La Geenna o Gehenna (/d͡ʒeˈɛnna/) o Gheenna (/ɡeˈɛnna/) è una valletta scavata dal torrente Hinnom sul lato meridionale del monte Sion; il nome deriva dall'ebraicogē-hinnom che significa, appunto, 'valle dell'Hinnom'. Il Sion è il rilievo montuoso sul quale la città di Gerusalemme è stata fondata ad opera del popolo dei Gebusei; il re Davide la conquistò e ne fece la propria capitale. Attualmente la valle è tutta edificata.
Nell'Antico Testamento
Nella valle dell'Hinnom i re di Giuda Acaz e Manasse avrebbero praticato il culto del dio Moloch, al quale, dopo essere stati sgozzati, venivano bruciati in olocausto i bambini (2 Cronache28,1-3; 33,1-6; Geremia7,31-32; 32,35): in due imitarono un gruppo di fuoriusciti, dediti alle medesime pratiche (Geremia7,32-33; 19,2-11).
Il re Giosia volle allora sopprimere sul proprio territorio ogni tipo di devozione non diretta a YHWH; per impedire che in futuro si continuassero pratiche simili, fece distruggere il luogo in cui si praticava il culto idolatrico (23,10) e ne fece più propriamente una discarica di immondizie, dove bruciava un fuoco continuo. Quanto dichiara la Bibbia a proposito della Geenna concorda con l'idea tradizionale di fonte rabbinica e di altre fonti: la valle di Hinnom diventò il luogo adibito all'eliminazione dei rifiuti di Gerusalemme.
Nel Nuovo Testamento
Di qui, per similitudine, la Geenna è passata a rappresentare l'Inferno, un luogo di punizione, dove il fuoco brucia i peccatori. Questo è propriamente il significato che viene attribuito a questa parola in tutto il Nuovo Testamento; a volte essa viene tradotta proprio con la parola inferno in alcune versioni della Bibbia ma, più spesso, è lasciata invariata.
Alcuni esponenti all'interno delle classi degli scribi e dei farisei erano considerati iniqui nell'applicazione della Legge e perciò potenzialmente «soggetti alla Geenna», in accordo con l'uso rabbinico del termine (Matteo23,13-33).