Giandomenico Romano

Giandomenico Romano

Deputato del Regno d'Italia
CollegioIsernia (legg. XI, XII);
Lucera (legg. XIII, XIV);
San Severo (legg. XV)
Sito istituzionale

Dati generali
Titolo di studiolaurea

Giandomenico Romano (Castelnuovo della Daunia, 21 aprile 1828 – Napoli, 28 dicembre 1888) è stato un patriota e politico italiano.

Biografia

La famiglia Romano, di antica nobiltà censita nell'[[Armoriale delle famiglie italiane (Rob-Ror)|Armoriale delle famiglie italiane]], trae origine dalla costiera amalfitana e dal patriziato di [[Sorrento]].(aggregata al Sedile di Porta). Tra i primi esponenti si ricordano il vice-ammiraglio Ademaro Romano (1326) e Ambrogio Romano, vescovo di Minori (1509-1511). Un ramo cadetto si trasferì a Campobasso e, a fine XVIII secolo, si stabilì a Castelnuovo della Daunia con Agostino e il figlio Filippo Romano.

Nato a Castelnuovo della Daunia, fu l'ultimo di otto fratelli, figlio di Maria Giuseppa De Marco e da Filippo Romano. La famiglia discende da Amalfi e dai Romano di Sorrento ove possedevano il seggio di Porta .

Si laureò presso l'Università di Giurisprudenza di Napoli. Il periodo universitario fu foriero di ideali liberali ed unitari che caratterizzarono il Risorgimento italiano.

Cospiratore contro i Borboni, nel 1848 si arruolò volontario al fronte lombardo-veneto. Ferito a Curtatone fu fatto prigioniero presso la fortezza di Theresienstadt in Austria, dalla quale fuggì. Partecipò alla difesa della Repubblica romana al fianco del generale Giuseppe Avezzana, il quale lo scelse come suo aiutante di campo. Nel 1860 divenne un garibaldino. Distintosi all'epoca dei Mille, per l'ardore ed il coraggio, Giuseppe Garibaldi lo nominò Ministro di Grazia e Giustizia e per gli Affari Ecclesiastici. Il 4 settembre 1862 sposò Pierina, figlia del Generale Avezzana. Ebbe quattro figli, tra questi da ricordare sono Furio Camillo, Ministro d'Italia ad Atene, Ambasciatore a Washington ed a Parigi e senatore del Regno e Clelia, apprezzata narratrice e antesignana italiana del movimento femminile per il voto alle donne. Nel 1870 entrò a far parte del giovane Parlamento Italiano in Roma e fu deputato per molte legislature. Nella Magistratura fu Presidente di Sezione della Corte di Appello di Napoli. La sua convinzione era che l'unità d'Italia non dovesse significare l'annessione al Piemonte degli Stati che unirono le loro sorti alla Monarchia Sabauda ma come la fusione di tutti gli italiani intorno al comune retaggio di civiltà, alla comune storia e cultura.

Note

  1. ↑ Famiglia Romano, su www.nobili-napoletani.it. URL consultato il 20 agosto 2026.
  2. ↑ Consulta Araldica del Regno d'Italia, Regio Decreto di riconoscimento del titolo nobiliare e Lettere Patenti del 8 marzo 1900, emesse in favore di Camillo Furio Romano e della discendenza legittima dap padre Filippo Romano. Documento d'archivio originale, Libro d'Oro della Nobiltà Italiana..
  3. ↑ Daunia da favola - Assessorato al turismo della Provincia di Foggia, su dauniadafavola.it (archiviato dall'url originale il 20 agosto 2010).

Bibliografia

https://www.nobili-napoletani.it/romano.htm

Collegamenti esterni

Voci correlate