Gioco dei tappi

Il gioco dei tappi è un gioco praticato dai bambini in età scolare che consiste nell'utilizzo di tappi a corona per compiere sfide di precisione e potenza.

Il gioco dei tappi nacque, in Italia, nel secondo dopoguerra, in seguito alla grande diffusione dei tappi a corona, precedentemente quasi sconosciuti. Ogni regione, provincia, quartiere e scuola ha i propri regolamenti e schemi, ma la sostanziale abilità consiste nel lanciare il tappo poggiato sul piano di gara con la corona verso l'alto, mediante un colpo a scatto delle dita (l'indice viene "caricato" prima di essere rilasciato dal pollice o viceversa), facendo in modo che il tappo percorra la distanza voluta senza che si capovolga.

In alcune località il gioco dei tappi veniva chiamato gioco dei sinalcoli, dal nome dei tappi della Sinalco..

In emulazione delle corse ciclistiche, era anche diffusa l'usanza di ritagliare dai giornali i volti dei corridori preferiti e incollarli sulla parte in sughero, versando cera di candela fusa; in questo modo il giocatore otteneva la personalizzazione del proprio tappo, anche aumentandone il peso e rendendolo più stabile e veloce.

Alcune tipologie di gioco

Il nome dei tappi e dei colpi nelle regioni italiane

RegioneNome del tappoNome dei colpi
Abruzzofrezzicoleschioccadito
Basilicata-
Calabriabrinda, bujagliuammuttare, ziccaddata
Campaniastagnariellosantillo
Emilia-Romagnacricco, coperchino, birillo, sinalcopinghella, pingella, pingleda, cricco, criccotto, puffetto, cicco, cicchetto
Friuli-Venezia Giulia-
Laziobiretta, lattina, tappina, vettoniglioschicchera
Liguriapiattino, gretta, agretta, tappin, tappetto, ciappetto, basticulabaciccola, bicellata, micellata, besticco, bistecco
Lombardiascatulin, tollinoquattrìo, ciunchin, gogula, gogulada, bodula, bodulada
Marchetappinoschicca
Molisecuccitielle, retelluccie
Piemontescudlintötc, ghiga, schioccadita
Pugliarametta, lamella, tianid, spasoddo, ramicchia, ramiroddatips, tipitip, ttippiti
Sardegnabellitto, pattaraccapistonco
Siciliastuppagliu,

lannicieddi

zicchittune, zicchinetta, ammuttari
Toscanatappinobiscotto, biscottino, buffetto, nocchino
Trentino-Alto Adigerondella, padeletapizatol
Umbriatappindeabirrapittlo, pittio, scorza
Valle d'Aosta-
Venetoquercetto, cimbalino, cimbano, covercetto, coercetto, cuercetto

Citazioni

Questo gioco ha avuto molte citazioni in molti testi ed articoli. Qui di seguito ne vengono riproposti alcuni:

«Giampaolo Dossena, Enciclopedia dei giochi Giampaolo Dossena l'ha paragonato al biliardo perché occorre colpo d'occhio, e agli scacchi per la concentrazione necessaria.»
«Il coperchino è arte. Da normale tappo a corona per chiusura di bibite si trasforma in velocipede completo di ciclista o in auto da corsa col suo pilota dentro[...]
Era la primavera che faceva esplodere le gare. L'inverno ci avviliva di freddo e fumane... Ma appena i primi tepori si rendevano disponibili erano i coperchini che apparivano, in gare continue interrotte dai grandi che te le volevan cucar su o dai Grandi Grandi che con banali scuse di compiti o che ti immelnettavi ti volevano portar via dall'agone, nel momento più tògo che magari eri in fuga. Non capivano la bellezza epica dello scontro, non ci arrivavano a comprendere che per dare bene il cricco dovevi metterti quasi sdraiato per terra, in chinino non bastava neanche, le ginocchia ben piantate nella smalta o nella polvere, la mano sinistra salda e larga appoggiata al suolo, il braccio destro che nella spinta inevitabilmente strisciava per metri di marciapiede»
«Vittorio Gassman, in Un grande avvenire dietro le spalle, racconta che praticò il gioco fino alla maturità, con Luigi Squarzina. Loro lo chiamavano il circuito, e manovravano bottoni di madreperla, ma le regole erano le stesse.

Il 10 giugno 1940 il discorso alla radio di Mussolini che annunciava l'entrata in guerra li sorprese mentre il Bartali dell'uno batteva il Verwaecke dell'altro sull'ultimo traguardo. L'attore ritornò al suo gioco preferito solo più di 30 anni dopo, quando inaugurò il Piccolo Regio di Torino, nel 1973. Fece alzare gli spettatori dalle poltrone e li obbligò a giocare al circuito, nei corridoi attorno alla sala, con le biglie che si era portato dietro, in mancanza di tappi e bottoni. Fu una gara memorabile, con tutti quei signori abbigliati da prima teatrale a dare schicchere ai loro Battaglin e ai loro De Vlaeminck, inginocchiati sul pavimento»

Note

  1. ↑ sinalcoli - Magnoz-Il Puffo Inventore, su magnoz.weebly.com.
  2. ↑ I Tappetti, Edizioni Il Golfo - I Libelluli.
  3. ↑ Giampaolo Dossena, Enciclopedia dei giochi (3 voll.), Torino, UTET, 1999 - ISBN 88-02-05462-2

Collegamenti esterni

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