Giovanni Bertati

Giovanni Bertati (Martellago, 10 luglio 1735 – Venezia, 1º marzo 1808) è stato un librettista italiano di opere buffe.

Giovanni Bertati nacque a Martellago, paese dell'entroterra veneziano, il 10 luglio 1735, da Girolamo Bertato e Pierina, sua legittima consorte: venne battezzato l’undici luglio 1735, come risulta nel registro dei battesimi 1735-80 conservato nell'archivio parrocchiale. Suo padre lavorava come fattore nella villa della nobile famiglia veneziana Grimani dei Servi, proprietaria a Venezia di almeno due teatri. Non si conosce molto dell'uomo: si sa per certo comunque che Antonio Grimani lo prese sotto la sua protezione, facendolo studiare nel Seminario di Treviso, perché sembrava che il giovane dimostrasse qualche inclinazione allo stato ecclesiastico. Non si hanno altre notizie di questi anni circa il compimento o meno degli studi seminariali e la sua entrata nel mondo del teatro. Ma non terminò gli studi: infatti si trasferì a Venezia e qui preferì intraprendere la carriera teatrale, suo principale interesse.

Il librettista

La prima volta che troviamo citato il nome di Giovanni Bertati in un libretto è nel 1746 a Venezia, per l’intermezzo per musica Il geloso schernito da rappresentarsi nel Teatro Giustinian di S. Moisé l’autunno dell’anno 1746. Le musiche sono di Pietro Chiarini.

Il secondo libretto che ritroviamo nei teatri veneziani a nome di Bertati è La morte di Dimone o sia L'innocenza vendicata, trascrizione di un'opera tedesca, ideata da Joseph Felix von Kurz, in arte 'Bernardon', impresario del Teatro San Cassiano, con musica di Antonio Tozzi. Come ci informa il Groppo, l’impresario era lo stesso Kurz, “commediante di professione e di nazionalità tedesco, il quale spese largamente per adornarla...”.

Probabilmente dalla collaborazione con il Kurz e con la musica di Johann G. Naumann e altri due compositori nascerà anche il libretto de Li creduti spiriti, sempre per il Teatro San Cassiano, nel carnevale del 1764. In questo stesso anno scrisse Serenata per musica, con la musica di Antonio Lucchesi, in occasione della visita a Venezia del principe Edoardo di Brunswich.

Tra i primi libretti troviamo L'isola della fortuna, sempre con la musica di Lucchesi, rappresentata nell'autunno 1765 per il teatro San Samuele: insieme ad Isabella e Rodrigo del 1776, con musica di Pasquale Anfossi, è tra i rari esempi di trattamento delle parti in maniera tradizionale, cioè con la divisione netta tra le parti serie e buffe; in questi le parti serie non partecipano ai finali.

Nella seconda metà del Settecento si assiste ad una progressiva modificazione del trattamento delle parti all'interno dei finali dei drammi buffi. Più precisamente scompare la rigida distinzione di ruoli tra "parti serie" e "parti buffe", che destinava differenti forme musicali e gestuali ai due gruppi. Fino a questo momento venivano esclusi dai finali i personaggi che interpretavano il carattere serio, in quanto “il loro stile musicale poteva non essere adatto in un contesto semplice, stile canzonetta e con rapidi cambi di dialogo”.

Dallo spoglio di libretti per musica rappresentati a Venezia dal 1750 al 1769 (Wiel), si possono dedurre varie considerazioni. Prima di tutto i drammi giocosi tra il 1750 e il 1760 sono in prevalenza di Carlo Goldoni (circa il 40 per cento). Questa fase fu per Goldoni la più ricca di testi e la più omogenea nei risultati. Nei suoi libretti di questo periodo i temi principali sono il confronto tra la campagna e la città, nei suoi aspetti quotidiani (contrasti tra nobiltà e servitù), e l'apertura al fantastico. Goldoni nella stesura dei libretti adotta il sistema tradizionale di divisione tra le parti serie e buffe: le parti serie non intervengono mai nel finale primo (almeno fino al 1764 con La finta semplice dove tutti i personaggi cantano nel primo e nel terzo finale) e quasi mai neanche nel secondo. Gli ultimi due o tre libretti, scritti da Goldoni dopo il 1766, seguono invece la nuova consuetudine di far cantare tutti i personaggi nei finali (che saranno due con la riduzione del dramma da tre a due atti).

Bertati, nel suo periodo più produttivo, utilizza un metodo di stesura dei libretti "rinnovato", rispetto a Goldoni, nel trattamento delle parti nei finali ed anche nella divisione in atti: proprio tra il 1760 e gli ultimi anni ‘70 si va consolidando l'uso di ridurre da tre a due gli atti del dramma giocoso. Se i primi libretti di Bertati sono per lo più in tre atti, tra gli anni 1773-1778 vediamo una fase di passaggio cui segue la divisione prevalente in due atti, adottata da tutti i librettisti in questi anni. Bertati è tra i librettisti che hanno contribuito al passaggio dalla forma tradizionale a quella più moderna. Nei suoi libretti veneziani si nota questa evoluzione, e i suoi personaggi sono tipici della tradizione dell'opera buffa. Il nostro poeta, con poche eccezioni, elimina la distinzione tra personaggi seri e buffi: non essendoci parti propriamente 'serie', anche i personaggi 'nobili' si comportano da 'buffi' e tutti i primi ruoli partecipano nel concertato del finale del primo atto.

In genere, nell'opera buffa, i nomi designano il ceto sociale del personaggio: nomi altisonanti e letterari si riservano ai nobili, mentre per il ceto inferiore si usano diminutivi e vezzeggiativi, vengono riservate canzoni popolari o arie in stile sillabico, povere di fioriture e un linguaggio quotidiano, a volte anche con termini sboccati e volgari. Molti personaggi popolari affollano i libretti di Bertati: non mancano infatti villani, villanelle, orfanelle, servitori e serve di casa, contadini e contadine, cameriere.

È di questi anni l'amicizia e la collaborazione con Baldassare Galuppi, che di Bertati musicò Il villano geloso per il teatro San Moisé, nell'autunno 1769, e L'inimico delle donne (1771), per il teatro San Samuele; quest'ultima opera ebbe un discreto successo, forse anche per l’ambientazione esotica (“fu musicato e rimusicato per un buon decennio; anche se non possiamo contarlo fra i libretti di grande successo del suo tempo, esso gode di una discreta e significativa fortuna”): infatti quest’opera rientra a pieno titolo nella moda delle chineserie, assai in voga negli ultimi anni del Settecento. Inoltre è interessante in questo libretto l’accenno che Bertati, trovando “eccessivamente stravagante far parlare italiano in un paese cinese e si sente quindi in dovere di fornire una spiegazione”, fa a Marco Polo:

Siete voi italiani? Abbiam per tradizione che un Italian nei secoli passati fosse qui in Kibin-kin-ka…

Già con il Marco Polo (1755) di Gasparo Gozzi, al san Giovanni Grisostomo, si comincia a diffondere questo gusto per l’esotismo. A Venezia, ma non solo, il repertorio delle chineserie era molto diffuso nel teatro, nella moda e nelle decorazioni e Bertati, grande raccoglitore di luoghi comuni, di trame e motivi sperimentati, sfrutta questo tema per creare ambientazioni che catturino l’interesse del pubblico.

L’altra opera musicata da Galuppi, Il villano geloso, fu rappresentata anche a Vienna e Francesco Scipione Fapanni Fapanni suppone che in questa occasione Galuppi abbia condotto con sé e presentato alla corte imperiale anche Bertati. Nell’allestimento viennese del 17 gennaio 1775 viene eliminata ogni allusione alla libertà di costumi, consuetudine molto comune nell’epoca di Maria Teresa e Giuseppe II. Era normale in quest’epoca adattare il libretto secondo i costumi e gli usi del posto dove veniva rappresentato: “tutte le opere buffe di Galuppi rappresentate a Vienna furono più o meno gravemente rimaneggiate: Le nozze e Il villano geloso furono le opere più modificate dove soltanto un terzo della musica scritta originariamente da Galuppi rimase intatta”.

Dal 1771 al 1798 Bertati produsse una media costante di tre-quattro libretti l’anno, ma è tra il 1771 e 1779 che si consolida la sua fama, con alcuni drammi giocosi che ottennero un notevole successo. È il caso di, ad esempio, La locanda, L'isola di Alcina, I visionari, Mirandolina, Il geloso in cimento, L'avaro, La vendemmia, La forza delle donne, Il vecchio geloso, Azor re di Kibinga.

L'impresario

La maggior parte dei drammi di Bertati furono scritti per Venezia e particolarmente per il teatro San Moisé (sono almeno 46 i libretti scritti per questo teatro), appartenente alla nobile famiglia Giustiniani. Era questo, nella seconda metà del Settecento, il teatro preferito per gli spettacoli d'opera comica a Venezia, date le sue particolari caratteristiche (la piccolezza della sala e della scena, i palchi angusti e un'orchestra in proporzione, e proprio per questo “tutto vi faceva con poco bella comparsa”). Di questo teatro Bertati fu anche impresario: lo testimonia un documento datato 18.X.1779 conservato nell’Archivio di Stato di Venezia. Un’altra notizia che testimonia l’impresariato del nostro poeta la si trova nel libretto Le nozze in contrasto, dove Bertati si firma impresaro in calce alla dedica a Pisana Mocenigo, che in quell’anno si sposò con Alvise Mocenigo.

Ma è dall’archivio privato Giustinian-Recanati alle Zattere che si sono ritrovate notizie certe e puntuali dell’attività di impresario di Bertati. Tra i documenti analizzati da Maria Grazia Miggiani, conservati nell'archivio privato della famiglia, di particolare rilievo ha il contratto stipulato da Bertati con i NN. HH. Girolamo ed Antonio Giustinian in data 8.III.1779 in cui si dice: “Con la presente ben che privata scrittura di semplice locazione, […] li NN.HH. Ser Girolamo e ser Antonio fratelli Zustinian furono de ser Lorenzo danno et in semplice affitto concedono al sig.r Giovanni Bertatti quondam Girolamo qui presente, […] il loro teatro posto in contrada di San Moisè ad uso di opera in musica, e ciò per il corso di anni cinque consecutivi continovi, cioè per l’autunno e carnovale dell’anno corrente 1779/80 e termineranno l’anno 1784/85, con tutti li patti modi e condizioni infrascritte.

1.mo Dovrà il suddetto sig.r Bertati impresario fare ogn’anno nell’autunno e carnovale opere quattro in musica con buona e accreditata compagnia, con due balli nuovi per ogni opera [...];

2.do S’obbligano li suddetti NN.HH. Padroni esborsare al suddetto […] lire de piccoli venticinque mille ogn’anno per li sopraddetti anni cinque in una sol volta nel mese di settembre di cadaun anno et il suddetto sig.r impresario s’obbliga esborsare alla sottoscrizione della presente alli sopraddetti NN.HH lire sette mille […]

Il compenso (dote o regalo concesso agli impresari) sarebbe stato di £ 25.000 all'anno, una sola volta nel mese di settembre, in cambio di tutti i palchi, del diritto di ingresso gratuito per sé, famiglia e domestici e il dono di sei libretti e di dodici biglietti d'ingresso per ogni nuova opera.

L'impresario di un teatro era la figura più esposta ad eventuali perdite. Per questo solitamente egli stipulava un contratto con un "pieggio", un mallevadore, che garantiva economicamente l'impresa. Giulio Cogni fu "pieggio" di Bertati. La scrittura privata contratta tra i due è datata 18.III. 1779: il Cogni è il vero responsabile dei guadagni e delle perdite, e garantisce a Bertati uno stipendio fisso di 180 zecchini all'anno. Ma già il 28.VIII.1779 i rapporti tra i due sono deteriorati. Non ci sono altri documenti circa il termine della questione. In realtà Bertati rimarrà impresario ufficiale solo due anni anziché cinque, cioè fino al carnevale 1781, mentre il nome di Cogni non ricorre più in alcun atto.

Bertati stesso nel Capriccio drammatico ironizza proprio sulle qualità necessarie a questa professione: “L’impresario, gioia mia, deve avere queste tre cose: il raggiro, la bugia, faccia tosta e nulla più” e anche Goldoni ne La bella novità: “Maledetto mestiero ch’è quel dell’impresario! S’hanno mille pensieri e mille guai; si perde sempre, e non si lascia mai”.

Un altro episodio viene documentato dalla Miggiani sul buon carattere e il nobile comportamento nei casi difficili di Bertati. Nel 1781, in qualità di direttore dell’impresa, si trova coinvolto nella disputa della cantante Anna Morichelli Bosello, che cerca di venir meno agli impegni fissati accusando Bertati di averla sostituita a sua insaputa con un’altra cantante. Attraverso il suo legale risponde alla cantante desiderando riuscire vincitore senza compromettere il rapporto con la cantante. Alla fine i documenti dimostrano che la cantante dovette rispettare gli impegni stabiliti e cantare nell’autunno del 1781 e e nel carnevale 1782 al Teatro San Moisè.

Probabilmente il nostro poeta non aveva il carattere per portare avanti questa attività. Suo successore al San Moisé fu Carlo Lanfranchi Rossi (Stagione della Fiera della Sensa, 1781). Forse Bertati trovò più conveniente lavorare a diverso titolo con il San Moisé, ma continua come direttore, almeno fino all'autunno 1781 (in normali condizioni il poeta di un teatro era anche il direttore dei movimenti sulla scena). Durante gli anni dell'impresariato al teatro San Moisé, Bertati comporrà circa dodici libretti.

Nel 1783 scriverà La villanella rapita, “il lavoro piu fortunato di Francesco Bianchi”. Dal 1762 a 1783 erano stati rappresentati a Venezia almeno sette spettacoli che avevano per interpreti villani, contadini, ortolani, giardinieri: l’interesse per la campagna è una costante sociale ed economica nel secondo Settecento. Bertati produsse un testo di grandissimo successo, combinando i motivi strutturali, ideologici e sentimentali in circolazione in quegli anni e trasformando i personaggi in protagonisti veri e propri.

Mozart per l'edizione viennese del 1785 comporrà per questo dramma due pezzi per la cantante Celeste Coltellini, il terzetto Mandina amabile K480 e il quartetto Dite almento in che mancai K 479. In questo libretto Bertati costruisce un testo modulare, prendendo parti dal repertorio corrente e precedente, prassi molto comune nel libretto d’opera, ottenendo come risultato un indice significativo del gusto e degli assetti strutturali del dramma giocoso degli anni ‘80 del Settecento che, nonostante Da Ponte lo attribuisse solo a se stesso, diventa il modello costruttivo del libretto d’opera di questo periodo.

Con I Finti eredi (1785), con la musica di Sarti, rappresentato per la prima volta a San Pietroburgo, e che ebbe notevole successo, la struttura del dramma raggiunge il modello più tipico che si può così riepilogare: riduzione del dramma da tre a due atti; concertati inseriti all'interno dell'atto stesso; il duetto tra i due primi buffi viene collocato nel primo atto, quindi viene mutato il finale, vista il successivo diverso sviluppo della vicenda; uso più frequente del verso quinario, soprattutto nelle sezioni finali delle arie e dei concertati; uso più frequente delle arie polimetriche e a più sezioni.

Nel carnevale 1797, inserisce come II° atto ne Il capriccio drammatico, rifacimento de La novità del 1775, Don Giovanni o sia Il convitato di pietra, con la musica di Giuseppe Gazzaniga, e come dice Nino Pirrotta, la trama di questo libretto sembra essere “il precedente più diretto di quella fornita a Mozart da Da Ponte”. Questa versione è quella che determinerà poi la fortuna di quella di Da Ponte/Mozart e forse contribuì a dare il via all’eccezionale e fiorente stagione delle farse in un atto degli anni 1795-1820

Bertati e Gazzaniga avevano spesso lavorato insieme fin dal 1771 ed erano stati impegnati fino al 26 dicembre 1786 nella preparazione de L’amor costante, opera di apertura della stagione al San Moisé. Gazzaniga riutilizza Il Capriccio drammatico, atto I de La novità del 1775, così da comporre un solo atto nuovo. Si deve a questa circostanza la relativa concisione della storia di Don Giovanni.

Altra strana coincidenza, ma non troppo considerando come venivano rimaneggiate opere e libretti in quest’epoca: il primo pezzo dell’orchestrina che nel secondo atto del Don Giovanni mozartiano, e che Leporello riconosce subito (dice:”Bravi! Cosa rara!”) è un brano dell’atto finale dell’atto I di Una cosa rara di Martin y Soler, su libretto di Da Ponte, dato a Vienna nel 1786.

Del 1786 è anche la lettera che Bertati scrive al “Sig. Maestro Riv.mo” unica testimonianza manoscritta che abbiamo ad oggi di Giovanni Bertati.

La lettera è probabilmente indirizzata a Salieri, che Bertati presume passerà per Venezia per andare a Parigi: Salieri infatti nel 1786 è a Parigi, dove rappresenterà due opere, Les Horaces e Tarare. La lettera è conservata a Vienna presso la Biblioteca Nazionale Austriaca, catalogo dei manoscritti.

Dopo la morte dell'imperatore Giuseppe II (20.XI.1790), fu nominato da Leopoldo II 'poeta dei teatri imperiali' a Vienna, come successore di Lorenzo Da Ponte: la Gazzetta Urbana Veneta riporta il 9 aprile 1791 la notizia della sua nomina: “Il sig. Giovanni Bertati ebbe l’occasione favorevole di succedere il Signor Abbate Da Ponte nel posto di poeta per i Drammi Giocosi alla Imperiale Corte di Vienna”.

L'ultimo dramma prima della sua partenza per Vienna fu II curioso accidente dell'autunno 1789, con musica di Gennaro Astaritta.

Vienna

Per il teatro di corte viennese scrisse almeno quattro drammi: Il matrimonio segreto, del 1792, L'amor rende sagace e L'incanto superato, rappresentati nel 1793, e La principessa d'Amalfi (1794).

Il matrimonio segreto, musicato da Domenico Cimarosa, assieme ai capolavori mozartiani, è l’unica opera del Settecento a non essere mai uscita completamente dal repertorio sin dalla prima rappresentazione, a Vienna il 7 febbraio 1792, e quella di maggior successo tra le varie versioni. Corrisponde appieno al disegno di riforma politica, artistica ed etica perseguita da Leopoldo II dal 1791, di un ritorno cioè diretto del sovrano sugli spettacoli d’opera. Fu questo il motivo per cui Lorenzo Da Ponte fu sostituito, dapprima con Caterino Mazzolà, e successivamente da Giovanni Bertati alla corte viennese. Leopoldo II morì dopo un anno, e la sua riforma si fermò con quest’opera. Nonostante tutto fu ammirata per primo da Leopoldo II stesso, la sera della rappresentazione: egli invitò gli interpreti a cena dopo la prima e fece ripetere loro tutta l’opera, fino a notte fonda. Generazioni di musicisti poi furono estimatori di quest’opera, tra cui Rossini, Schumann, Verdi, Goethe, Stendhal e D’Annunzio, e fu allestita in tutta Europa - Londra, Parigi, Lisbona, Madrid, Copenhagen - nonché tradotta in svariate lingue. Infatti tra gli anni 1792 e 1800 ci furono in Italia almeno una trentina di allestimenti: i vari libretti di quest’opera conservati in Italia e in Europa ne testimoniano la grande diffusione. Il testo di questo libretto riflette e mette in pratica i nuovi orientamenti impressi nell’ambiente viennese: “il taglio in due atti, l’eliminazione delle parti serie, la frequenza dei concertati e l’ampiezza dei finali d’atto, l’abilità tecnica della versificazione, il rifiuto d’ogni eccesso caricaturale, l’estrazione cosmopolita delle fonti letterarie sono tutti elementi che denotano da parte di Bertati un consapevole aggiornamento alle esigenze del gusti locale”.

Gli ultimi anni

Nel carnevale del 1795 ritroviamo Bertati a Venezia, con La bella Lauretta, con musica di Francesco Gardi. Altri pochi lavori conclusero la sua carriera di librettista. Dal 1798 lavorò all'Arsenale di Venezia, prima come addetto al "Protocollo degli esibiti", poi fu nominato membro di una commissione organizzatrice dell'attività economica e, infine, divenne archivista della Marina. Salvioli suppone che l'impiego all'Arsenale sia del 1798, in quanto il "Protocollo degli esibiti" non esisteva prima dell'occupazione austriaca. Proprio da un suo collega di lavoro all'Arsenale, l'ingegnere Giovanni Casoni, abbiamo la descrizione del suo aspetto fisico: “Era il Bertati un uomo di voluminosa mole, di statura bassa, per cui non avrebbe rappresentato male le mosse di Arlecchino, come ne aveva il muso polputo, occhi piccini, neri e luccicanti, mosse vivaci e pronte che mal si confacevano colla quadrata proporzione del suo corpo [...] ed appunto per quest'aria sua gioviale era da tutti ben veduto ed accolto con festa nelle amichevoli brigate. [...] Era soprannominato il maestro di musica, e lo chiamavano anco poeta perché dilettavasi in comporre drammi”.

Non si sa più nulla, se non che morì il primo marzo del 1808, nella parrocchia di San Moisè, come documentano:

l) l'atto di morte registrato nella suddetta parrocchia il primo marzo 1808, che così dice: “Il Sig. Giovanni Bertati del fu Girolamo, d'anni 75 c.a da più mesi obbligato a letto per idrotorace finì di vivere la scorsa notte alle ore 4 dopo la mezzanotte. Medico Valarelli (Volarelli?) - Fa seppellire il sig. Vincenzo Casson con Prete e Chierico. Salizzada al n° 1167”;

2) l'atto di morte conservato nell'Archivio di stato di Venezia, che così dice: “Dipartimento dell'Adriatico - Distretto - Cantone e Comune di Venezia, oggi primo Marzo mille ottocento otto, ore undici e mezzo antimeridiane. / Il sottoscritto assistente dell'ufficiale dello Stato Civile del Comune predetto, dietro l'avviso pervenutogli, si è trasferito nella parrocchia di San Moisè, in Salizzada al numero 1167, dove ha riconosciuto il cadavere di Giovanni Bertati, morto nella suddetta località di fu suo domicilio, il giorno di oggi alle ore quattro della mattina nell'età di anni settantasette circa, fu impiegato nel Regio Arsenale, Nubile. / Presenti alla ricognizione furono il Rev.do Don Domenico Scottà, di anni quarantatré, sacerdote, domiciliato nella suddetta Parrocchia in campo; ed il Signor Giuseppe Baroncelli, di anni quaranta, Pubblico Notajo, domiciliato nella Parrocchia di San Giacomo dell'Orio, in Corte de' miracoli al numero 1800; quali testimoni unitamente dichiarano, che il sopranominato Giovanni Bertati, è nato nel Dipartimento del Tagliamento, nella località ad essi ignota, ma dimorante sino dall’infanzia in questo comune di Venezia, da Girolamo Bertati e da donna ad essi ignota, ambi defunti, jugali. / Letto il presente atto viene sottoscritto: Don Domenico Scottà fui presente Testimonio. Giuseppe Baroncelli presente Testimone. / Sager assistente” .

Il Comune di Martellago ha reso omaggio al poeta concittadino apponendo in Municipio, nel 1928, una targa con testo di Combi : la Gazzetta di Venezia del 20 novembre 1928 pagina VI riporta la notizia di questo avvenimento: Le Onoranze di Martellago: a G. Bertati e ad Agostino e Francesco Fapanni: Martellago ha onorato ieri modestamente ma degnamente i tre suoi figli, che illustrarono il paese natio: Giovanni Bertati, poeta teatrale e librettista del “Matrimonio segreto” del Cimarosa, poeta cesareo alla corte di Vienna; Agostino Fapanni agronomo, letterato e pubblico amministratore, e il figlio Francesco erudito, bibliofilo e romanziere. Nell’atrio superiore del Municipio furono scoperte tre lapidi ricordanti i tre conterranei. Ecco le iscrizioni dettate dal prof. Carlo Combi, pronipote e nipote dei due Fapanni ...]

Nel 1985, in occasione del 250° anniversario della nascita, a cura della Cassa rurale ed artigiana di S. Stefano, è stato pubblicato il fondamentale volume su Bertati ed è stato dato un concerto commemorativo in data.

Note

  1. ↑ Atto di morte conservato presso l'Archivio Parrocchiale di San Moisè, Venezia.
  2. ↑ Testo tratto da Giovanni Bertati librettista (1735-1808), di M.C. Pomiato e G. Dal Bianco, in L’Esde : fascicoli di studi e cultura, n. 18/2024, Martellago, pp.133-152, articolo basato sulla tesi in drammaturgia musicale Dal Villano geloso ai Finti Eredi: Goldoni ammodernato, Maria Cristina Pomiato, Università degli Studi di Bologna, a.a. 1995/1996, e sul saggio edito dalla Cassa rurale di Martellago, Giovanni Bertati, 1985. In questo articolo viene raccolto quanto fin qui scoperto sulla vita del poeta. Vengono inoltre inseriti riferimenti tratti dalle notizie del parroco don Carlo Belcavello, che si interessò al suo parrocchiano pressoché contemporaneamente (1772-1800); dall'articolo pubblicato da Francesco Fapanni in L'apatista il l. dicembre 1834, reperibile anche in F.S. Fapanni, Il vigesimo terzo, a cura di D. Zanlorenzi, Maerne, gruppo studi e ricerche storiche, 2003; dall'opuscolo di Giovanni Salvioli, Intorno al poeta drammatico Giov. Bertati. Saggio di notizie biografiche, Venezia, 1880; notizie date da Ulderico Rolandi nella sua biografia su Bertati (1926). Per le notizie riguardanti l'impresariato di Bertati al Teatro S. Moise è rilevante lo studio della M.G. Miggiani, Giovanni Bertati impresario del S. Moisè, in Rassegna veneta di studi Musicali, IV (1988), pp. 153-175. Sulla errata datazione della morte, vedi note relative. Per altri spunti e accertamenti vedi bibliografia.
  3. ↑ Oggi villa Ca’ della Nave.
  4. ↑ Furono proprietari del Teatro dei SS. Giovanni e Paolo (chiuso definitivamente nel 1715), del S. Samuele (per l'opera) e del più splendido S. Gio. Grisostomo (per la commedia) già dalla metà circa del 1600. Nel 1755 eressero il Teatro di S. Benedetto, che però cedettero nel 1766 insieme con il S. Samuele a causa della crisi nella gestione dei teatri. Nel 1775 “non rimaneva dunque ai Grimani che il vecchio teatro di S. Gio. Grisostomo, ormai in decadenza e comunque relegato ad un ruolo secondario” (N. Mangini, I teatri di Venezia, Milano, Mursia, 1974, p. 149).
  5. ↑ U. Rolandi, Il librettista del"Matrimonio segreto" (Giovanni Bertati), Bari, Tricase, 1926, p. 9.
  6. ↑ Nato intorno al 1717 a Brescia (da qui il soprannome, di "Brescianino"), trascorse gli anni più fecondi, 1738-1744, a Venezia dove fu in rapporti di amicizia con Carlo Goldoni, come testimoniato del resto da una lettera inviata dal Goldoni a Giovanni Zambeccari l'11 marzo 1741, in cui il C. è definito "molto mio amico". Parte della sua produzione fu erroneamente attribuita a Pergolesi (M. Piccioni, voce Chiarini, Pietro, pp. 591-592, vol. 24: Cerreto-Chini in Dizionario biografico degli italiani, Roma, Istituto della Enciclopedia italiana, 1980.
  7. ↑ Il Kurz (Vienna 1717-1784) era di origine tedesca e probabilmente per questo diede a Bertati il compito di porre in versi italiani il suo dramma.
  8. ↑ A. Groppo, Notizia generale de' teatri della citta di Venezia scritta l'anno 1766. da Antonio Groppo viniziano. Coll'aggiunta d'un ragionamento sopra la forma, e la struttura del teatro antico, in cui si esaminano la situazione, le proporzioni, e gli usi di tutte le sue parti. Del sig. Boindin e pianta in rame del teatro greco, e romano. Ragionamento tratto da'[…], In Venezia : appresso Pietro Savioni, 1766, pp. 9-10
  9. ↑ Non esistono documentazioni certe di questa collaborazione. Infatti il libretto dà come attore Giuseppe de Kurz. Rolandi lo inserisce tra i dubbi e suppone che Bertati ne sia stato il verseggiatore; Salvioli lo cita come possibile esperimento di Bertati; Frajese ipotizza che ne sia stato il traduttore; Platoff nel Grove Opera, lo indica come autografo.
  10. ↑ Duca di York, fratello del re d’Inghilterra.
  11. ↑ Il curioso accidente del 1789 ha un solo personaggio che non partecipa al primo finale, il primo mezzo carattere
  12. ↑ Testo originale:“their musical style would not appropriate there in a context of simple, songlike ditties and rapid dialogue exchanges”, D. Heartz, Mozart's Operas, cit., p. 197.
  13. ↑ T. Wiel, I teatri musicali veneziani nel '700. Catalogo delle opere in musica rappresentate nel XVIII sec. In Venezia (1701-1800), rist. dell’edizione di Venezia, 1897; (Sala Bolognese 1978, presso Arnaldo Forni Editore).
  14. ↑ M.F. Robinson, Three versions of Goldoni’s “Il filosofo di campagna”, in Venezia e il melodramma nel Settecento, cit, pp. 75 e sgg.
  15. ↑ Saggio introduttivo a L'inimico delle donne, a cura di Helen Geyer-Kiefl, DMV, Ricordi, 1986, p. X.
  16. ↑ R. Carnesecchi, Galuppi, Bertati e L’inimico delle donne, in Baldassare Galuppi : l’œuvre opératique, instrumental et religieux, Paris, Classiques Garnier, 2017, p. 112.
  17. ↑ “Marco Polo era diventato sulle scene dei teatri egli stesso un personaggio da tragicommedia”, P.M. Vescovo, Nello specchio della China, in Baldassare Galuppi : l’œuvre opératique, instrumental et religieux, cit., p. 178.
  18. ↑ Id., pp. 180-181.
  19. ↑ Nato a Martellago il 16 Febbraio 1810 da Agostino Fapanni e Maria Angela Paganello, il nome di Francesco Scipione Fapanni è legato ad una vasta raccolta di grossi volumi manoscritti giacenti presso la Biblioteca Nazionale Marciana e la Biblioteca Comunale di Treviso nei quali l’autore ha trasfuso i risultati di decenni dedicati alla raccolta di atti e documenti, alla ricerca di notizie storiche edite ed inedite, tutti relativi ai vari centri e paesi del Veneto tra i quali Venezia, Treviso, Mestre, Castelfranco, Montebelluna ecc. Il sogno di Agostino Fapanni era di vedere il figlio conseguire la laurea di avvocato ed avviarsi alla carriera forense ma questi invece si limitò a condurre a termine gli studi superiori e quindi si dedicò solo ed esclusivamente alla attività letteraria ed alle ricerche erudite. Il giovane studioso, la cui famiglia poteva godere di una notevole agiatezza, non assillato da problemi economici, trascorreva le sue giornate in ricerche presso pubblici e privati archivi e nella quiete campestre della tanto amata villa di Martellago. Prima della sua morte avvenuta il 19 maggio 1891 il Fapanni cedette una notevole quantità dei suoi lavori alla Biblioteca Nazionale Marciana ed alla Biblioteca Comunale di Treviso: in queste due biblioteche si trovano, oltre a numerosi opuscoli a stampa, un centinaio di cartelle contenenti i suoi lavori. Per ulteriori notizie riguardo a F.S. Fapanni: A. Grimaldo, Vita e opere di Francesco Scipione Fapanni, in Poemetto, Martellago 1889, a cura della Cassa Rurale ed Artigiana “S.Stefano” Martellago, 1974, pp.9-15; Mestre, il 24, Francesco Scipione Fapanni (a cura di L.Brunello), Mestre : Centro studi storici, 1975, pp. VII-XIV; A. Contò, Ricordo di Francesco Scipione Fapanni, in A. Grimaldo, Martellago: il villaggio, la pieve, il comune, [Martellago] : Banca di credito cooperativo S. Stefano, Martellago, [199.], pp. 25-29; Id., Francesco Scipione Fapanni, note sull’ultimo dei narratori veneziani, in L'Esde : fascicoli di studi e cultura, n. 1/2006, Martellago, pp.193-223.
  20. ↑ F.S. Fapanni, L'apatista il l. dicembre 1834, cit.
  21. ↑ M. Grempler, Le rappresentaioni delle opere buffe di Galuppi a Vienna, in Baldassare Galuppi : l’œuvre opératique, instrumental et religieux, Paris, Classiques Garnier, 2017, p. 82-84.
  22. ↑ N. Mangini, Sulla diffusione dell'opera comica nei teatri veneziani, in Venezia e il melodramma nel Settecento, I, a cura di M.T. Muraro, Firenze, L.S. Olschki, 1978, p. l8l, e I teatri di Venezia cit., pp. 106 e sg.
  23. ↑ M.G. Miggiani, Giovanni Bertati impresario del S. Moisè cit.
  24. ↑ I-Vas, Inquisitori di Stato, b. 914, filza Teatro San Moisé.
  25. ↑ Sulla storia della famiglia Mocenigo vedi G.Gullino, Venezia e le campagne, in Storia di Venezia, Roma: Istituto della Enciclopedia italiana, 1992, vol. 8, p. 651-702
  26. ↑ Le sette mila lire sono come cauzione per i proprietari in caso di mancata apertura
  27. ↑ M.G. Miggiani, Giovanni Bertati impresario del S. Moisè cit., pp. 169-175.
  28. ↑ D. Heartz, The Poet as stage Director: Metastasio, Goldoni, and Da ponte, in Mozart's Operas, Berkeley, University of California Press, 1990, pp. 89 e sgg.
  29. ↑ G. Pestelli, L’età di Mozart e di Beethoven, Torino, EDT, 1991, p.97
  30. ↑ G. Accorsi, Teoria e pratica della variatio nel dramma giocoso: a proposito della "Villanella rapita" di Giovanni Bertati, in I vicini di Mozart, Firenze, L.S. Olschki, 1989, pp. 147 e sgg.
  31. ↑ Id., p. 139
  32. ↑ Id., p.140
  33. ↑ Il libretto di quest’opera è un rifacimento de Il villano geloso del 1769. Per un confronto tra questi due libretti vedi Dal Villano geloso ai Finti Eredi: Goldoni ammodernato : tesi in Drammaturgia musicale, Maria Cristina Pomiato, cit.
  34. ↑ N. Pirrotta, Don Giovanni in musica, Venezia, Marsilio, 1991, p. 130.
  35. ↑ E. Surian, La farsa nella carriera dell’operista, in I vicini di Mozart, cit. p. 470.
  36. ↑ “musica […] di Felice Alessandri, composta da due atti “di azione diversa”, secondo una formula che negli anni ‘80-’90 avrebbe ottenuto una fortuna cospicua sulle piazze di tutta Italia”, vedi R. Verti, Repertorio, geografia e Milieu, in I vicini di Mozart, cit. p. 606-607.
  37. ↑ N. Pirrotta, Don Giovanni in musica, cit., p. 129.
  38. ↑ Id., p. 180.
  39. ↑ Österreichische Nationalbibliothek, sign. Autogr. 7/137-1 HAN MAG, Z295199008, Provenienz: Alter Bestand (Salieri), link: https://viewer.onb.ac.at/131F5A5B
  40. ↑ R. Carnesecchi, Galuppi, Bertati e L’inimico delle donne, in Baldassare Galuppi : l’œuvre opératique, instrumental et religieux, cit., p. 108 sgg.
  41. ↑ Pirrotta nel The New Grove Dictionary of opera, 4-voll., London-New York, Macmillan, 1992 dice cinque, ma ne ho trovati documentati solo quattro.
  42. ↑ F. Gon, Alcune considerazioni sulla prima fortuna italiana del Matrimonio segreto (1793-1800), in Rivista Italiana di Musicologia, 55, 2020, pp. 87-122. Sulla fortuna del Il matrimonio segreto vedi anche F. Gon-G. Olivieri, Towards a critical edition of Il matrimonio segreto by Bertati-Cimarosa: history, sources, and documents, in Commedia e musica al tramonto dell’ancien régime: Cimarosa, Paisiello e i maestri europei, Atti del convegno internazionale di studi, Avellino, 24-26 novembre, 2016, a cura di Antonio Caroccia, Avellino, Conservatorio di musica, 2016, pp. 283-294.
  43. ↑ L. Da Ponte, Memorie. I Libretti mozartiani, Milano, Garzanti, 1981, p. 139 e sgg.
  44. ↑ A. Lanapoppi, Lorenzo Da Ponte : realtà e leggenda nella vita del librettista di Mozart, Venezia, Marsilio, 1992, p. 240.
  45. ↑ C. Sartori, I libretti italiani a stampa dalle origini al 1800, Cuneo, Bertola & Locatelli Editori, 1990-1994, pp.108-112.
  46. ↑ P. Gallarati, Musica e maschera: il libretto italiano del Settecento, Torino, EDT, 1984, pp.198-202
  47. ↑ Dalla lettera autografa di Emanuele Cicogna (che riporta le notizie avute dallo stesso da Giovanni Casoni), indirizzata a Francesco Scipione Fapanni (in F.S. Fapanni, Degli scrittori trevigiani, manoscritto, vol. II. Biblioteca Civica Treviso, MS 1354/II). Il Cicogna ricevette altre notizie dal librettista veneziano Giuseppe Foppa (1760-1845) , che aveva conosciuto Bertati: in questa testimonianza, oltre a brevi notizie biografiche e circa la sua opera viene riferito: “Non ebbe molti amici, forse per una certa durezza naturale di temperamento, e gli si affibbiò la taccia di zelotypia verso gli scrittori di simil genere. La sua condotta in generale non fu però mai riprovevole”.
  48. ↑ I-Vas - Stato civile napoleonico - Reg. 194 - pag. 77 - n° 301.
  49. ↑ Il testo completo è liberamente consultabile sul sito dell’emeroteca digitale della biblioteca Nazionale di Roma (http://digitale.bnc.roma.sbn.it/tecadigitale/giornale/CFI0391298/1928/novembre/133).

Elenco Libretti (fonte: Corago: https://site.unibo.it/corago-dbc/it)

TitoloAutoreEdizioneDataLuogoEditore
Il *geloso schernitoChiarini Pietro (1700-1765)1a ed.1746VeneziaModesto Fenzo
La *morte di Dimone, o sia L'innocenza vendicataTozzi Antonio (1736-1812)1a ed. assoluta1763VeneziaPaolo Colombari
Li *creduti spiritiNaumann Johann Gottlieb (1741-1801)1a ed. assoluta1764VeneziaPaolo Colombani
L' *isola della fortunaLucchesi Andrea (1741-1801)1a ed. assoluta[1765]VeneziaGiorgio Fossati
Il *villano gelosoGaluppi Baldassare (1706-1785)1a ed. assoluta1769VeneziaModesto Fenzo
Il *villano gelosoNaumann Johann Gottlieb (1741-1801)1a ed.1770Dresda[s.n.]
L' *anello incantatoBertoni Ferdinando (1725-1813)1a ed. assoluta1771VeneziaAntonio Graziosi
CalandranoGazzaniga Giuseppe (1737-1818)1a ed. assoluta1771VeneziaModesto Fenzo
L' *inimico delle donneGaluppi Baldassare (1706-1785)1a ed. assoluta[1771]VeneziaModesto Fenzo
La *locandaGazzaniga Giuseppe (1737-1818)1a ed. assoluta1771VeneziaAntonio Graziosi
La *contessa di BimbimpoliAstarita Gennaro (1745-1803)1a ed. assoluta1772VeneziaAntonio Graziosi
L' *isola d'AlcinaGazzaniga Giuseppe (1737-1818)1a ed. assoluta1772VeneziaAntonio Graziosi
La *tomba di MerlinoGazzaniga Giuseppe (1737-1818)1a ed. assoluta1772VeneziaAntonio Graziosi
I *visionariAstarita Gennaro (1745-1803)1a ed. assoluta1772VeneziaAntonio Graziosi
ArmidaNaumann Johann Gottlieb (1741-1801)1a ed. assoluta1773VeneziaModesto Fenzo
Le *finezze d'amore, o sia La farsa non si fa ma si provaAstarita Gennaro (1745-1803)1a ed.1773VeneziaGio. Battista Casali
MirandolinaGuglielmi Pietro Alessandro (1728-1804)1a ed. assoluta1773VeneziaAntonio Graziosi
La *villanella incostanteNaumann Johann Gottlieb (1741-1801)1a ed. assoluta1773VeneziaAntonio Graziosi
Zon-Zon, principe di Klbin-Kin-KaGazzaniga Giuseppe (1737-1818)1a ed.[1773]MilanoGio. Batista Bianchi
Il *marito che non ha moglieAstarita Gennaro (1745-1803)1a ed. assoluta1774VeneziaAntonio Graziosi
Il *principe ipocondriacoAstarita Gennaro (1745-1803)1a ed. assoluta1774VeneziaAntonio Graziosi
L' *amor bizzaro, o sia La gelosa di se stessaRust Giacomo (1741-1786)1a ed. assoluta1775VeneziaAntonio Graziosi
L' *avaroAnfossi Pasquale (1727-1797)1a ed. assoluta[1775]VeneziaGio. Battista Casali
La *novitàAlessandri Felice (1747-1798)1a ed. assoluta[1775]VeneziaGio. Battista Casali
RinaldoTozzi Antonio (1736-1812)1a ed.1775VeneziaGio. Battista Casali
Li *sapienti ridicoli, ovvero Un pazzo ne fa centoAstarita Gennaro (1745-1803)1a ed. assoluta1775Dresda[s.n.]
L' *avaroAstarita Gennaro (1745-1803)1a ed.[1776]FerraraBernardino Pomatelli
La *donna instabileBorghi Giovanni Battista (1738-1796)1a ed. assoluta[1776]VeneziaGio. Battista Casali
L' *ipocondriacoNaumann Johann Gottlieb (1741-1801)1a ed.1776Dresda[s.n.]
Isabella e Rodrigo, ossia La costanza in amoreAnfossi Pasquale (1727-1797)1a ed. assoluta1776VeneziaGio. Battista Casali
La *locandaGuglielmi Pietro Alessandro (1728-1804)1a ed.[1776]CasaleGiovanni Meardi
Il *padre della virtuosaCaruso Luigi (1754-1823)1a ed.[1776]GoriziaValerio de' Valerj
La *virtuosa modernaFranceschi Antonio (1776-)1a ed.[1776]BolognaS. Tommaso d'Aquino
Il *curioso indiscretoAnfossi Pasquale (1727-1797)1a ed. assoluta[1777]RomaCasaletti
Lo *sposo disperatoAnfossi Pasquale (1727-1797)1a ed. assoluta[1777][Venezia][s.n.]
L' *avaro delusoSacchini Antonio (1730-1786)1a ed.1778LondonG. Bigg
Il *cavaliere erranteTraetta Tommaso (1750-1786)1a ed. assoluta[1778][Venezia][s.n.]
La *forza delle donneAnfossi Pasquale (1727-1797)1a ed. assoluta[1778][Venezia][s.n.]
Le *industrie amoroseOttani Bernardo (1736-1827)1a ed. assoluta[1778]Venezia[s.n.]
Il *marchese di Verde AnticoGazzaniga Giuseppe (1737-1818)1a ed.1778RomaOttavio Puccinelli
La *vendemmiaGazzaniga Giuseppe (1737-1818)1a ed.1778FirenzeGio. Risaliti
Azor, re di KibingaAnfossi Pasquale (1727-1797)1a ed. assoluta[1779]Venezia[s.n.]
I *filosofi immaginariPaisiello Giovanni (1740-1816)1a ed.[1779]St. Pietroburgostamperia dell'Accademia Imperiale delle Scienze
Il *matrimonio per ingannoAnfossi Pasquale (1727-1797)1a ed.1779FirenzeAnton Giuseppe Pagani
Le *nozze in contrastoValentini Giovanni (1750-1804)1a ed. assoluta[1779]Venezia[s.n.]
Il *più bel dono, inutileRossetti Antonio (1777-1824)1a ed. assoluta[1779][Venezia][s.n.]
I *quaqueriRossetti Antonio (1777-1824)1a ed. assoluta[1779][Venezia][s.n.]
Li *rivali ridicoliMortellari Michele (1750-1807)1a ed. assoluta[1780]Venezia[s.n.]
Le *teste deboliSalari Francesco (1751-1828)1a ed. assoluta[1780]Venezia[s.n.]
Cantata a tre vociBertati Giovanni (1735-1815)1a ed.1781NapoliStamperia Reale
L' *imbroglio delle tre sposeAnfossi Pasquale (1727-1797)1a ed. assoluta[1781]Venezia[s.n.]
Il *marito gelosoCaruso Luigi (1754-1823)1a ed. assoluta[1781]Venezia[s.n.]
L' *opera nuovaRauzzini Matteo (1772-1784)1a ed. assoluta[1781]Venezia[s.n.]
La *statua matematicaValentini Giovanni (1750-1804)1a ed. assoluta[1781]Venezia[s.n.]
Il *vecchio gelosoAlessandri Felice (1747-1798)1a ed. assoluta[1781]MilanoGio. Battista Bianchi
Lo *sposalizio per dispettoMonti Gaetano (1775-1796)1a ed. assoluta[1782]Venezia[s.n.]
Gli *amanti alla provaCaruso Luigi (1754-1823)1a ed. assoluta1783VeneziaModesto Fenzo
Le *due sorelle incogniteCalegari Antonio (1757-1828)1a ed. assoluta[1783]Venezia[s.n.]
La *villanella rapitaBianchi Francesco (1752-1810)1a ed. assoluta1783VeneziaModesto Fenzo
Gelosia e pazzia sono sorelleAA. VV. (-)1a ed.1784FirenzeStamperia Bonducciana
I *finti erediSarti Giuseppe (1729-1802)1a ed.[1785]PietroburgoBreitkopf
Il *serraglio d'OsmanoGazzaniga Giuseppe (1737-1818)1a ed. assoluta[1785]VeneziaAntonio Casali a Santa Marina
Le *spose ricuperateCaruso Luigi (1754-1823)1a ed. assoluta1785VeneziaModesto Fenzo
La *contessa di Nuova LunaFabrizi Vincenzo (1764-1812)1a ed. assoluta[1786]VeneziaGio. Battista Casali
Le *donne fanaticheGazzaniga Giuseppe (1737-1818)1a ed. assoluta[1786]VeneziaGio. Battista Casali
L' *amore costanteGazzaniga Giuseppe (1737-1818)1a ed. assoluta[1787]VeneziaAntonio Casali
L' *amore per interesseFabrizi Vincenzo (1764-1812)1a ed.1787Parmastamp. Carmignani
Il *capriccio drammaticoValentini Giovanni (1750-1804)1a ed.[1787]VeneziaAntonio Casali
Chi sta ben non si muovaRobuschi Ferdinando (1765-1850)1a ed.1787FirenzeStamperia già Albizziniana ad istanza di Gaetano Risaliti
L' *orfanella americanaAnfossi Pasquale (1727-1797)1a ed. assoluta[1787]VeneziaGio. Battista Casali
Il *serraglio d'OsmanoGhinassi Stefano (1785-1790)1a ed.1787Dresda[s.n.]
Gli *tre pretendentiAnselmi Secondo (1787-)1a ed.[1787]LodiAntonio Pallavicini
Il *curioso accidenteAstarita Gennaro (1745-1803)1a ed. assoluta1789VeneziaModesto Fenzo
La *fata capricciosaGardi Francesco (1760-1810)1a ed. assoluta1789VeneziaModesto Fenzo
L' *orfanella americanaGestewitz Friedrich Christoph (1753-1805)1a ed.1790Dresda[s.n.]
Il *pazzo gloriosoBernardini Marcello (1730-1799)1a ed. assoluta[1790]CasalmaggioreGiuseppe Braglia
La *locandaPaisiello Giovanni (1740-1816)1a ed.1791LondonH. Reynell
Le *nozze all'infernoMoneta Giuseppe (1754-1806)1a ed.1791FirenzeGiuseppe Tofani e comp.
Il *matrimonio segretoCimarosa Domenico (1749-1801)1a ed. assoluta[1792]Vienna[s.n.]
Nannerina e Pandolfino, ossiano Gli sposi in cimentoDutillieu Pierre (1754-1798)1a ed.[1792]Vienna[s.n.]
Amor rende sagaceCimarosa Domenico (1749-1801)1a ed. assoluta[1793]Vienna[s.n.]
L' *incanto superatoSüssmayr Franz Xaver (1766-1803)1a ed.[1793]Vienna[s.n.]
La *principessa di AmalfiWeigl Joseph (1766-1846)1a ed. assoluta[1793]Vienna[s.n.]
Oro non compra amore, ossia Il barone di MoscabiancaCaruso Luigi (1754-1823)1a ed. assoluta1794VeneziaModesto Fenzo
La *bella LaurettaGardi Francesco (1760-1810)1a ed. assoluta1795VeneziaValvasense
L' *intrigo amorosoPaer Ferdinando (1771-1839)1a ed. assoluta1795VeneziaModesto Fenzo
AndromedaZingarelli Niccolò Antonio (1752-1837)1a ed. assoluta[1796][Venezia][s.n.]
La *donna di genio volubilePortugal Marcos António (1762-1830)1a ed. assoluta1796VeneziaModesto Fenzo
La *donna innamorataNicolini Giuseppe (1762-1842)1a ed. assoluta1796VeneziaModesto Fenzo
L' *orfana riconosciutaPaer Ferdinando (1771-1839)1a ed.1796Firenzestamperia Albizziniana
Adelina senese, o sia L'amore secretoSpontini Gaspare (1774-1851)1a ed. assoluta[1797]VeneziaStamperia Valvasense
Amor l'astuzia insegnaGardi Francesco (1760-1810)1a ed. assoluta1797VeneziaModesto Fenzo
L' *impresario in rovinaFabrizi Vincenzo (1764-1812)1a ed.[1797]CasalePaolo Corrado
Il *medico di LuccaNasolini Sebastiano (1768-1798)1a ed. assoluta[1797]VeneziaStamperia Valvasense
Il *pazzo gloriosoBrunetti Antonio (1767-1845)1a ed.[1797]RomaGioacchino Puccinelli
MelindaNasolini Sebastiano (1768-1798)1a ed. assoluta1798VeneziaModesto Fenzo
La *paceMarinelli Gaetano (1754-1820)1a ed. assoluta1798VeneziaStamperia Valvasense
Le *tre orfanelle, o sia La scola di musicaBernardini Marcello (1730-1799)1a ed. assoluta1798VeneziaModesto Fenzo
Gli *umori contrariNasolini Sebastiano (1768-1798)1a ed. assoluta[1798]VeneziaAntonio Rosa
La *fata AlcinaGuglielmi Pietro Carlo (1772-1817)1a ed. assoluta[1799]RomaMichele Puccinelli
l *trionfo del bel sessoNicolini Giuseppe (1762-1842)1a ed.[1799]MilanoGio. Batista Bianchi
L' *avaroFioravanti Valentino (1764-1837)1a ed. assoluta1800NapoliStamperia Flautina
Le *tre orfanelleBenucci Rinaldo (1798-1809)1a ed.[1800][Livorno]Giuseppe Zecchini e comp.
Le *astuzie fallaciFioravanti Valentino (1764-1837)1a ed.1804LisbonaSimone Taddeo Ferreira
La *villanella fortunataOrlandi Ferdinando (1777-1848)1a ed.[1804]TorinoFelice Buzan
La *fedeltà tra le selveGuglielmi Pietro Carlo (1772-1817)1a ed.[1805]PaviaBolzani
Il *zotico incivilito, ossia Lo sposo disperatoMarulli Domenico (1808-)1a ed.[1808]BolognaSassi
Il *dissoluto punito, ossia Don Giovanni TenorioCarnicer Ramón (1789-1855)1a ed.[1822][Barcellona]vedova d'Agustino Roca
Il *matrimonio segretoGraffigna Achille (1816-1896)1a ed.1883FirenzeAdriano Salani


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