| Gianluca Pini | |
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| Deputato della Repubblica Italiana | |
| Durata mandato | 28 aprile 2006 – 22 marzo 2018 |
| Legislatura | XV, XVI, XVII |
| Gruppo parlamentare | Lega Nord |
| Circoscrizione | Emilia-Romagna |
| Sito istituzionale | |
| Dati generali | |
| Partito politico | Lega Nord (1999-2018) |
| Titolo di studio | Diploma di perito tecnico industriale |
| Professione | Imprenditore del settore alimentare |
Gianluca Pini (Bologna, 9 marzo 1973) è un politico italiano.
È stato deputato nella XV, XVI e XVII legislatura.
Dall'8 gennaio 2015 è stato vicepresidente del Comitato per la legislazione e vicepresidente del Comitato permanente sulla politica estera e relazioni esterne dell'Unione europea.
È stato inoltre componente della commissione Affari esteri e comunitari, della Commissione parlamentare di inchiesta sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro e della Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione, della pirateria in campo commerciale e del commercio abusivo.
Fu segretario nazionale della Lega Nord Romagna dal 1999 al 2015.
Pini è tra i fondatori dei "Barbari sognanti" la corrente che nel 2012 porta Roberto Maroni a segretario della Lega Nord.
Nel 2013 annuncia la sua candidatura al congresso del partito, sfidando Umberto Bossi e Matteo Salvini, ma la candidatura non viene accettata per un vizio di forma.
Rappresentante dell'area Federalista e Autonomista della Lega Nord, al congresso del 2017 sostiene il candidato Giovanni Fava alternativo a Matteo Salvini.
A gennaio 2018 annuncia di non volersi ricandidare alle elezioni politiche per motivi personali.
Dopo l'avventura politica è tornato all'attività imprenditoriale.
E' titolare di numerosi ristoranti ed esercizi pubblici nella riviera romagnola.
Pini è stato presidente dalla stagione sportiva 2003/2004 alla stagione 2011/2012 dell'A.S.D. Tre Martiri 1949 S.M. (già Pol. Tre Martiri di S. Martino in Strada)
Sponsor tecnico Rinieri srl
Nel giugno 2023, viene arrestato con l'accusa di aver venduto all'Ausl Romagna delle mascherine, provenienti dalla Cina, con false certificazioni e prezzi superiori a un euro l'una.