
Gabriele Poli (Milano, 19 novembre 1957) è un pittore e insegnante italiano.
Le sue opere sono conservate in collezioni pubbliche; a Milano ha realizzato installazioni pittoriche permanenti per il Pio Albergo Trivulzio e l'Ospedale Fatebenefratelli.
Nato a Baggio, all'epoca area di confine tra la città e la campagna alla periferia di Milano, vive e lavora a Milano. Si è diplomato in pittura all'Accademia di belle arti di Brera nel 1979. Dagli anni ottanta al 2000 ha insegnato alla Civica Scuola d'arte "F. Faruffini" di Sesto San Giovanni, dove ha tenuto corsi di copia dal vero, tecniche pittoriche e anatomia artistica; ha poi insegnato discipline pittoriche al liceo artistico "Lucio Fontana" di Arese. Ha inoltre collaborato come illustratore ad alcune iniziative editoriali.
Ha iniziato a esporre nel 1981. Nel 1985 è stato premiato alla seconda edizione del Premio nazionale di Caiello, a Gallarate, e nel 1994 alla XVI mostra di pittura "Giovanni Segantini" di Arco. Nei primi anni novanta ha tenuto mostre personali al Centro Valmaggi di Sesto San Giovanni (1991), allo spazio espositivo "La Firma" di Riva del Garda (1993), dove ha presentato il ciclo Tracce provvisorie accompagnato da un catalogo introdotto da Alberto Veca, e al gruppo artistico "Leonardo" di Cremona (1994). Nel 1995 ha partecipato alla rassegna Percorsi dell'astrazione al Museo della Permanente di Milano.
Nel 1996 è stato tra gli otto artisti che, insieme a Stefano Cortina, hanno fondato a Milano l'Associazione culturale Renzo Cortina, con la quale ha poi esposto anche all'estero, tra l'altro a Berlino nella mostra Berlin-Mailand. Kunst aus zwei Metropolen. Nello stesso anno lo Spazio Arte del Centro culturale San Fedele di Milano gli ha dedicato la personale Concerto in blu e bianco minore, curata da Gianni Pre.
Nel 1998 la sua opera Iconografia della libertà è entrata nella collezione permanente del Museo d'arte Paolo Pini di Milano, dove si trova nel padiglione 9; nello stesso anno ha tenuto una mostra personale al Nord-Trøndelag Fylkesgalleri di Namsos, in Norvegia. In Norvegia ha esposto anche a Stavanger. Nel 1999 un suo dipinto, presentato al concorso di pittura "Treccani degli Alfieri", è entrato nella collezione del Museo d'arte contemporanea di Montichiari. Nel 2002 ha partecipato alla mostra La Galleria Cortina. 40 anni di arte e cultura a Milano, 1962-2002, promossa dalla Città di San Donato Milanese alla Galleria d'arte contemporanea Cascina Roma; nel 2004 un'altra sua opera è stata acquisita dalla Galleria d'arte contemporanea di San Donato Milanese.
Nel 2006 ha preso parte alla mostra itinerante nazionale Megamosaico della pittura italiana, curata da Philippe Daverio.
Una parte del suo lavoro è dedicata alla rilettura di opere del passato. Nel 2009 ha presentato allo Spazio Tadini di Milano La medusa delle periferie, grande tela ispirata alla Zattera della Medusa di Géricault; il dipinto è stato poi donato alla sede milanese della CISL e impiegato come elemento scenico nello spettacolo di danza Raft of Medusa della coreografa Federicapaola Capecchi. Nel 2013 è tornato nello stesso spazio con una personale incentrata su una rilettura del Laocoonte.
Nel 2011 il palazzo municipale di Merate ha ospitato la personale Territori della luce, con opere realizzate tra il 2000 e il 2011. Nel 2013 ha esposto con lo scultore Matteo Olivares nella mostra Sinergie parallele, curata da Vera Agosti allo Spazio Emmaus di Milano; il testo di presentazione della curatrice, ripreso da Avvenire, lo descriveva come «cantore delle periferie milanesi».
Nel 2019, dopo una personale dedicata ai suoi d'après al Centro culturale Sergio Valmaggi di Sesto San Giovanni, l'antologica Studi e percorsi, curata da Luca Pietro Nicoletti all'Associazione culturale Renzo Cortina di Milano, ha ripercorso quattro decenni della sua attività. Dal 2022 presenta Sciame di Angeli Veri, polittico di 45 dipinti di 40×40 cm esposto in forma itinerante: la prima tappa, con il patrocinio del Municipio 7 di Milano, si è tenuta alla Cascina Linterno e alla Biblioteca di Baggio; il ciclo è stato poi presentato, tra l'altro, al Castello del Valentino di Torino e, nel 2023, al Castello dei Clavesana di Cervo.
Le prime recensioni ne sottolineavano l'attenzione per i margini urbani e per i materiali di scarto della periferia, tradotti in una pittura vicina all'informale e al gestualismo, e composizioni di frammenti naturali in bilico tra informale e astrazione. Dopo la fase materica degli anni novanta, dal decennio successivo la sua pittura è tornata alla figura, organizzandosi per cicli tematici tra cui gli Angeli della periferia, i Muri e i Ciclisti.
La sua ricerca è stata seguita dal critico Alberto Veca, che ne ha presentato i cataloghi del 1993, 1998 e 2005, e dallo storico dell'arte Luca Pietro Nicoletti, curatore di diverse sue mostre dal 2008 al 2019. A proposito del Laocoonte, Nicoletti ha parlato di una scomposizione del movimento di impianto futurista.
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