Gautier II Tirel

Gautier II Tirel, noto anche come Walter Tirel, Tyrell o Tyrrell (... – probabilmente entro il 1130), è stato un nobile franco e anglo-normanno, signore di Poix e di Langham. È noto soprattutto per essere stato indicato da alcuni cronisti medievali come l'autore del tiro di freccia che uccise il re d'Inghilterra Guglielmo II il Rosso durante una battuta di caccia nella New Forest, il 2 agosto 1100. La sua responsabilità nell'accaduto rimane incerta.

Biografia

Gautier era figlio di Gautier Tirel, signore di Poix e di Langham. Possedeva terre a Poix, in Piccardia, e a Langham, nell'Essex, dove i suoi possedimenti sono attestati dal Domesday Book. Fu inoltre castellano di Pontoise, nel Vexin, una regione di confine fra i domini del re di Francia e quelli del duca di Normandia.

Sposò Adelisa, figlia di Richard Fitz Gilbert della famiglia De Clare. Il suocero gli concesse terre nell'Essex.

Gautier fu un familiare di Guglielmo II e, secondo la ricostruzione di C. Warren Hollister, un amico di Anselmo d'Aosta.

La morte di Guglielmo II

La battuta di caccia

Il 2 agosto 1100 Gautier partecipò a una battuta di caccia nella New Forest insieme a Guglielmo II e ad altri nobili. Tra i presenti vi erano il fratello minore del sovrano, il futuro Enrico I d'Inghilterra, Roberto di Beaumont, conte di Meulan, ed Enrico di Beaumont, conte di Warwick. Nel corso della caccia il re fu colpito mortalmente da una freccia.

Il corpo di Guglielmo fu trasportato a Winchester. Enrico si assicurò il controllo del tesoro regio e venne incoronato nell'abbazia di Westminster il 5 agosto, tre giorni dopo la morte del fratello.

I racconti dei cronisti

Guglielmo di Malmesbury e Orderico Vitale, scrivendo alcuni decenni dopo, attribuirono a Gautier il tiro, ma descrissero diversamente l'incidente.

Secondo Guglielmo di Malmesbury, il sovrano e Gautier si erano separati dagli altri cacciatori. Guglielmo aveva ferito un cervo e ne seguiva la fuga con lo sguardo quando Gautier, mirando a un altro animale, lo colpì accidentalmente al petto. Accortosi della morte del re, Gautier fuggì a cavallo.

Nel racconto di Orderico Vitale, invece, un animale passò fra i due uomini: la freccia scoccata da Gautier sfiorò il dorso dell'animale e raggiunse il re, che si trovava dall'altra parte.

Sugerio, abate di Saint-Denis, riferì invece di avere udito Gautier negare più volte sotto giuramento di essere stato nella parte della foresta in cui il re morì. Altre testimonianze non gli attribuiscono la responsabilità.

Le interpretazioni storiche

Dopo la morte di Guglielmo, Gautier si rifugiò nei suoi domini in Francia. La fuga è stata interpretata come un possibile indizio di colpevolezza, ma anche come una precauzione contro le conseguenze dell'accusa di avere ucciso il sovrano. Non subì la confisca dei suoi possedimenti inglesi.

La rapida ascesa al trono di Enrico I e i legami di Gautier con i de Clare hanno alimentato l'ipotesi di una congiura. Hollister osserva che le circostanze non la dimostrano e che gli incidenti di caccia erano frequenti; Brooke rileva che nessuna delle prime testimonianze descrive il tiro come deliberato.

Ultimi anni e discendenza

Gautier è ricordato come fondatore dell'abbazia di Saint-Pierre di Sélincourt e del priorato di Saint-Denis di Poix.

La data della sua morte è incerta. Secondo Hollister morì probabilmente entro il 1130, anno in cui sua moglie risulta titolare del possedimento di Langham. Orderico Vitale riferisce che si recò in pellegrinaggio a Gerusalemme e vi morì.

Gli succedette il figlio Ugo, che ereditò i possedimenti di Poix e quelli inglesi. Nel 1147 Ugo vendette Langham a Enrico di Cornhill prima di partire per la seconda crociata.

Il Trittico Tirel

Nel 2024 la Fondazione Tirelli ha presentato il Trittico Tirel, tre lastre che, secondo la tradizione familiare, raffigurerebbero anche la morte di Guglielmo II attribuita dalle cronache a Gautier. La famiglia data l'opera al 1100, ma il medievista Daniel Power ha giudicato le iscrizioni visibili in fotografia posteriori al XII secolo. Lars Andersson, in uno studio del 2026, ritiene non dimostrata l'identificazione storica delle figure raffigurate.

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 C. Warren Hollister, «Tirel, Walter (d. in or before 1130)», in Oxford Dictionary of National Biography, Oxford University Press, 2004.
  2. 1 2 3 4 C. Warren Hollister, Henry I, Yale University Press, 2001, p. 103.
  3. 1 2 Austin Lane Poole, From Domesday Book to Magna Carta, 1087–1216, 2ª ed., Oxford, Clarendon Press, 1955, p. 114.
  4. ↑ C. Warren Hollister, Henry I, Yale University Press, 2001, pp. 102–103.
  5. ↑ Austin Lane Poole, From Domesday Book to Magna Carta, 1087–1216, 2ª ed., Oxford, Clarendon Press, 1955, pp. 113–114.
  6. 1 2 3 Christopher Brooke, The Saxon and Norman Kings, New York, The Macmillan Company, 1963, pp. 179–180.
  7. 1 2 Christopher Brooke, The Saxon and Norman Kings, New York, The Macmillan Company, 1963, p. 180.
  8. ↑ Austin Lane Poole, From Domesday Book to Magna Carta, 1087–1216, 2ª ed., Oxford, Clarendon Press, 1955, p. 113, nota 2.
  9. ↑ C. Warren Hollister, Henry I, Yale University Press, 2001, pp. 103–104.
  10. ↑ Orderico Vitale, Histoire de la Normandie, a cura di François Guizot, tomo IV, libro XI, 1826, pp. 65–75.
  11. ↑ (EN) Angela Giuffrida, Descendants of King William II's killer want to donate triptych depicting death to UK museum, in The Guardian, 8 marzo 2024.
  12. ↑ Lars Andersson, Cosa si può dire seriamente del Trittico Tirel, in Il Trittico della Famiglia Tirelli. Indagini archeometriche, analisi chimiche e diagnostica dei materiali per la ricostruzione scientifica dell'origine storica del Trittico Tirelli, autopubblicato, 2026, ISBN 979-12-243-4039-3.

Bibliografia

Voci correlate