Negli anni venti del Novecento fu insegnante alla Scuola di Arti Industriali di Bologna, dove conobbe il collega Giambattista Scarpari che gli procurò varie committenze ad Adria e nel Polesine.
Lavorò anche all'estero, tra la Francia e Montecarlo, per decorare saloni e teatri.
Secondo il critico d'arte e storico delle avanguardie del Novecento Mario De Micheli, Samoggia
«è stato un mirabile autore di morbidissimi bassorilievi e solide e sincere sculture. Le figure sono rappresentate lontano da comode semplificazioni sintetiche. Le sue “Vittorie alate” e le sue maestose aquile dispensano chiaramente gloria agli eroi. È possibile inoltre distinguere una linea più legata alla tradizione naturalistica con precise ascendenze romantiche. Gran parte dei suoi fregi a stucco sono da leggere in una chiave di immaginosa fantasia compositiva. Le sue sculture, mai banali, sempre rappresentate con eleganza o in pose dolcemente suadenti, fanno emergere una prorompente e profonda conoscenza dell'anatomia.»
Opere
La Pietà della lunetta Trebbi, Certosa di BolognaLa grande stele in bronzo dell'arco Bonola Francia, Certosa di Bologna
A Bologna
bassorilievo per la stele di Dioniso Antonio Calzoni, bronzo, Certosa di Bologna, 1902
bassorilievo per la stele Bonora Francia, bronzo, Certosa di Bologna
ritratto del camerata Celestino Cavedoni, bronzo, Certosa di Bologna
Pietà nella lunetta del monumento Trebbi, bronzo, Certosa di Bologna
ad Adria
leoni in bronzo e pilo portabandiera rappresentante una vittoria alata per la chiesa di San Nicola da Tolentino (o monumento ai caduti della prima guerra mondiale), progetto di Giambattista Scarpari, Adria, 1931
↑Il lampione è stato restaurato e ripristinato nel 2011 su iniziativa e progetto dell’architetto Francisco Giordano. Da allora fu collegato e acceso con l'illuminazione pubblica alla sera. Dopo tale ripristino, è nata una vera e propria "leggenda metropolitana" e si è impropriamente diffusa la falsa notizia che il manufatto, lampeggiando per qualche secondo segnalasse ai bolognesi le nascite negli ospedali Sant'Orsola e Maggiore e addirittura nella vecchia Maternità di via D'Azeglio. L’equivoco è nato perché all'epoca fu solo lanciata l'idea e si cercò di mettere in opera questo meccanismo che non è, però, degno di questo lampione di rara bellezza. Alcune fonti riferiscono sulla data in cui si cercò di attivarlo. Cfr. 1 marzo 2012. Il lampione dei neonati, su Bologna Online, Biblioteca Salaborsa. URL consultato il 7 settembre 2022.
Bibliografia
Gianfranco Scarpari, Gaetano Samoggia, scultore, in Quaderni del Lombardo Veneto, n.60, 2005, pp.76-78.
Angelo Raule, La Certosa di Bologna, Bologna, Nanni, 1961, SBNRAV0056199. (fonte utilizzata)
Giancarlo Bernabei (a cura di), La Certosa di Bologna, collana Le Meraviglie di Bologna, Bologna, Santarini, 1993.