda di energia di interesse per Fermi) e non sono deviati dai campi magnetici (cioè puntano indietro alle rispettive sorgenti) per cui permettono di studiare i fenomeni più violenti che avvengono in natura fino ai confini dell'universo visibile. Essi vengono tuttavia assorbiti nell'alta atmosfera, per cui il loro studio richiede l'impiego di telescopi spaziali.

La missione è stata concepita e progettata per una durata minima di cinque anni (che dovrebbe essere prolungata a dieci anni). I principali obiettivi scientifici del telescopio Fermi includono:

Tutti i dati scientifici (ed il software necessario per il loro utilizzo) sono pubblicati in tempo reale e messi a disposizione dell'intera comunità scientifica.

Scoperte scientifiche

Le scoperte scientifiche più rilevanti dell'osservatorio, oltre ad essere pubblicate su riviste scientifiche internazionali, sono tipicamente oggetto di rassegne stampa dedicate. Di seguito sono elencate le principali.

Ricerca di onde gravitazionali

L’osservatorio Fermi ha due strumenti a grande campo sempre attivi. Mentre il Large Area Telescope copre circa 1/6 del cielo e osserva tutta la volta celeste ogni tre ore, il Gamma-ray Burst Monitor (GBM) ne copre sempre circa metà. Dunque è il GBM lo strumento che ha più possibilità di avere nel campo di vista al momento giusto la regione dalla quale arriva il segnale.

Dopo l’annuncio della prima osservazione di onde gravitazionali, l’osservatorio Fermi ha dichiarato che il GBM ha rilevato un debole segnale gamma alla distanza di 0,4 secondi dall’osservazione LIGO dell’onda gravitazionale. Secondo il gruppo del Fermi, la possibilità che questo evento sia un "falso allarme" è dello 0,22%. Il segnale registrato, della durata di circa un secondo, aveva caratteristiche simili a quelle di un lampo gamma corto e la sua localizzazione non è precisa ma compatibile con la regione individuata da LIGO. La differenza di 0,4 secondi tra le due rilevazioni significa che il segnale di LIGO era già finito quando è arrivato quello gamma. Trattandosi di segnali che si propagano alla velocità della luce, questo significa che, se il segnale gamma è collegato a quello gravitazionale, deve essere stato prodotto successivamente.

I ricercatori che lavorano con il satellite europeo INTEGRAL, anch'esso abilitato a rilevare i lampi gamma, sostengono di non aver rilevato nessun segnale associato all'onda gravitazionale osservata da LIGO.

Catalogo sorgenti

Note

  1. ↑ Partito il telescopio spaziale Glast, su lastampa.it (archiviato dall'url originale il 15 giugno 2008).
  2. ↑ Renames Observatory for Fermi, Reveals Entire Gamma-Ray Sky, su nasa.gov.
  3. ↑ The Day NASA's Fermi Dodged a 1.5-ton Bullet, su nasa.gov, 30 aprile 2013.
  4. ↑ Fermi Status Update, su nasa.gov, 30 marzo 2018.
  5. 1 2 Sito divulgativo INAF-IASF Milano - Astronomia gamma, su iasf-milano.inaf.it.
  6. ↑ GLAST/Fermi, su asi.it. URL consultato il 30 gennaio 2014 (archiviato dall'url originale il 1º febbraio 2014).
  7. ↑ The Energetic Gamma Ray Experiment Telescope (EGRET), su heasarc.gsfc.nasa.gov.
  8. ↑ La missione GLAST - iasf-milano.inaf.it, su iasf-milano.inaf.it, 31 gennaio 2014.
  9. ↑ Fermi Science Support Center, su fermi.gsfc.nasa.gov.
  10. ↑ Fermi Telescope Discovers First Gamma-Ray-Only Pulsar, su nasa.gov.
  11. ↑ NASA'S Fermi Telescope Unveils a Dozen New Pulsars, su nasa.gov.
  12. ↑ NASA's Fermi Telescope Sees Most Extreme Gamma-ray Blast Yet, su nasa.gov.
  13. ↑ Fermi's Best-Ever Look at the Gamma-Ray Sky, su nasa.gov.
  14. ↑ NASA's Fermi Explores High-energy "Space Invaders", su nasa.gov.
  15. ↑ NASA's Fermi Telescope Probes Dozens of Pulsars, su nasa.gov.
  16. ↑ L'indigestione di un buco nero, su media.inaf.it.
  17. ↑ Le pulsar di Fermi nella top ten di Science, su media.inaf.it.
  18. ↑ Le vedove nere del satellite Fermi, su media.inaf.it.
  19. ↑ Fermi dà ragione a Fermi, su media.inaf.it.
  20. ↑ Cavatappi cosmici, su media.inaf.it.
  21. ↑ Centaurus A, il superacceleratore cosmico, su media.inaf.it.
  22. ↑ Raggi Gamma dal sapore antico, su media.inaf.it.
  23. ↑ NASA's Fermi Telescope Finds Giant Structure in our Galaxy, su nasa.gov.
  24. ↑ La Piccola Nube di Magellano sotto la lente di Fermi, su media.inaf.it.
  25. ↑ L'uno/due di AGILE e Fermi, su media.inaf.it.
  26. ↑ L'antimateria sopra la tempesta, su media.inaf.it.
  27. ↑ Al Team LAT di Fermi il premio Bruno Rossi, su media.inaf.it.
  28. ↑ Intense Emissioni, su media.inaf.it.
  29. ↑ 'Odd Couple' Binary Makes Dual Gamma-ray Flares, su nasa.gov.
  30. ↑ Ecco il nuovo cielo di Fermi, su media.inaf.it.
  31. ↑ La doppia faccia degli AGN, su media.inaf.it.
  32. ↑ Una giovane pulsar per Fermi, su media.inaf.it.
  33. ↑ Giovani raggi cosmici nel “bozzolo”, su media.inaf.it.
  34. ↑ Il segreto dei raggi cosmici, su media.inaf.it.
  35. ↑ Le tempeste solari di FERMI, su media.inaf.it.
  36. ↑ Fermi rileva binaria con i raggi gamma, su media.inaf.it.
  37. ↑ Doppia “prima” per Fermi, su media.inaf.it.
  38. ↑ Quel blob che non t'aspetti, su media.inaf.it.
  39. ↑ Un brillante ping pong, su media.inaf.it.
  40. ↑ Così luminoso e così vicino, su media.inaf.it.
  41. ↑ Il cielo visto da Fermi, su media.inaf.it.
  42. ↑ Quando la costanza viene meno, su media.inaf.it.
  43. ↑ Il Secondo Catalogo dei Pulsars LAT, su adsabs.harvard.edu.
  44. ↑ Quel mostro di lampo gamma, su media.inaf.it.
  45. ↑ Raggi gamma per lente gravitazionale, su media.inaf.it.
  46. ↑ Un inaspettato Fermi, su media.inaf.it.
  47. ↑ Pulsar trasformista, su media.inaf.it.
  48. ↑ Novae a emissione gamma, su media.inaf.it.
  49. ↑ Fermi Satellite Observes Billionth Gamma Ray with LAT Instrument, su www6.slac.stanford.edu.
  50. ↑ (EN) NASA’s Fermi Satellite Celebrates 10 Years of Discoveries, su nasa.gov, 11 giugno 2018.
  51. ↑ (EN) V. Connaughton, E. Burns e A. Goldstein, Fermi GBM Observations of LIGO Gravitational-wave Event GW150914, in The Astrophysical Journal Letters, vol. 826, n. 1, 2016, pp. L6, DOI:10.3847/2041-8205/826/1/L6. URL consultato l'8 ottobre 2017.
  52. ↑ NASA's Fermi Telescope Poised to Pin Down Gravitational Wave Sources, su nasa.gov.
  53. ↑ Fermi: dove nasce l’onda gravitazionale, su media.inaf.it.
  54. ↑ (EN) V. Savchenko, C. Ferrigno e S. Mereghetti, INTEGRAL Upper Limits on Gamma-Ray Emission Associated with the Gravitational Wave Event GW150914, in The Astrophysical Journal Letters, vol. 820, n. 2, 2016, pp. L36, DOI:10.3847/2041-8205/820/2/L36. URL consultato l'8 ottobre 2017.
  55. ↑ The Second Catalog of Active Galactic Nuclei Detected by the Fermi Large Area Telescope (PDF), su iopscience.iop.org.
  56. ↑ The Second Fermi Large Area Telescope Catalog of Gamma-Ray Pulsars (PDF), su iopscience.iop.org.
  57. ↑ The First Fermi-LAT Catalog of Sources Above 10 GeV (PDF), su iopscience.iop.org.

Bibliografia

Voci correlate

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