
Gam Gam è una canzone composta da Elie Botbol (3 giugno 1958, Meknès - 2018, Gerusalemme), psichiatra, che ha vissuto molti anni a Parigi, dove ha fondato nel 1979 una corale di ragazzini ebrei francesi, di età compresa tra i 15 e i 17 anni. La corale è denominata "Les Chévatim" (traslitterazione dell'ebraico שבטים = tribù, in riferimento alle dodici tribù di Israele) e Botbol la diresse per quarant'anni. La canzone Gam Gam è stata composta proprio per Les Chevatim.
Il testo della canzone riprende il quarto versetto del testo ebraico del Salmo 23, "Il Signore è il mio pastore".
Il brano fu inserito nella colonna sonora del film Jona che visse nella balena (1993), diretto da Roberto Faenza con musiche di Ennio Morricone. Nel 1994 il brano è stato reinterpretato in chiave elettronica dai DJ produttori italiani Mauro Pilato e Max Monti grazie ai quali diventò noto al grande pubblico. E' una delle canzoni più frequentemente ascoltate e cantate nella Giornata della memoria.
La canzone è stata composta negli anni Ottanta del Novecento, ma il suo testo, tratto dal Salmo 23, è da sempre tradizionalmente cantato dagli ebrei durante lo Shabbat, ovvero del "giorno di riposo" che per gli Ebrei è il sabato. La canzone è ormai un simbolo, uno degli "inni" più toccanti della Shoah, durante la quale più di un milione e mezzo di bambini furono uccisi dai nazisti.
| Traslitterazione | Testo ebraico | Traduzione | |
| Gam gam gam kiy elekh' Be be gey tzal'mavet Lo lo lo iyra ra Kiy Ata imadiy (2 volte) Šihiiv'tekha umišan'tekha Hema hema ienachmuniy (2 volte) |
גַּם כִּי-אֵלֵךְ ,בְּגֵיא צַלְמָוֶת לֹא-אִירָא רָע כִּי-אַתָּה עִמָּדִי ,שִׁבְטְךָ וּמִשְׁעַנְתֶּךָ .הֵמָּה יְנַחֲמֻנִי |
Anche se andassi nella valle oscura non temerei alcun male, perché Tu sei sempre con me; Il tuo bastone e il tuo supporto, Mi confortano. |

La canzone fa parte della colonna sonora, a cura del maestro Ennio Morricone, del film del 1993 Jona che visse nella balena, di Roberto Faenza.
Nella pellicola il canto viene insegnato dalla maestra a Jona e agli altri bambini del lager. Questa è una delle poche canzoni del film a non essere interpretata da un coro di bambini italiani, bensì da quello dei ragazzini franco-ebraico Les Chevatim, diretti da Elie Botbol. Nella versione resa famosa dal film, l'arrangiamento è in stile klezmer, un genere musicale ritmato e con orchestrazione complessa, originario delle comunità ebraiche yiddish dell'Europa centro-nord-orientale.