
Gilberto Severini (Osimo, 27 gennaio 1941 – Osimo, 15 luglio 2025) è stato uno scrittore, poeta e critico teatrale italiano.
Cresciuto tra Osimo e Ancona, dove ha frequentato le scuole, ha poi lavorato presso il Comune di Ancona. Parallelamente ha intrapreso un’intensa attività giornalistica, collaborando con diverse testate e con la sede marchigiana della RAI. Dal 1975 al 1981 è stato critico teatrale per il quotidiano «Corriere Adriatico».
Ha esordito in campo letterario nel 1978 con la raccolta poetica Assente In-Giustificato, corredata dalle illustrazioni di Mara Corraine, seguita da Nelle aranciate amare (1981). Nel 1982 ha pubblicato il suo primo romanzo breve, Consumazioni al tavolo, cui sono seguiti Sentiamoci qualche volta (1984) e Partners (1988), volume che riuniva le due opere precedenti insieme all’inedito Feste perdute. Sempre nel 1988 è uscita la raccolta di racconti Fuoco magico.
Nel 1996 appare Congedo ordinario, considerato il suo romanzo maggiore, in cui affronta i temi della vecchiaia e della caducità nella provincia italiana del secondo Novecento. L’opera, come altre dello scrittore, rivela la predilezione per il genere epistolare, che diventa strumento privilegiato di narrazione, riflessione e autoanalisi. Ricorrente è inoltre il tema dell’omosessualità, declinato come stile di vita, conflitto interiore, sfida alla comunità e segno di alterità.
Due anni più tardi Severini pubblicò la raccolta Quando Chicco si spoglia sorride sempre (1998), vincitore del premio Arturo Loria. Con A cosa servono gli amori infelici (2010) fu finalista al Premio Strega 2011. Successivamente diede alle stampe Backstage (2013), concepito come una lunga lettera all’editore, e Dilettanti (2018), suo ultimo romanzo.
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