Giovanni Anceschi (Milano, 12 settembre 1939) è un designer italiano.
Figlio di Luciano Anceschi, studia Filosofia teoretica con Enzo Paci e Psicologia con Cesare Musatti all'Università Statale di Milano, 1958. A Brera studia Decorazione con Achille Funi, 1958. Tra le sue prime collaborazioni si ricordano quelle con Lucio Fontana, Enrico Baj, Piero Manzoni. Con Davide Boriani, Gianni Colombo, Gabriele Devecchi fonda, nel 1959, il Gruppo T. Il gruppo T sarà protagonista del Movimento internazionale dell'Arte Cinetica e Programmata (con Bruno Munari, Gruppo MID, Gruppo N ecc.), e delle Nouvelles Tendences (con Jacoov Agam, il Groupe de Recherche d'Art Visuel, Bridget Riley, Len Lye, Karl Gerstner, Gerhard Von Grawenitz ecc.), esponendo alla Minami Gallery di Tokyo, alla Biennale di Venezia, al Moma di New York, ecc.
Su consiglio di Gillo Dorfles, Anceschi s'iscrive nel 1962 al dipartimento di Comunicazioni Visive della Hochschule für Gestaltung di Ulm (con Tomás Maldonado, Abraham Moles, Otl Aicher, Gui Bonsiepe, Tomás Gonda, Martin Krampen ecc.) dove si laurea nel 1966. È stato fra i fondatori del movimento dell'Arte cinetica e programmata. Come designer ha sviluppato in Italia e all'estero, progetti d'immagine coordinata, d'exhibition design, e alcuni esempi di multimedia, hypermedia e interaction design.
È stato il primo accademico ad insegnare discipline del progetto di comunicazione nell'università italiana. Come critico, storico e teorico della disciplina del progetto di comunicazione ha pubblicato libri e contributi in Italia e all'estero. A lui si deve l'introduzione nel design discourse di nozioni come “monogramma”, “artefatto comunicativo” (communication artifact), “teoria protetica degli oggetti”, “immagine coordinata hard e soft”, “anafora elettronica”, o come “interfaccia delle città” e “cura delle transizioni”.
Lavora al progetto di una revisione della disciplina del design della comunicazione nel senso del passaggio dalla disciplina tattica del progetto di artefatto alla disciplina strategica del “progetto registico” (Theory of staging), poi “registica multimodale”.
È interessato in modo particolare alla rinascita degli interessi e degli studi sulla questione della propedeutica del design che coincidono con quelli della fondazione di una teoria della configurazione (Basic design), distinta da quella della raffigurazione o teoria della rappresentazione schematica.
Come organizzatore di cultura della grafica, della visibilità e della multimodalità ha partecipato a più di una stagione degli sviluppi della cultura (e della professione) del design della comunicazione in Italia e all'estero.
Sposò nel 1973 la poetessa Milli Graffi
Anceschi è stato professore ordinario presso l'Università IUAV di Venezia, Facoltà di design e arti.
Anceschi ha pubblicato più di trecento saggi e articoli dedicati alla teoria, alla storia e alla critica della disciplina, comparsi su riviste estere e nazionali (es. “Design Issues” MIT Press, “Morphia” Buenos Aires, “Domus”, “Progetto Grafico”, ecc.). Ha curato il numero monotematico de “il verri” “Visibile e invisibile”, n. 10-11 (novembre) 1999 e “Nella rete”, n. 16 (maggio) 2001.
Nel 1984 Anceschi è stato membro (con Giovanni Lussu, Pino Grimaldi, Gelsomino D'Ambrosio, e altri), del comitato di direzione di “Grafica” Rivista di teoria, storia e metodologia, e, dal 1985 all'89 ne ha assunto la direzione. Anceschi è membro (con Tomás Maldonado, Umberto Eco, Paolo Fabbri) del comitato della rivista di alta cultura “il verri” fondata dal padre Luciano Anceschi nel 1956. Ne è stato il direttore dal 1996 al 2004. È membro altresì dell'advisory board di “Noema”, diretta da Pier Luigi Capucci, con Valerio Eletti, Franz Fischnaller, Franco Torriani, 2006.
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