| Gerry Mulligan | |
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| Nazionalità | |
| Genere | Jazz Cool jazz |
| Strumento | sassofono baritono |
| Sito ufficiale | |
Gerald Joseph "Gerry" Mulligan (New York, 6 aprile 1927 – Darien, 20 gennaio 1996) è stato un sassofonista, compositore e arrangiatore statunitense, uno dei fondatori dello stile denominato cool jazz. Jeru (altro suo soprannome) è soprattutto noto come uno dei principali sassofonisti baritono della storia del jazz, caratteristico il suo tono leggero e arioso, ma è stato un importante compositore e arrangiatore. Il suo piano-less quartet dei primi anni '50 con il trombettista Chet Baker è ancora considerato una delle migliori formazioni di matrice cool
Gerry Mulligan nacque a Queens Village, Queens, New York, figlio di George e Louise Mulligan. Suo padre, di origini irlandesi, proveniva da Wilmington, Delaware; sua madre era di Philadelphia, di origine per metà irlandese e per metà tedesca. Gerry era il più giovane di quattro figli, preceduto da George, Phil e Don. La carriera di ingegnere di George Mulligan richiedeva frequenti spostamenti in numerose città.
Nel gennaio 1946, dopo diversi trasferimenti, Mulligan raggiunse New York City e si unì allo staff di arrangiatori della band di Gene Krupa. Gli arrangiamenti di Mulligan con Krupa includono Birdhouse, Disc Jockey Jump e How High the Moon, nel quale ultimo cita come controcanto il boppistico Ornithology di Charlie Parker. Mulligan iniziò poi a lavorare come arrangiatore per l'orchestra di Claude Thornhill, occasionalmente come membro della sezione delle ance. Tra gli arrangiatori dell'orchestra Thornhill vi era anche Gil Evans, che Mulligan aveva incontrato poco prima mentre lavorava con la band Krupa; di lì a poco l'appartamento di Evans sulla West 55th Street diventerà il ritrovo abituale per numerosi musicisti jazz che lavoravano alla creazione di un nuovo idioma jazz.
Nel settembre del 1948, sempre sotto l'ala protettrice di Evans, Miles Davis formò una band di nove elementi che utilizzava arrangiamenti dello stesso Evans, di Gerry Mulligan, di John Lewis e di Johnny Carisi. La band inizialmente era composta da Davis alla tromba, Mulligan al sassofono baritono, il trombonista Mike Zwerin, il sassofonista contralto Lee Konitz, Junior Collins al corno francese, Bill Barber al basso tuba, il pianista John Lewis, il bassista Al McKibbon e il batterista Max Roach.
La band tenne solo una manciata di esibizioni dal vivo (un impegno di due settimane al Royal Roost e due serate al Clique Club). Tuttavia, nei due anni successivi, Davis riunì il nonetto che in tre sedute registrò i dodici pezzi, inizialmente da pubblicare come singoli, che poi formarono l'album Birth of the Cool, pubblicato solo nel 1957. Mulligan scrisse e arrangiò tre dei brani registrati (Rocker, Venus de Milo e Jeru), e ne arrangiò altri tre (Deception, Godchild e Darn That Dream). Nonostante la fredda iniziale accoglienza del pubblico, il nonetto di Davis è considerato uno dei gruppi più influenti della storia del jazz, con la creazione di un suono, di cui Evans e Mulligan furono i principali artefici che, nonostante le sue origini sulla costa orientale, influenzò enormemente il jazz della costa californiana, poi noto come West Coast Jazz.
Nel settembre 1951 Mulligan registrò il primo album a suo nome: Mulligan Plays Mulligan. Aveva allora già messo a punto un jazz melodico, elegante, pigro e lineare, ispirato da Harry Carney e Lester Young, che sarebbe diventato sua caratteristica distintiva.
All'inizio del 1952, in cerca di migliori opportunità di lavoro, Mulligan si trasferì a Los Angeles. Grazie alla conoscenza dell'arrangiatore Bob Graettinger, Mulligan iniziò a scrivere arrangiamenti per l'orchestra di Stan Kenton. Mentre la maggior parte del lavoro di Mulligan per Kenton erano arrangiamenti piuttosto pedestri, di cui Kenton aveva bisogno per riempire redditizi spettacoli di danza, Mulligan fu in grado di creare alcune opere originali più sostanziali lungo il percorso. Le sue composizioni Walking Shoes e Young Blood si distinguono come incarnazioni dello stile contrappuntistico che divenne la firma di Mulligan. Nel 1952, insieme a Chet Baker fondò il quartetto "senza pianoforte" (piano-less quartet): il pianoforte fino al quel momento veniva usato nelle band per tessere il tessuto armonico, batteria, contrabbasso e piano costituivano infatti la spina dorsale di una band; Mulligan e Baker rinunciarono al pianoforte e, in un gioco di contrappunti, di frasi che si scavalcano in continuazione e momenti di incontro, non fecero sentire la mancanza del tradizionale sostegno armonico costituito dal pianoforte. La formazione durò però poco tempo, interrotta dalle continue liti fra i due e soprattutto dall'arresto di Mulligan per uso di sostanze stupefacenti. Dopo tre mesi di reclusione Mulligan ritrovò all'uscita, con grande sorpresa, l'amico Baker divenuto famoso per le proprie doti canore.
Molte delle sue composizioni, tra cui Walkin' Shoes e Five Brothers, sono diventate degli standard. Fin da giovane Mulligan imparò a suonare diversi strumenti, dal pianoforte al clarinetto, per poi dedicarsi definitivamente al sax baritono e occasionalmente al soprano. Mulligan diede al baritono un suono più morbido e moderno di quello nel jazz dagli anni Venti ai Quaranta. Con Cecil Payne e Serge Chaloff fu fra i primi a praticare sullo strumento l'idioma bebop. Mulligan detiene forse il primato per numero di collaborazioni con i più svariati musicisti. Suonò, come solista o sideman, con quasi tutti i grandi del suo tempo: Paul Desmond, Duke Ellington, Chet Baker, Ben Webster, Johnny Hodges, Billie Holiday, Stan Getz, Thelonious Monk, Quincy Jones, Miles Davis, Astor Piazzolla, Count Basie, Dave Brubeck, Charles Mingus.
Milano, dove visse a lungo, sino agli ultimi anni della sua vita (era sposato con l'italiana Franca Rota, conosciuta al Jazz Club milanese "Capolinea"), negli anni cinquanta vide spesso l'artista apparire all'improvviso nei jazz club e cominciare ad improvvisare con i musicisti che incontrava, per il semplice gusto di partecipare a una jam session. La componente umana era per Mulligan molto importante. Trattava i suoi collaboratori, quando si dimostravano all'altezza, quasi come membri della famiglia e li spronava a fare sempre meglio.

Affascinato anche dal lavoro dell'arrangiatore perché "è colui che tesse le trame composte dai suoni unici di ogni strumento", iniziò prestissimo questo mestiere (all'età di 17 anni per una radio locale), continuando poi a praticarlo con le orchestre di Gene Krupa, di Elliott Lawrence e di Claude Thornhill; non smetterà mai di farlo, raggiungendo livelli notevoli di tecnica e gusto.
Alcuni anni dopo la sostituzione di Baker con Bob Brookmeyer al trombone a pistoni o con il trombettista Art Farmer, Mulligan cominciò a pensare a una big band, con la quale poter esprimere il proprio talento di compositore/arrangiatore, già affinato dalla collaborazione con Stan Kenton e Gil Evans; la Concert Jazz Band riscosse successi ovunque, esibendo performance in diversi stili jazz, ma tutti vicini per qualche verso al cool (nel significato di "giusto" e "rilassato", non "freddo") e all'esperienza pianoless.

Fino alla sua morte, avvenuta nel gennaio 1996 per una complicazione in seguito a un'operazione al ginocchio, ottenne sempre grandi successi anche con i suoi ultimi collaboratori (tra cui Grover Washington Jr.), tanto da ricevere riconoscimenti anche da Bill Clinton e da avere un museo dedicato alla sua vita nella città di Washington, dove è esposto il sax (un Conn 12M) con sopra una sciarpa di seta donatagli dal Dalai Lama.
Uno dei limiti del baritonista consisteva nel considerare spesso con diffidenza le tendenze del nuovo jazz che non partivano da lui, come ad esempio il free, anche se si sentono, ovviamente, influenze fusion nei suoi ultimi brani. Mulligan in fondo, pur suonando con numerosi e svariati musicisti, era solito portare soprattutto il suo importante contributo, rimanendo per scelta ancorato al suo passato. Comunque il suo stile non può essere incasellato completamente in uno schema, come per ogni genio, ma al contrario offre, brano dopo brano, sempre nuove idee e spunti. Tra le sue collaborazioni, al di fuori delle performance esclusivamente jazzistiche, va ricordato quello che è stato definito "Il bellissimo, memorabile album Summit-Reunion Cumbre", registrato a Milano con il bandoneonista-compositore argentino Astor Piazzolla e un'orchestra formata da musicisti italiani e argentini, fra i quali Pino Presti (basso elettrico), Tullio De Piscopo (batteria), Angel Pocho Gatti (piano).

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