
Luigi Maria Burruano, detto Gigi (Palermo, 20 ottobre 1948 – Palermo, 10 settembre 2017), è stato un attore italiano.
Nato a Palermo da una famiglia borghese, all'inizio degli anni settanta ha cominciato a recitare, dedicandosi al cabaret e al teatro dialettale in lingua siciliana. A metà degli anni settanta ha ottenuto un buon successo di pubblico: particolare scalpore ha fatto lo spettacolo da lui interpretato, La coltellata. Dalla protagonista Aurora Quattrocchi ha avuto la figlia Gelsomina. Proprio a teatro Burruano ha scoperto e portato alla ribalta Tony Sperandeo e Giovanni Alamia, un duo di attori-musicisti del quartiere popolare Boscogrande. La sua carriera teatrale lo ha portato sui palcoscenici di teatri stabili di Catania, Roma, Trieste e Prato.
Burruano ha esordito nel cinema nel 1970, ne L'amore coniugale di Dacia Maraini. Il teatro è rimasto tuttavia la sua occupazione principale fino al 1983, quando ha interpretato un carabiniere nel film Questo e quello di Sergio Corbucci e poi due anni dopo con una piccola parte in Pizza Connection di Damiano Damiani. Poi, un'altra pausa - interrotta da parti minori nel dittico di Marco Risi Mery per sempre (1989) e Ragazzi fuori (1990) - fino al 1992, quando con Nel continente nero, ancora di Marco Risi ha fatto ritorno al cinema per farne la sua attività principale. Il successo per Burruano è arrivato però quattro anni dopo con la partecipazione alla serie televisiva La piovra 8 - Lo scandalo, diretta da Giacomo Battiato.
È lo zio dell'attore Luigi Lo Cascio, con cui ha girato il film I cento passi (2000) di Marco Tullio Giordana, in cui i due interpretano rispettivamente Luigi Impastato e il figlio Peppino, ruolo per il quale Lo Cascio fu segnalato a Giordana proprio da Burruano: tale interpretazione gli ha valso l'anno successivo la candidatura al Nastro d'argento. Sempre nello stesso anno lo si vede tra i protagonisti della miniserie L'attentatuni - Il grande attentato, dove interpreta il ruolo di Leoluca Barone (ispirato al personaggio del noto boss mafioso Leoluca Bagarella).
Tra gli altri film da lui interpretati, La discesa di Aclà a Floristella di Aurelio Grimaldi (1992), L'uomo delle stelle di Giuseppe Tornatore (1995), Nowhere di Luis Sepúlveda (2002), Liberi di Gianluca Maria Tavarelli (2003), Il ritorno di Cagliostro di Ciprì e Maresco (2003), Te lo leggo negli occhi di Valia Santella (2004), Miracolo a Palermo! di Beppe Cino (2005), Quo vadis, baby? di Gabriele Salvatores (2005) ed Eccezzziunale veramente - Capitolo secondo... me di Carlo Vanzina (2006).
Nel 2006 ottiene una notevole popolarità con le fiction L'onore e il rispetto di Salvatore Samperi e Raccontami, dove recita insieme a Massimo Ghini. Nel novembre 2007 esce nelle sale cinematografiche il film Milano Palermo - Il ritorno, in cui recita con Raoul Bova e Giancarlo Giannini, diretto da Claudio Fragasso. Nel 2008 recita ne Il sangue dei vinti di Michele Soavi, per poi tornare ad essere diretto da Tornatore in Baarìa (2009) e da Fragasso in Le ultime 56 ore (2010), al fianco di Gianmarco Tognazzi e Luca Lionello. Nel 2012 interpreta il ruolo dell'avvocato Scalici ne La città ideale, film di esordio alla regia di Luigi Lo Cascio.
Burruano è morto nel sonno il 10 settembre 2017 nella sua casa nel quartiere Uditore di Palermo: aveva 68 anni ed era malato da tempo.
Il 4 settembre del 2006 Burruano è stato arrestato con l'accusa di "tentato omicidio". Dopo aver accoltellato l'ex genero Fabio Guida, colpevole, secondo Burruano, di esasperare la moglie e di non pagare gli alimenti ai tre figli, è stato arrestato dalle forze dell'ordine mentre beveva una birra al bar, ottenendo undici giorni dopo gli arresti domiciliari. Successivamente l'attore ha patteggiato una pena di sedici mesi, ma la vicenda ha comunque avuto l'effetto di facilitare la riconciliazione familiare tra Guida e la moglie Gelsomina Burruano.

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