Gavin Maxwell (Elrig, 15 luglio 1914 – Inverness, 7 settembre 1969) è stato uno scrittore, naturalista ed esploratore scozzese.
Gavin Maxwell nacque nella House of Elrig, vicino al villaggio di Elrig nel Wigtownshire (oggi Dumfries e Galloway), in una famiglia dell'aristocrazia terriera scozzese. Era il figlio minore del tenente colonnello Aymer Edward Maxwell e di Lady Mary Percy, figlia del settimo duca di Northumberland. Il nonno paterno, Sir Herbert Maxwell, era un noto archeologo, politico e naturalista. Il padre rimase ucciso nell'ottobre del 1914 durante l'assedio di Anversa, quando Gavin aveva meno di tre mesi. Cresciuto dalla madre (che non si risposò più) e da tre zie, sviluppò fin dalla tenera età una profonda passione per la zoologia e il collezionismo di reperti naturali. L'infanzia di Maxwell fu fortemente influenzata dalla rigida educazione religiosa impartita all'interno della Chiesa cattolico-apostolica, una confessione millenarista a cui la famiglia era devota. In età adulta, Maxwell si distaccò completamente dalla religione istituzionale, criticando aspramente il clero in alcune sue opere successive. Ricevette un'istruzione privata fino all'età di dieci anni, prima di frequentare una serie di scuole preparatorie tra cui la St Cyprian's School e, in seguito, la Stowe School. All'età di sedici anni contrasse una gravissima forma di porpora di Henoch-Schönlein che lo portò vicino alla morte. La lunga convalescenza di due anni, trascorsa sotto le cure assidue della madre nella tenuta di Albury, consolidò un legame filiale strettissimo e talvolta soffocante che durò per tutta la vita.
Tra il 1933 e il 1937 studiò gestione immobiliare (Estate Management) al Hertford College dell'Università di Oxford, superando gli esami finali con votazioni modeste a causa dello scarso interesse per la materia, preferendo dedicarsi alla caccia e alle attività sportive. Tra il 1938 e il 1939 compì le sue prime spedizioni naturalistiche solitarie a Vadsø, nella Norvegia artica, per studiare la fauna avicola locale. Allo scoppio della seconda guerra mondiale si arruolò nelle Scots Guards. Nel 1941 fu distaccato al Special Operations Executive (SOE). In seguito a un infortunio durante un addestramento paracadutistico, operò come istruttore militare per gli agenti segreti e i membri della Resistenza europea nelle Highlands scozzesi, venendo congedato nel 1945 con il grado onorifico di maggiore.
Nel 1944, grazie a un prestito materno, Maxwell acquistò l'isola di Soay, nelle Ebridi Interne. L'anno successivo fondò la The Island of Soay Shark Fisheries Ltd., un'azienda commerciale dedicata alla caccia al cetorino (lo squalo elefante) per l'estrazione dello squalene dal fegato. Nonostante i consistenti investimenti finanziari, l'impresa si rivelò un fallimento commerciale a causa di carenze logistiche e organizzative, e la società venne liquidata nel 1949. Questa sfortunata avventura ispirò il suo primo libro di successo, Arpioni alla ventura (Harpoon at a Venture, 1952). Trasferitosi a Londra, si dedicò temporaneamente alla pittura ritrattistica e alla poesia, entrando in contatto con i circoli artistici della capitale. Nel 1949 conobbe la poetessa Kathleen Raine, con la quale strinse un legame emotivo tormentato e complesso che avrebbe segnato il resto della sua esistenza.
Tra il 1952 e il 1954 Maxwell compì numerosi viaggi in Sicilia. Da queste esperienze nacquero due importanti opere di saggistica e reportage: Dagli amici mi guardi Iddio (God Protect Me from My Friends, 1956), incentrato sulla vita e la morte del bandito Salvatore Giuliano, e I dieci dolori della morte (The Ten Pains of Death, 1959), un'indagine cruda sulle condizioni di povertà e sulla realtà sociale della popolazione siciliana dell'epoca. Le tesi espresse nel libro su Giuliano costarono a Maxwell gravi accuse di diffamazione da parte di esponenti politici italiani (tra cui Bernardo Mattarella e il principe Giovanni Francesco Alliata di Montereale), indicati nel testo come mandanti occulti del bandito e complici della strage di Portella della Ginestra del 1947. Maxwell perse entrambe le cause penali e civili intentate in Italia e nel Regno Unito, venendo condannato a pesanti sanzioni pecuniarie e a una pena detentiva di otto mesi (poi condonata grazie a un'amnistia), subendo un tracollo finanziario da cui non si riprese mai del tutto.
Nel 1956 Maxwell visitò l'Iraq, esplorando le paludi del Tigri e dell'Eufrate in compagnia del celebre esploratore Wilfred Thesiger. Il resoconto del viaggio fu pubblicato nel fortunato volume A Reed Shaken by the Wind (1957, vincitore del Premio Heinemann). Durante la permanenza nelle paludi irachene, Maxwell ricevette in dono un cucciolo maschio di lontra liscia, che battezzò Mijbil. Portato l'animale a Londra, gli esperti della Zoological Society accertarono che si trattava di una sottospecie fino ad allora sconosciuta alla scienza, successivamente catalogata come Lutrogale perspicillata maxwelli.
Dal 1948 Maxwell utilizzava come rifugio isolato un cottage a Sandaig, una località remota delle Highlands scozzesi affacciata sul canale di Sleat. Ribattezzata nei suoi libri con lo pseudonimo di Camusfeàrna (Baia degli ontani), la casa divenne la sua residenza stabile e il luogo di allevamento di Mijbil e di altre lontre. Nel 1960 pubblicò L'anello di acque lucenti (Ring of Bright Water), opera autobiografica incentrata sulla sua vita a Sandaig in simbiosi con la natura e gli animali. Il libro ottenne uno straordinario successo di critica e pubblico, vendendo oltre due milioni di copie nel mondo e ispirando un fortunato adattamento cinematografico omonimo nel 1969. Ad esso seguirono i sequel The Rocks Remain (1963) e Raven Seek Thy Brother (1969), caratterizzati da toni progressivamente più cupi. La felice parentesi di Sandaig terminò tragicamente: nel gennaio del 1968 un violento incendio distrusse completamente il cottage, provocando la morte di una delle sue lontre (Edal) e la perdita di quasi tutti i beni personali dello scrittore.
Dopo la distruzione del rifugio di Sandaig, Maxwell si trasferì nei cottage dei guardiani del faro sull'isola di Eilean Bàn, situata tra l'isola di Skye e la terraferma scozzese. Lì cercò di avviare, in collaborazione con il naturalista John Lister-Kaye, il progetto per la creazione di un parco faunistico privato e uno studio sui mammiferi britannici, progetti rimasti incompiuti a causa della sua prematura scomparsa.
Il rapporto tra Maxwell e la poetessa Kathleen Raine fu profondo ma asimmetrico: la Raine nutrì per lo scrittore un amore ossessivo e non corrisposto, scontrandosi con l'omosessualità di Maxwell. Un episodio cardine avvenne nel luglio del 1956 a Sandaig: in seguito a un violento litigio, Maxwell allontanò la Raine dalla propria abitazione. Quest'ultima, in preda alla disperazione, afferrò un albero di rowan (sorbo selvatico) vicino al cottage e pronunciò una maledizione: "Che Gavin possa soffrire in questo luogo così come io sto soffrendo ora" . Negli anni successivi, sia la Raine sia lo stesso Maxwell (che ne parlò apertamente nell'introduzione di Raven Seek Thy Brother) si convinsero che la sequela di sfortune che colpì lo scrittore – la morte violenta della lontra Mijbil nel 1957, il fallimento del matrimonio lampo con Lavinia Renton nel 1962, il rogo del cottage e la successiva malattia tumorale – fossero la diretta conseguenza di quell'anatema. Nonostante i lunghi periodi di rottura, i due si riconciliarono epistolarmente poche settimane prima della morte dell'autore.
Fumatore accanito per tutta la vita (fino a 80 sigarette al giorno), nell'agosto del 1969 a Maxwell fu diagnosticato un tumore del polmone in stadio avanzato. Si spense il 7 settembre 1969 presso la Royal Northern Infirmary di Inverness, all'età di 55 anni, a causa di una trombosi coronarica. Seguendo le sue precise volontà testamentarie, le ceneri furono sepolte a Sandaig, al di sotto di un masso commemorativo posizionato esattamente nel punto in cui sorgeva la sua scrivania nell'alloggio di Camusfeàrna. Lasciò la sua intera proprietà al suo storico assistente e guardiano delle lontre, Jimmy Watt.
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