George Mantello

George Mantello

George Mantello (Lekence, 11 dicembre 1901 – 25 aprile 1992) è stato un imprenditore e diplomatico ungherese di origine ebraica.

Durante la seconda guerra mondiale, mentre prestava servizio presso il consolato di El Salvador a Ginevra sotto la direzione del console José Castellanos Contreras, contribuì a salvare migliaia di ebrei fornendo loro certificati di cittadinanza salvadoregni fittizi. A metà del 1944, Mantello ebbe un ruolo cruciale nel diffondere i rapporti sullo sterminio sistematico a Birkenau (noti come i Protocolli di Auschwitz). Tale iniziativa scatenò una vasta mobilitazione internazionale che spinse il reggente d'Ungheria, Miklós Horthy, a ordinare la sospensione dei trasporti ferroviari verso i campi di sterminio.

Biografia

Nacque György Mandl a Lekence, nel Regno d'Ungheria (odierna Lechința, in Romania), da una benestante famiglia di ebrei ortodossi. La sua regione natale, la Transilvania, fu soggetta a diversi cambiamenti di sovranità durante il XX secolo: parte dell'Impero austro-ungarico durante la sua giovinezza, passò alla Romania dopo la prima guerra mondiale per poi tornare sotto il controllo ungherese nel 1940 a seguito del Secondo arbitrato di Vienna.

In seguito all'inasprimento delle persecuzioni, Mantello riuscì a rifugiarsi in Svizzera insieme alla moglie e al figlio. Stabilitosi a Ginevra, ottenne la nomina a primo segretario del consolato di El Salvador. In questa veste, insieme al console Castellanos, avviò una massiccia operazione di produzione e distribuzione di documenti d'identità salvadoregni, che garantivano ai titolari la protezione della Croce Rossa Internazionale in quanto cittadini di un paese neutrale.

Secondo quanto riportato dallo storico David Kranzler, la famiglia di Mantello godeva di una posizione agiata grazie al mulino di proprietà del padre, Baruch Yehudah Mandl. George aveva cinque tra fratelli e sorelle; uno di essi, Josef Mandl, collaborò attivamente alle operazioni di soccorso.

Dopo la guerra, Mantello visse tra l'Europa e Israele. È sepolto nel cimitero di Har HaMenuchot, a Gerusalemme.

Seconda guerra mondiale

Durante gli anni trenta, Mantello intraprese l'attività di imprenditore tessile a Bucarest, dove strinse amicizia con il colonnello José Arturo Castellanos, allora console di El Salvador. Dopo essere fuggito dalla Romania alla Svizzera per sottrarsi alle persecuzioni, Mantello fu nominato Primo Segretario presso il consolato salvadoregno a Ginevra dallo stesso Castellanos. Insieme, i due diplomatici rilasciarono migliaia di certificati di cittadinanza salvadoregni che, inviati clandestinamente nei territori occupati, permisero a numerosi ebrei di evitare la deportazione rivendicando la protezione di uno Stato neutrale.

Nel 1944, Mantello si adoperò per fermare la macchina dello sterminio in Ungheria. Inviò a Budapest il diplomatico rumeno Florian Manoliu affinché raccogliesse informazioni dirette sulla situazione. Il 19 giugno 1944, Manoliu ottenne dal viceconsole svizzero Carl Lutz due rapporti fondamentali e fece immediato ritorno a Ginevra.

Il primo documento conteneva una sintesi dei "Protocolli di Auschwitz" (basata sulle testimonianze dei fuggiaschi Rudolf Vrba, Alfréd Wetzler, Arnošt Rosin e Czesław Mordowicz), che descriveva minuziosamente le procedure di sterminio nel campo di Auschwitz-Birkenau. Il secondo rapporto era un comunicato ungherese di sei pagine che documentava, città per città, la ghettizzazione e la deportazione di 435 000 ebrei ungheresi.

A differenza di altri leader internazionali che, pur avendo ricevuto simili informazioni, non agirono tempestivamente, Mantello (con il supporto del pastore svizzero Paul Vogt) diffuse i dettagli dei rapporti entro ventiquattro ore dalla loro ricezione. La pubblicazione scatenò una mobilitazione senza precedenti in Svizzera: nonostante la censura vigente, oltre 400 testate giornalistiche chiesero l'immediata interruzione delle deportazioni, mentre proteste di piazza e appelli durante le funzioni religiose scossero il Paese. In quel periodo, Paul Vogt pubblicò il celebre scritto Soll ich meines Bruders Hüter sein?, che divenne un punto di riferimento per il movimento di protesta.

La diffusione dei rapporti e la vasta ondata di proteste in Svizzera sollecitarono una serie di reazioni diplomatiche senza precedenti. Il Primo Ministro britannico Winston Churchill espresse il proprio sdegno in una lettera indirizzata al Segretario agli Esteri Anthony Eden:

(inglese)
«There is no doubt that this persecution of Jews in Hungary and their expulsion from enemy territory is probably the greatest and most horrible crime ever committed in the whole history of the world....»
(italiano)
«Non vi è dubbio che questa persecuzione degli ebrei in Ungheria, e la loro espulsione dal territorio nemico, rappresenti probabilmente il crimine più atroce e terribile mai commesso nell'intera storia umana....»

In seguito alla pressione dell'opinione pubblica e alla copertura mediatica, i principali leader mondiali (tra cui il presidente statunitense Franklin D. Roosevelt, papa Pio XII e il re di Svezia Gustavo V) inviarono appelli e severi avvertimenti al reggente ungherese Miklós Horthy. Di conseguenza, le deportazioni di massa, che dal 15 maggio 1944 avevano visto l'invio ad Auschwitz di circa 12 000 persone al giorno, furono ufficialmente interrotte il 9 luglio 1944. Questa sospensione temporanea fu determinante per salvare la comunità ebraica di Budapest (l'unica ancora in gran parte risparmiata) e permise l'avvio delle storiche missioni di soccorso guidate da Raoul Wallenberg e Carl Lutz, che poterono operare in un contesto diplomatico più favorevole.

Onorificenze

In riconoscimento dei suoi eccezionali meriti umanitari e del ruolo decisivo svolto durante il conflitto, la Yeshiva University di New York conferì a Mantello un dottorato honoris causa.

Nonostante l'eccezionalità delle sue azioni, George Mantello non è stato insignito del titolo di Giusto tra le nazioni dallo Yad Vashem. Tale onorificenza è infatti riservata per statuto esclusivamente ai non ebrei che abbiano salvato persone di religione o origine ebraica durante l'Olocausto. Per onorare le figure come Mantello, la comunità internazionale e organizzazioni come il B'nai B'rith hanno promosso negli anni il riconoscimento di "Soccorritore ebreo" (in inglese Jewish Rescuer Citation), volto a dare risalto agli ebrei che si adoperarono per la salvezza del proprio popolo sotto il regime nazista.

Note

  1. ↑ Kranzler, pp. 9-10
  2. ↑ Tschuy Theo, Carl Lutz und die Juden von Budapest, Zurigo, NZZ-Verlag, 1998, pp. 145-159, ISBN 9783858237538. URL consultato il 23 dicembre 2020.
  3. 1 2 3 Kranzler, p. 87
  4. 1 2 Larry Pfeffer, The Rescuers during the Holocaust. URL consultato il 6 gennaio 2024.
  5. ↑ Winston Churchill, Winston Churchill's The Second World War and the Holocaust's Uniqueness, su cgi.stanford.edu, 26 luglio 2007 (archiviato dall'url originale il 26 luglio 2007)., Istvan Simon.
  6. ↑ Lee A. Daniels, George Mandel-Montello Is Dead; Special Envoy, 90, Rescued Jews (Published 1992), in The New York Times, 6 maggio 1992.

Bibliografia

Voci correlate

Collegamenti esterni

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