Gilvossius tyrrhenus

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Corbola selvatica
Classificazione scientifica
DominioEukarya
RegnoAnimalia
PhylumArthropoda
ClasseMalacostraca
OrdineDecapoda
SottordinePleocyemata
FamigliaCallianassidae
GenereGilvossius
SpecieGilvossius tyrrhenus
Nomenclatura binomiale
Gilvossius tyrrhenus
Petagna, 1792
Sinonimi
  • Astacus tyrrhenus Petagna, 1792
  • Callianassa (Callianassa) tyrrhena (Petagna, 1792)
  • Callianassa (Callichirus) laticauda (Otto, 1821)
  • Callianassa (Callichirus) stebbingi Borradaile, 1903
  • Callianassa (Callichirus) tyrrhena (Petagna, 1792)
  • Callianassa laticauda Otto, 1821
  • Callianassa stebbingi Borradaile, 1903
  • Callianassa subterranea laticauda (Otto, 1821)
  • Callianassa tyrrhena (Petagna, 1792)
  • Gilvossius tyrrhena (Petagna, 1792)
  • Pestarella tyrrhena (Petagna, 1792)
Nomi comuni

Corbola selvatica

Gilvossius tyrrhenus (precedentemente Pestarella tyrrhena e Callianassa tyrrhena) è una specie di decapode che cresce fino a una lunghezza di 70 mm. In italiano si può chiamare còrbola selvatica. Vive in tane scavate nelle zone sabbiose poco profonde dei fondali marini del Mar Mediterraneo e dell'Oceano Atlantico settentrionale. È il talassinoideo più comune nel Mediterraneo, ed è stato utilizzato come esca dai pescatori per almeno 200 anni.

Descrizione

G. tyrrhenus è un piccolo crostaceo, lungo fino a 70 mm, con un esoscheletro morbido a parte due grandi artigli disuguali. È di colore biancastro o grigio-verdastro, con macchie rosa o blu. A causa del suo stile di vita scavatore, G. tyrrhenus ha occhi piccoli su steli corti e i suoi mascellari possono formare un opercolo; il telson è molto corto e il rostro è quasi del tutto assente.

Lo sviluppo larvale è rapido e comprende poche fasi. Le uova si schiudono in uno stadio zoeale, seguito da una seconda zoea e poi da uno stadio di megalopa prima dell'età adulta. Questo rapido sviluppo consente alle larve di stabilirsi nel loro habitat adulto di substrati fangosi relativamente indisturbati, prima di aver viaggiato troppo lontano come larve planctoniche. Lo sviluppo delle larve è ritardato dalla bassa salinità e favorito dalle temperature più calde, conferendo al G. tyrrhenus una stagione riproduttiva più breve nel nord del suo areale rispetto al sud.

La Corbola veneziana vive nella laguna, sotto tane profonde nella sabbia dove si tiene al sicuro dai predatori. Infatti è un decapode dal guscio non molto duro, che viene mangiato da tutte le specie ittiche presenti sia in laguna che non. La specie emana anche un odore forte, che la fa individuare a grandi distanze dai pesci che se ne cibano. La corbola è una specie in via di estinzione e viene raccolta da pochi pescatori muniti di particolari permessi che utilizzano particolari pompe per catturarle. La pressione le spinge fuori dalla tana verso delle reti che che lasciano integre. Preservare questo delicato prodotto non è facile perché si mantiene viva e in buono stato per pochi giorni, d’estate anche poche ore.

Distribuzione ed ecologia

G. tyrrhenus è stato descritto per la prima volta nel Mar Tirreno, e si trova in tutto il Mediterraneo così come nell'Oceano Atlantico dalla Mauritania e dalle Isole Canarie a nord fino all'Irlanda, nel Kattegat e nel Mare del Nord fino alla Norvegia meridionale. Specie correlate si trovano nel Mar Nero, e G. tyrrhenus evita le acque a bassa salinità, come gli estuari e il Mar Baltico.

Le tane di G. tyrrhenus possono essere lunghe fino a 62 cm profondità. Sono costituiti da un albero centrale a spirale fino a 20 mm di larghezza, con uno o più alberi poco profondi a forma di U (fino a 11 mm o 0,43 in larghezza) che conducono alla superficie del sedimento dove emergono come fori o depressioni a forma di imbuto. Questi pozzi possono essere collegati da ulteriori sezioni e si trovano numerose camere laterali riempite di fanerogame marine. Il volume complessivo della tana può raggiungere 300 ml. Nuove gallerie vengono continuamente aperte e quelle vecchie vengono riempite. G. tyrrhenus si nutre direttamente del sedimento, e riceve nutrimento dai detriti raccolti nelle camere di detriti, nonché dai foraminiferi e dalle alghe che vivono sulle pareti della tana. L'attività di G. tyrrhenus porta le pareti della tana ad arricchirsi di un numero di nematodi tre volte superiore a quello ambientale e di foraminiferi più di 100 volte superiore a quello dei sedimenti circostanti.

Note

  1. ↑ Callianassa tyrrhena, Pestarella tyrrhena – Corbola, su biologiamarina.org.
  2. ↑ Lucia Falciai e Roberto Minervini, Guida dei crostacei decapodi d'Europa.
  3. 1 2 Nguyen Ngoc-Ho, European and Mediterranean Thalassinidea (Crustacea, Decapoda) (PDF), in ZOOSYSTEMA, vol. 25, 2003 (archiviato dall'url originale il 21 luglio 2011).
  4. 1 2 3 Lipke Holthuis, FAO Species Catalogue Vol. 13: Marine Lobsters of the World, Food and Agriculture Organization, 1991, pp. 292 pp, ISBN 978-92-5-103027-1.
  5. 1 2 M. J. de Kluijver & S. S. Ingalsuo, Macrobenthos of the North Sea - Crustacea, su ip30.eti.uva.nl, 1999. URL consultato il 17 agosto 2007 (archiviato dall'url originale il 4 giugno 2009).
  6. ↑ (EN) Maria Thessalou-Legaki, Advanced Larval Development of Callianassa Tyrrhena (Decapoda: Thalassinidea) and the Effect of Environmental Factors, in Journal of Crustacean Biology, vol. 10, n. 4, 1º ottobre 1990, pp. 659–666, DOI:10.2307/1548410. URL consultato il 19 aprile 2026.
  7. ↑ Corbola veneziana, su fishproject.it.
  8. ↑ (EN) Peter C. Dworschak, The Burrows of Callianassa tyrrhena (Petagna 1792) (Decapoda: Thalassinidea), in Marine Ecology, vol. 22, n. 1-2, 2001-05, pp. 155–166, DOI:10.1046/j.1439-0485.2001.00748.x. URL consultato il 19 aprile 2026.
  9. 1 2 Peter C. Dworschak, Proceedings of the Symposium on "Ecology of large bioturbators in tidal flats and shallow sublittoral sediments – from individual behavior to their role as ecosystem engineers". November 1–2, 2003, Nagasaki, Nagasaki University, pp. 15–22.
  10. ↑ D. Abed-Navandi, H. Koller & P. C. Dworschak, Nutritional ecology of thalassinidean shrimps constructing burrows with debris chambers: The distribution and use of macronutrients and micronutrients, in Marine Biology Research, vol. 1, n. 3, 2005, DOI:10.1080/17451000510019123.
  11. ↑ (EN) Helmut Koller, Peter C. Dworschak e Daniel Abed-Navandi, Burrows of Pestarella tyrrhena (Decapoda: Thalassinidea): hot spots for Nematoda, Foraminifera and bacterial densities, in Journal of the Marine Biological Association of the United Kingdom, vol. 86, n. 5, 2006-10, pp. 1113–1122, DOI:10.1017/S0025315406014093. URL consultato il 19 aprile 2026.

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