Giovanni Bertati (Martellago, 10 luglio 1735 – Venezia, 1º marzo 1808) è stato un librettista italiano di opere buffe.
Giovanni Bertati nacque a Martellago, paese dell'entroterra veneziano, il 10 luglio 1735, da Girolamo Bertato e Pierina, sua legittima consorte: venne battezzato l’undici luglio 1735, come risulta nel registro dei battesimi 1735-80 conservato nell'archivio parrocchiale. Suo padre lavorava come fattore nella villa della nobile famiglia veneziana Grimani dei Servi, proprietaria a Venezia di almeno due teatri. Non si conosce molto dell'uomo: si sa per certo comunque che Antonio Grimani lo prese sotto la sua protezione, facendolo studiare nel Seminario di Treviso, perché sembrava che il giovane dimostrasse qualche inclinazione allo stato ecclesiastico. Non si hanno altre notizie di questi anni circa il compimento o meno degli studi seminariali e la sua entrata nel mondo del teatro. Ma non terminò gli studi: infatti si trasferì a Venezia e qui preferì intraprendere la carriera teatrale, suo principale interesse.
La prima volta che troviamo citato il nome di Giovanni Bertati in un libretto è nel 1746 a Venezia, per l’intermezzo per musica Il geloso schernito da rappresentarsi nel Teatro Giustinian di S. Moisé l’autunno dell’anno 1746. Le musiche sono di Pietro Chiarini.
Il secondo libretto che ritroviamo nei teatri veneziani a nome di Bertati è La morte di Dimone o sia L'innocenza vendicata, trascrizione di un'opera tedesca, ideata da Joseph Felix von Kurz, in arte 'Bernardon', impresario del Teatro San Cassiano, con musica di Antonio Tozzi. Come ci informa il Groppo, l’impresario era lo stesso Kurz, “commediante di professione e di nazionalità tedesco, il quale spese largamente per adornarla...”.
Probabilmente dalla collaborazione con il Kurz e con la musica di Johann G. Naumann e altri due compositori nascerà anche il libretto de Li creduti spiriti, sempre per il Teatro San Cassiano, nel carnevale del 1764. In questo stesso anno scrisse Serenata per musica, con la musica di Antonio Lucchesi, in occasione della visita a Venezia del principe Edoardo di Brunswich.
Tra i primi libretti troviamo L'isola della fortuna, sempre con la musica di Lucchesi, rappresentata nell'autunno 1765 per il teatro San Samuele: insieme ad Isabella e Rodrigo del 1776, con musica di Pasquale Anfossi, è tra i rari esempi di trattamento delle parti in maniera tradizionale, cioè con la divisione netta tra le parti serie e buffe; in questi le parti serie non partecipano ai finali.
Nella seconda metà del Settecento si assiste ad una progressiva modificazione del trattamento delle parti all'interno dei finali dei drammi buffi. Più precisamente scompare la rigida distinzione di ruoli tra "parti serie" e "parti buffe", che destinava differenti forme musicali e gestuali ai due gruppi. Fino a questo momento venivano esclusi dai finali i personaggi che interpretavano il carattere serio, in quanto “il loro stile musicale poteva non essere adatto in un contesto semplice, stile canzonetta e con rapidi cambi di dialogo”.
Dallo spoglio di libretti per musica rappresentati a Venezia dal 1750 al 1769 (Wiel), si possono dedurre varie considerazioni. Prima di tutto i drammi giocosi tra il 1750 e il 1760 sono in prevalenza di Carlo Goldoni (circa il 40 per cento). Questa fase fu per Goldoni la più ricca di testi e la più omogenea nei risultati. Nei suoi libretti di questo periodo i temi principali sono il confronto tra la campagna e la città, nei suoi aspetti quotidiani (contrasti tra nobiltà e servitù), e l'apertura al fantastico. Goldoni nella stesura dei libretti adotta il sistema tradizionale di divisione tra le parti serie e buffe: le parti serie non intervengono mai nel finale primo (almeno fino al 1764 con La finta semplice dove tutti i personaggi cantano nel primo e nel terzo finale) e quasi mai neanche nel secondo. Gli ultimi due o tre libretti, scritti da Goldoni dopo il 1766, seguono invece la nuova consuetudine di far cantare tutti i personaggi nei finali (che saranno due con la riduzione del dramma da tre a due atti).
Bertati, nel suo periodo più produttivo, utilizza un metodo di stesura dei libretti "rinnovato", rispetto a Goldoni, nel trattamento delle parti nei finali ed anche nella divisione in atti: proprio tra il 1760 e gli ultimi anni ‘70 si va consolidando l'uso di ridurre da tre a due gli atti del dramma giocoso. Se i primi libretti di Bertati sono per lo più in tre atti, tra gli anni 1773-1778 vediamo una fase di passaggio cui segue la divisione prevalente in due atti, adottata da tutti i librettisti in questi anni. Bertati è tra i librettisti che hanno contribuito al passaggio dalla forma tradizionale a quella più moderna. Nei suoi libretti veneziani si nota questa evoluzione, e i suoi personaggi sono tipici della tradizione dell'opera buffa. Il nostro poeta, con poche eccezioni, elimina la distinzione tra personaggi seri e buffi: non essendoci parti propriamente 'serie', anche i personaggi 'nobili' si comportano da 'buffi' e tutti i primi ruoli partecipano nel concertato del finale del primo atto.
In genere, nell'opera buffa, i nomi designano il ceto sociale del personaggio: nomi altisonanti e letterari si riservano ai nobili, mentre per il ceto inferiore si usano diminutivi e vezzeggiativi, vengono riservate canzoni popolari o arie in stile sillabico, povere di fioriture e un linguaggio quotidiano, a volte anche con termini sboccati e volgari. Molti personaggi popolari affollano i libretti di Bertati: non mancano infatti villani, villanelle, orfanelle, servitori e serve di casa, contadini e contadine, cameriere.
È di questi anni l'amicizia e la collaborazione con Baldassare Galuppi, che di Bertati musicò Il villano geloso per il teatro San Moisé, nell'autunno 1769, e L'inimico delle donne (1771), per il teatro San Samuele; quest'ultima opera ebbe un discreto successo, forse anche per l’ambientazione esotica (“fu musicato e rimusicato per un buon decennio; anche se non possiamo contarlo fra i libretti di grande successo del suo tempo, esso gode di una discreta e significativa fortuna”): infatti quest’opera rientra a pieno titolo nella moda delle chineserie, assai in voga negli ultimi anni del Settecento. Inoltre è interessante in questo libretto l’accenno che Bertati, trovando “eccessivamente stravagante far parlare italiano in un paese cinese e si sente quindi in dovere di fornire una spiegazione”, fa a Marco Polo:
Siete voi italiani? Abbiam per tradizione che un Italian nei secoli passati fosse qui in Kibin-kin-ka…
Già con il Marco Polo (1755) di Gasparo Gozzi, al san Giovanni Grisostomo, si comincia a diffondere questo gusto per l’esotismo. A Venezia, ma non solo, il repertorio delle chineserie era molto diffuso nel teatro, nella moda e nelle decorazioni e Bertati, grande raccoglitore di luoghi comuni, di trame e motivi sperimentati, sfrutta questo tema per creare ambientazioni che catturino l’interesse del pubblico.
L’altra opera musicata da Galuppi, Il villano geloso, fu rappresentata anche a Vienna e Francesco Scipione Fapanni Fapanni suppone che in questa occasione Galuppi abbia condotto con sé e presentato alla corte imperiale anche Bertati. Nell’allestimento viennese del 17 gennaio 1775 viene eliminata ogni allusione alla libertà di costumi, consuetudine molto comune nell’epoca di Maria Teresa e Giuseppe II. Era normale in quest’epoca adattare il libretto secondo i costumi e gli usi del posto dove veniva rappresentato: “tutte le opere buffe di Galuppi rappresentate a Vienna furono più o meno gravemente rimaneggiate: Le nozze e Il villano geloso furono le opere più modificate dove soltanto un terzo della musica scritta originariamente da Galuppi rimase intatta”.
Dal 1771 al 1798 Bertati produsse una media costante di tre-quattro libretti l’anno, ma è tra il 1771 e 1779 che si consolida la sua fama, con alcuni drammi giocosi che ottennero un notevole successo. È il caso di, ad esempio, La locanda, L'isola di Alcina, I visionari, Mirandolina, Il geloso in cimento, L'avaro, La vendemmia, La forza delle donne, Il vecchio geloso, Azor re di Kibinga.
La maggior parte dei drammi di Bertati furono scritti per Venezia e particolarmente per il teatro San Moisé (sono almeno 46 i libretti scritti per questo teatro), appartenente alla nobile famiglia Giustiniani. Era questo, nella seconda metà del Settecento, il teatro preferito per gli spettacoli d'opera comica a Venezia, date le sue particolari caratteristiche (la piccolezza della sala e della scena, i palchi angusti e un'orchestra in proporzione, e proprio per questo “tutto vi faceva con poco bella comparsa”). Di questo teatro Bertati fu anche impresario: lo testimonia un documento datato 18.X.1779 conservato nell’Archivio di Stato di Venezia. Un’altra notizia che testimonia l’impresariato del nostro poeta la si trova nel libretto Le nozze in contrasto, dove Bertati si firma impresaro in calce alla dedica a Pisana Mocenigo, che in quell’anno si sposò con Alvise Mocenigo.
Ma è dall’archivio privato Giustinian-Recanati alle Zattere che si sono ritrovate notizie certe e puntuali dell’attività di impresario di Bertati. Tra i documenti analizzati da Maria Grazia Miggiani, conservati nell'archivio privato della famiglia, di particolare rilievo ha il contratto stipulato da Bertati con i NN. HH. Girolamo ed Antonio Giustinian in data 8.III.1779 in cui si dice: “Con la presente ben che privata scrittura di semplice locazione, […] li NN.HH. Ser Girolamo e ser Antonio fratelli Zustinian furono de ser Lorenzo danno et in semplice affitto concedono al sig.r Giovanni Bertatti quondam Girolamo qui presente, […] il loro teatro posto in contrada di San Moisè ad uso di opera in musica, e ciò per il corso di anni cinque consecutivi continovi, cioè per l’autunno e carnovale dell’anno corrente 1779/80 e termineranno l’anno 1784/85, con tutti li patti modi e condizioni infrascritte.
1.mo Dovrà il suddetto sig.r Bertati impresario fare ogn’anno nell’autunno e carnovale opere quattro in musica con buona e accreditata compagnia, con due balli nuovi per ogni opera [...];
2.do S’obbligano li suddetti NN.HH. Padroni esborsare al suddetto […] lire de piccoli venticinque mille ogn’anno per li sopraddetti anni cinque in una sol volta nel mese di settembre di cadaun anno et il suddetto sig.r impresario s’obbliga esborsare alla sottoscrizione della presente alli sopraddetti NN.HH lire sette mille […]
Il compenso (dote o regalo concesso agli impresari) sarebbe stato di £ 25.000 all'anno, una sola volta nel mese di settembre, in cambio di tutti i palchi, del diritto di ingresso gratuito per sé, famiglia e domestici e il dono di sei libretti e di dodici biglietti d'ingresso per ogni nuova opera.
L'impresario di un teatro era la figura più esposta ad eventuali perdite. Per questo solitamente egli stipulava un contratto con un "pieggio", un mallevadore, che garantiva economicamente l'impresa. Giulio Cogni fu "pieggio" di Bertati. La scrittura privata contratta tra i due è datata 18.III. 1779: il Cogni è il vero responsabile dei guadagni e delle perdite, e garantisce a Bertati uno stipendio fisso di 180 zecchini all'anno. Ma già il 28.VIII.1779 i rapporti tra i due sono deteriorati. Non ci sono altri documenti circa il termine della questione. In realtà Bertati rimarrà impresario ufficiale solo due anni anziché cinque, cioè fino al carnevale 1781, mentre il nome di Cogni non ricorre più in alcun atto.
Bertati stesso nel Capriccio drammatico ironizza proprio sulle qualità necessarie a questa professione: “L’impresario, gioia mia, deve avere queste tre cose: il raggiro, la bugia, faccia tosta e nulla più” e anche Goldoni ne La bella novità: “Maledetto mestiero ch’è quel dell’impresario! S’hanno mille pensieri e mille guai; si perde sempre, e non si lascia mai”.
Un altro episodio viene documentato dalla Miggiani sul buon carattere e il nobile comportamento nei casi difficili di Bertati. Nel 1781, in qualità di direttore dell’impresa, si trova coinvolto nella disputa della cantante Anna Morichelli Bosello, che cerca di venir meno agli impegni fissati accusando Bertati di averla sostituita a sua insaputa con un’altra cantante. Attraverso il suo legale risponde alla cantante desiderando riuscire vincitore senza compromettere il rapporto con la cantante. Alla fine i documenti dimostrano che la cantante dovette rispettare gli impegni stabiliti e cantare nell’autunno del 1781 e e nel carnevale 1782 al Teatro San Moisè.
Probabilmente il nostro poeta non aveva il carattere per portare avanti questa attività. Suo successore al San Moisé fu Carlo Lanfranchi Rossi (Stagione della Fiera della Sensa, 1781). Forse Bertati trovò più conveniente lavorare a diverso titolo con il San Moisé, ma continua come direttore, almeno fino all'autunno 1781 (in normali condizioni il poeta di un teatro era anche il direttore dei movimenti sulla scena). Durante gli anni dell'impresariato al teatro San Moisé, Bertati comporrà circa dodici libretti.
Nel 1783 scriverà La villanella rapita, “il lavoro piu fortunato di Francesco Bianchi”. Dal 1762 a 1783 erano stati rappresentati a Venezia almeno sette spettacoli che avevano per interpreti villani, contadini, ortolani, giardinieri: l’interesse per la campagna è una costante sociale ed economica nel secondo Settecento. Bertati produsse un testo di grandissimo successo, combinando i motivi strutturali, ideologici e sentimentali in circolazione in quegli anni e trasformando i personaggi in protagonisti veri e propri.
Mozart per l'edizione viennese del 1785 comporrà per questo dramma due pezzi per la cantante Celeste Coltellini, il terzetto Mandina amabile K480 e il quartetto Dite almento in che mancai K 479. In questo libretto Bertati costruisce un testo modulare, prendendo parti dal repertorio corrente e precedente, prassi molto comune nel libretto d’opera, ottenendo come risultato un indice significativo del gusto e degli assetti strutturali del dramma giocoso degli anni ‘80 del Settecento che, nonostante Da Ponte lo attribuisse solo a se stesso, diventa il modello costruttivo del libretto d’opera di questo periodo.
Con I Finti eredi (1785), con la musica di Sarti, rappresentato per la prima volta a San Pietroburgo, e che ebbe notevole successo, la struttura del dramma raggiunge il modello più tipico che si può così riepilogare: riduzione del dramma da tre a due atti; concertati inseriti all'interno dell'atto stesso; il duetto tra i due primi buffi viene collocato nel primo atto, quindi viene mutato il finale, vista il successivo diverso sviluppo della vicenda; uso più frequente del verso quinario, soprattutto nelle sezioni finali delle arie e dei concertati; uso più frequente delle arie polimetriche e a più sezioni.
Nel carnevale 1797, inserisce come II° atto ne Il capriccio drammatico, rifacimento de La novità del 1775, Don Giovanni o sia Il convitato di pietra, con la musica di Giuseppe Gazzaniga, e come dice Nino Pirrotta, la trama di questo libretto sembra essere “il precedente più diretto di quella fornita a Mozart da Da Ponte”. Questa versione è quella che determinerà poi la fortuna di quella di Da Ponte/Mozart e forse contribuì a dare il via all’eccezionale e fiorente stagione delle farse in un atto degli anni 1795-1820
Bertati e Gazzaniga avevano spesso lavorato insieme fin dal 1771 ed erano stati impegnati fino al 26 dicembre 1786 nella preparazione de L’amor costante, opera di apertura della stagione al San Moisé. Gazzaniga riutilizza Il Capriccio drammatico, atto I de La novità del 1775, così da comporre un solo atto nuovo. Si deve a questa circostanza la relativa concisione della storia di Don Giovanni.
Altra strana coincidenza, ma non troppo considerando come venivano rimaneggiate opere e libretti in quest’epoca: il primo pezzo dell’orchestrina che nel secondo atto del Don Giovanni mozartiano, e che Leporello riconosce subito (dice:”Bravi! Cosa rara!”) è un brano dell’atto finale dell’atto I di Una cosa rara di Martin y Soler, su libretto di Da Ponte, dato a Vienna nel 1786.
Del 1786 è anche la lettera che Bertati scrive al “Sig. Maestro Riv.mo” unica testimonianza manoscritta che abbiamo ad oggi di Giovanni Bertati.
La lettera è probabilmente indirizzata a Salieri, che Bertati presume passerà per Venezia per andare a Parigi: Salieri infatti nel 1786 è a Parigi, dove rappresenterà due opere, Les Horaces e Tarare. La lettera è conservata a Vienna presso la Biblioteca Nazionale Austriaca, catalogo dei manoscritti.
Dopo la morte dell'imperatore Giuseppe II (20.XI.1790), fu nominato da Leopoldo II 'poeta dei teatri imperiali' a Vienna, come successore di Lorenzo Da Ponte: la Gazzetta Urbana Veneta riporta il 9 aprile 1791 la notizia della sua nomina: “Il sig. Giovanni Bertati ebbe l’occasione favorevole di succedere il Signor Abbate Da Ponte nel posto di poeta per i Drammi Giocosi alla Imperiale Corte di Vienna”.
L'ultimo dramma prima della sua partenza per Vienna fu II curioso accidente dell'autunno 1789, con musica di Gennaro Astaritta.
Per il teatro di corte viennese scrisse almeno quattro drammi: Il matrimonio segreto, del 1792, L'amor rende sagace e L'incanto superato, rappresentati nel 1793, e La principessa d'Amalfi (1794).
Il matrimonio segreto, musicato da Domenico Cimarosa, assieme ai capolavori mozartiani, è l’unica opera del Settecento a non essere mai uscita completamente dal repertorio sin dalla prima rappresentazione, a Vienna il 7 febbraio 1792, e quella di maggior successo tra le varie versioni. Corrisponde appieno al disegno di riforma politica, artistica ed etica perseguita da Leopoldo II dal 1791, di un ritorno cioè diretto del sovrano sugli spettacoli d’opera. Fu questo il motivo per cui Lorenzo Da Ponte fu sostituito, dapprima con Caterino Mazzolà, e successivamente da Giovanni Bertati alla corte viennese. Leopoldo II morì dopo un anno, e la sua riforma si fermò con quest’opera. Nonostante tutto fu ammirata per primo da Leopoldo II stesso, la sera della rappresentazione: egli invitò gli interpreti a cena dopo la prima e fece ripetere loro tutta l’opera, fino a notte fonda. Generazioni di musicisti poi furono estimatori di quest’opera, tra cui Rossini, Schumann, Verdi, Goethe, Stendhal e D’Annunzio, e fu allestita in tutta Europa - Londra, Parigi, Lisbona, Madrid, Copenhagen - nonché tradotta in svariate lingue. Infatti tra gli anni 1792 e 1800 ci furono in Italia almeno una trentina di allestimenti: i vari libretti di quest’opera conservati in Italia e in Europa ne testimoniano la grande diffusione. Il testo di questo libretto riflette e mette in pratica i nuovi orientamenti impressi nell’ambiente viennese: “il taglio in due atti, l’eliminazione delle parti serie, la frequenza dei concertati e l’ampiezza dei finali d’atto, l’abilità tecnica della versificazione, il rifiuto d’ogni eccesso caricaturale, l’estrazione cosmopolita delle fonti letterarie sono tutti elementi che denotano da parte di Bertati un consapevole aggiornamento alle esigenze del gusti locale”.
Nel carnevale del 1795 ritroviamo Bertati a Venezia, con La bella Lauretta, con musica di Francesco Gardi. Altri pochi lavori conclusero la sua carriera di librettista. Dal 1798 lavorò all'Arsenale di Venezia, prima come addetto al "Protocollo degli esibiti", poi fu nominato membro di una commissione organizzatrice dell'attività economica e, infine, divenne archivista della Marina. Salvioli suppone che l'impiego all'Arsenale sia del 1798, in quanto il "Protocollo degli esibiti" non esisteva prima dell'occupazione austriaca. Proprio da un suo collega di lavoro all'Arsenale, l'ingegnere Giovanni Casoni, abbiamo la descrizione del suo aspetto fisico: “Era il Bertati un uomo di voluminosa mole, di statura bassa, per cui non avrebbe rappresentato male le mosse di Arlecchino, come ne aveva il muso polputo, occhi piccini, neri e luccicanti, mosse vivaci e pronte che mal si confacevano colla quadrata proporzione del suo corpo [...] ed appunto per quest'aria sua gioviale era da tutti ben veduto ed accolto con festa nelle amichevoli brigate. [...] Era soprannominato il maestro di musica, e lo chiamavano anco poeta perché dilettavasi in comporre drammi”.
Non si sa più nulla, se non che morì il primo marzo del 1808, nella parrocchia di San Moisè, come documentano:
l) l'atto di morte registrato nella suddetta parrocchia il primo marzo 1808, che così dice: “Il Sig. Giovanni Bertati del fu Girolamo, d'anni 75 c.a da più mesi obbligato a letto per idrotorace finì di vivere la scorsa notte alle ore 4 dopo la mezzanotte. Medico Valarelli (Volarelli?) - Fa seppellire il sig. Vincenzo Casson con Prete e Chierico. Salizzada al n° 1167”;
2) l'atto di morte conservato nell'Archivio di stato di Venezia, che così dice: “Dipartimento dell'Adriatico - Distretto - Cantone e Comune di Venezia, oggi primo Marzo mille ottocento otto, ore undici e mezzo antimeridiane. / Il sottoscritto assistente dell'ufficiale dello Stato Civile del Comune predetto, dietro l'avviso pervenutogli, si è trasferito nella parrocchia di San Moisè, in Salizzada al numero 1167, dove ha riconosciuto il cadavere di Giovanni Bertati, morto nella suddetta località di fu suo domicilio, il giorno di oggi alle ore quattro della mattina nell'età di anni settantasette circa, fu impiegato nel Regio Arsenale, Nubile. / Presenti alla ricognizione furono il Rev.do Don Domenico Scottà, di anni quarantatré, sacerdote, domiciliato nella suddetta Parrocchia in campo; ed il Signor Giuseppe Baroncelli, di anni quaranta, Pubblico Notajo, domiciliato nella Parrocchia di San Giacomo dell'Orio, in Corte de' miracoli al numero 1800; quali testimoni unitamente dichiarano, che il sopranominato Giovanni Bertati, è nato nel Dipartimento del Tagliamento, nella località ad essi ignota, ma dimorante sino dall’infanzia in questo comune di Venezia, da Girolamo Bertati e da donna ad essi ignota, ambi defunti, jugali. / Letto il presente atto viene sottoscritto: Don Domenico Scottà fui presente Testimonio. Giuseppe Baroncelli presente Testimone. / Sager assistente” .
Il Comune di Martellago ha reso omaggio al poeta concittadino apponendo in Municipio, nel 1928, una targa con testo di Combi : la Gazzetta di Venezia del 20 novembre 1928 pagina VI riporta la notizia di questo avvenimento: Le Onoranze di Martellago: a G. Bertati e ad Agostino e Francesco Fapanni: Martellago ha onorato ieri modestamente ma degnamente i tre suoi figli, che illustrarono il paese natio: Giovanni Bertati, poeta teatrale e librettista del “Matrimonio segreto” del Cimarosa, poeta cesareo alla corte di Vienna; Agostino Fapanni agronomo, letterato e pubblico amministratore, e il figlio Francesco erudito, bibliofilo e romanziere. Nell’atrio superiore del Municipio furono scoperte tre lapidi ricordanti i tre conterranei. Ecco le iscrizioni dettate dal prof. Carlo Combi, pronipote e nipote dei due Fapanni ...]
Nel 1985, in occasione del 250° anniversario della nascita, a cura della Cassa rurale ed artigiana di S. Stefano, è stato pubblicato il fondamentale volume su Bertati ed è stato dato un concerto commemorativo in data.
Elenco Libretti (fonte: Corago: https://site.unibo.it/corago-dbc/it)
| Titolo | Autore | Edizione | Data | Luogo | Editore |
|---|---|---|---|---|---|
| Il *geloso schernito | Chiarini Pietro (1700-1765) | 1a ed. | 1746 | Venezia | Modesto Fenzo |
| La *morte di Dimone, o sia L'innocenza vendicata | Tozzi Antonio (1736-1812) | 1a ed. assoluta | 1763 | Venezia | Paolo Colombari |
| Li *creduti spiriti | Naumann Johann Gottlieb (1741-1801) | 1a ed. assoluta | 1764 | Venezia | Paolo Colombani |
| L' *isola della fortuna | Lucchesi Andrea (1741-1801) | 1a ed. assoluta | [1765] | Venezia | Giorgio Fossati |
| Il *villano geloso | Galuppi Baldassare (1706-1785) | 1a ed. assoluta | 1769 | Venezia | Modesto Fenzo |
| Il *villano geloso | Naumann Johann Gottlieb (1741-1801) | 1a ed. | 1770 | Dresda | [s.n.] |
| L' *anello incantato | Bertoni Ferdinando (1725-1813) | 1a ed. assoluta | 1771 | Venezia | Antonio Graziosi |
| Calandrano | Gazzaniga Giuseppe (1737-1818) | 1a ed. assoluta | 1771 | Venezia | Modesto Fenzo |
| L' *inimico delle donne | Galuppi Baldassare (1706-1785) | 1a ed. assoluta | [1771] | Venezia | Modesto Fenzo |
| La *locanda | Gazzaniga Giuseppe (1737-1818) | 1a ed. assoluta | 1771 | Venezia | Antonio Graziosi |
| La *contessa di Bimbimpoli | Astarita Gennaro (1745-1803) | 1a ed. assoluta | 1772 | Venezia | Antonio Graziosi |
| L' *isola d'Alcina | Gazzaniga Giuseppe (1737-1818) | 1a ed. assoluta | 1772 | Venezia | Antonio Graziosi |
| La *tomba di Merlino | Gazzaniga Giuseppe (1737-1818) | 1a ed. assoluta | 1772 | Venezia | Antonio Graziosi |
| I *visionari | Astarita Gennaro (1745-1803) | 1a ed. assoluta | 1772 | Venezia | Antonio Graziosi |
| Armida | Naumann Johann Gottlieb (1741-1801) | 1a ed. assoluta | 1773 | Venezia | Modesto Fenzo |
| Le *finezze d'amore, o sia La farsa non si fa ma si prova | Astarita Gennaro (1745-1803) | 1a ed. | 1773 | Venezia | Gio. Battista Casali |
| Mirandolina | Guglielmi Pietro Alessandro (1728-1804) | 1a ed. assoluta | 1773 | Venezia | Antonio Graziosi |
| La *villanella incostante | Naumann Johann Gottlieb (1741-1801) | 1a ed. assoluta | 1773 | Venezia | Antonio Graziosi |
| Zon-Zon, principe di Klbin-Kin-Ka | Gazzaniga Giuseppe (1737-1818) | 1a ed. | [1773] | Milano | Gio. Batista Bianchi |
| Il *marito che non ha moglie | Astarita Gennaro (1745-1803) | 1a ed. assoluta | 1774 | Venezia | Antonio Graziosi |
| Il *principe ipocondriaco | Astarita Gennaro (1745-1803) | 1a ed. assoluta | 1774 | Venezia | Antonio Graziosi |
| L' *amor bizzaro, o sia La gelosa di se stessa | Rust Giacomo (1741-1786) | 1a ed. assoluta | 1775 | Venezia | Antonio Graziosi |
| L' *avaro | Anfossi Pasquale (1727-1797) | 1a ed. assoluta | [1775] | Venezia | Gio. Battista Casali |
| La *novità | Alessandri Felice (1747-1798) | 1a ed. assoluta | [1775] | Venezia | Gio. Battista Casali |
| Rinaldo | Tozzi Antonio (1736-1812) | 1a ed. | 1775 | Venezia | Gio. Battista Casali |
| Li *sapienti ridicoli, ovvero Un pazzo ne fa cento | Astarita Gennaro (1745-1803) | 1a ed. assoluta | 1775 | Dresda | [s.n.] |
| L' *avaro | Astarita Gennaro (1745-1803) | 1a ed. | [1776] | Ferrara | Bernardino Pomatelli |
| La *donna instabile | Borghi Giovanni Battista (1738-1796) | 1a ed. assoluta | [1776] | Venezia | Gio. Battista Casali |
| L' *ipocondriaco | Naumann Johann Gottlieb (1741-1801) | 1a ed. | 1776 | Dresda | [s.n.] |
| Isabella e Rodrigo, ossia La costanza in amore | Anfossi Pasquale (1727-1797) | 1a ed. assoluta | 1776 | Venezia | Gio. Battista Casali |
| La *locanda | Guglielmi Pietro Alessandro (1728-1804) | 1a ed. | [1776] | Casale | Giovanni Meardi |
| Il *padre della virtuosa | Caruso Luigi (1754-1823) | 1a ed. | [1776] | Gorizia | Valerio de' Valerj |
| La *virtuosa moderna | Franceschi Antonio (1776-) | 1a ed. | [1776] | Bologna | S. Tommaso d'Aquino |
| Il *curioso indiscreto | Anfossi Pasquale (1727-1797) | 1a ed. assoluta | [1777] | Roma | Casaletti |
| Lo *sposo disperato | Anfossi Pasquale (1727-1797) | 1a ed. assoluta | [1777] | [Venezia] | [s.n.] |
| L' *avaro deluso | Sacchini Antonio (1730-1786) | 1a ed. | 1778 | London | G. Bigg |
| Il *cavaliere errante | Traetta Tommaso (1750-1786) | 1a ed. assoluta | [1778] | [Venezia] | [s.n.] |
| La *forza delle donne | Anfossi Pasquale (1727-1797) | 1a ed. assoluta | [1778] | [Venezia] | [s.n.] |
| Le *industrie amorose | Ottani Bernardo (1736-1827) | 1a ed. assoluta | [1778] | Venezia | [s.n.] |
| Il *marchese di Verde Antico | Gazzaniga Giuseppe (1737-1818) | 1a ed. | 1778 | Roma | Ottavio Puccinelli |
| La *vendemmia | Gazzaniga Giuseppe (1737-1818) | 1a ed. | 1778 | Firenze | Gio. Risaliti |
| Azor, re di Kibinga | Anfossi Pasquale (1727-1797) | 1a ed. assoluta | [1779] | Venezia | [s.n.] |
| I *filosofi immaginari | Paisiello Giovanni (1740-1816) | 1a ed. | [1779] | St. Pietroburgo | stamperia dell'Accademia Imperiale delle Scienze |
| Il *matrimonio per inganno | Anfossi Pasquale (1727-1797) | 1a ed. | 1779 | Firenze | Anton Giuseppe Pagani |
| Le *nozze in contrasto | Valentini Giovanni (1750-1804) | 1a ed. assoluta | [1779] | Venezia | [s.n.] |
| Il *più bel dono, inutile | Rossetti Antonio (1777-1824) | 1a ed. assoluta | [1779] | [Venezia] | [s.n.] |
| I *quaqueri | Rossetti Antonio (1777-1824) | 1a ed. assoluta | [1779] | [Venezia] | [s.n.] |
| Li *rivali ridicoli | Mortellari Michele (1750-1807) | 1a ed. assoluta | [1780] | Venezia | [s.n.] |
| Le *teste deboli | Salari Francesco (1751-1828) | 1a ed. assoluta | [1780] | Venezia | [s.n.] |
| Cantata a tre voci | Bertati Giovanni (1735-1815) | 1a ed. | 1781 | Napoli | Stamperia Reale |
| L' *imbroglio delle tre spose | Anfossi Pasquale (1727-1797) | 1a ed. assoluta | [1781] | Venezia | [s.n.] |
| Il *marito geloso | Caruso Luigi (1754-1823) | 1a ed. assoluta | [1781] | Venezia | [s.n.] |
| L' *opera nuova | Rauzzini Matteo (1772-1784) | 1a ed. assoluta | [1781] | Venezia | [s.n.] |
| La *statua matematica | Valentini Giovanni (1750-1804) | 1a ed. assoluta | [1781] | Venezia | [s.n.] |
| Il *vecchio geloso | Alessandri Felice (1747-1798) | 1a ed. assoluta | [1781] | Milano | Gio. Battista Bianchi |
| Lo *sposalizio per dispetto | Monti Gaetano (1775-1796) | 1a ed. assoluta | [1782] | Venezia | [s.n.] |
| Gli *amanti alla prova | Caruso Luigi (1754-1823) | 1a ed. assoluta | 1783 | Venezia | Modesto Fenzo |
| Le *due sorelle incognite | Calegari Antonio (1757-1828) | 1a ed. assoluta | [1783] | Venezia | [s.n.] |
| La *villanella rapita | Bianchi Francesco (1752-1810) | 1a ed. assoluta | 1783 | Venezia | Modesto Fenzo |
| Gelosia e pazzia sono sorelle | AA. VV. (-) | 1a ed. | 1784 | Firenze | Stamperia Bonducciana |
| I *finti eredi | Sarti Giuseppe (1729-1802) | 1a ed. | [1785] | Pietroburgo | Breitkopf |
| Il *serraglio d'Osmano | Gazzaniga Giuseppe (1737-1818) | 1a ed. assoluta | [1785] | Venezia | Antonio Casali a Santa Marina |
| Le *spose ricuperate | Caruso Luigi (1754-1823) | 1a ed. assoluta | 1785 | Venezia | Modesto Fenzo |
| La *contessa di Nuova Luna | Fabrizi Vincenzo (1764-1812) | 1a ed. assoluta | [1786] | Venezia | Gio. Battista Casali |
| Le *donne fanatiche | Gazzaniga Giuseppe (1737-1818) | 1a ed. assoluta | [1786] | Venezia | Gio. Battista Casali |
| L' *amore costante | Gazzaniga Giuseppe (1737-1818) | 1a ed. assoluta | [1787] | Venezia | Antonio Casali |
| L' *amore per interesse | Fabrizi Vincenzo (1764-1812) | 1a ed. | 1787 | Parma | stamp. Carmignani |
| Il *capriccio drammatico | Valentini Giovanni (1750-1804) | 1a ed. | [1787] | Venezia | Antonio Casali |
| Chi sta ben non si muova | Robuschi Ferdinando (1765-1850) | 1a ed. | 1787 | Firenze | Stamperia già Albizziniana ad istanza di Gaetano Risaliti |
| L' *orfanella americana | Anfossi Pasquale (1727-1797) | 1a ed. assoluta | [1787] | Venezia | Gio. Battista Casali |
| Il *serraglio d'Osmano | Ghinassi Stefano (1785-1790) | 1a ed. | 1787 | Dresda | [s.n.] |
| Gli *tre pretendenti | Anselmi Secondo (1787-) | 1a ed. | [1787] | Lodi | Antonio Pallavicini |
| Il *curioso accidente | Astarita Gennaro (1745-1803) | 1a ed. assoluta | 1789 | Venezia | Modesto Fenzo |
| La *fata capricciosa | Gardi Francesco (1760-1810) | 1a ed. assoluta | 1789 | Venezia | Modesto Fenzo |
| L' *orfanella americana | Gestewitz Friedrich Christoph (1753-1805) | 1a ed. | 1790 | Dresda | [s.n.] |
| Il *pazzo glorioso | Bernardini Marcello (1730-1799) | 1a ed. assoluta | [1790] | Casalmaggiore | Giuseppe Braglia |
| La *locanda | Paisiello Giovanni (1740-1816) | 1a ed. | 1791 | London | H. Reynell |
| Le *nozze all'inferno | Moneta Giuseppe (1754-1806) | 1a ed. | 1791 | Firenze | Giuseppe Tofani e comp. |
| Il *matrimonio segreto | Cimarosa Domenico (1749-1801) | 1a ed. assoluta | [1792] | Vienna | [s.n.] |
| Nannerina e Pandolfino, ossiano Gli sposi in cimento | Dutillieu Pierre (1754-1798) | 1a ed. | [1792] | Vienna | [s.n.] |
| Amor rende sagace | Cimarosa Domenico (1749-1801) | 1a ed. assoluta | [1793] | Vienna | [s.n.] |
| L' *incanto superato | Süssmayr Franz Xaver (1766-1803) | 1a ed. | [1793] | Vienna | [s.n.] |
| La *principessa di Amalfi | Weigl Joseph (1766-1846) | 1a ed. assoluta | [1793] | Vienna | [s.n.] |
| Oro non compra amore, ossia Il barone di Moscabianca | Caruso Luigi (1754-1823) | 1a ed. assoluta | 1794 | Venezia | Modesto Fenzo |
| La *bella Lauretta | Gardi Francesco (1760-1810) | 1a ed. assoluta | 1795 | Venezia | Valvasense |
| L' *intrigo amoroso | Paer Ferdinando (1771-1839) | 1a ed. assoluta | 1795 | Venezia | Modesto Fenzo |
| Andromeda | Zingarelli Niccolò Antonio (1752-1837) | 1a ed. assoluta | [1796] | [Venezia] | [s.n.] |
| La *donna di genio volubile | Portugal Marcos António (1762-1830) | 1a ed. assoluta | 1796 | Venezia | Modesto Fenzo |
| La *donna innamorata | Nicolini Giuseppe (1762-1842) | 1a ed. assoluta | 1796 | Venezia | Modesto Fenzo |
| L' *orfana riconosciuta | Paer Ferdinando (1771-1839) | 1a ed. | 1796 | Firenze | stamperia Albizziniana |
| Adelina senese, o sia L'amore secreto | Spontini Gaspare (1774-1851) | 1a ed. assoluta | [1797] | Venezia | Stamperia Valvasense |
| Amor l'astuzia insegna | Gardi Francesco (1760-1810) | 1a ed. assoluta | 1797 | Venezia | Modesto Fenzo |
| L' *impresario in rovina | Fabrizi Vincenzo (1764-1812) | 1a ed. | [1797] | Casale | Paolo Corrado |
| Il *medico di Lucca | Nasolini Sebastiano (1768-1798) | 1a ed. assoluta | [1797] | Venezia | Stamperia Valvasense |
| Il *pazzo glorioso | Brunetti Antonio (1767-1845) | 1a ed. | [1797] | Roma | Gioacchino Puccinelli |
| Melinda | Nasolini Sebastiano (1768-1798) | 1a ed. assoluta | 1798 | Venezia | Modesto Fenzo |
| La *pace | Marinelli Gaetano (1754-1820) | 1a ed. assoluta | 1798 | Venezia | Stamperia Valvasense |
| Le *tre orfanelle, o sia La scola di musica | Bernardini Marcello (1730-1799) | 1a ed. assoluta | 1798 | Venezia | Modesto Fenzo |
| Gli *umori contrari | Nasolini Sebastiano (1768-1798) | 1a ed. assoluta | [1798] | Venezia | Antonio Rosa |
| La *fata Alcina | Guglielmi Pietro Carlo (1772-1817) | 1a ed. assoluta | [1799] | Roma | Michele Puccinelli |
| l *trionfo del bel sesso | Nicolini Giuseppe (1762-1842) | 1a ed. | [1799] | Milano | Gio. Batista Bianchi |
| L' *avaro | Fioravanti Valentino (1764-1837) | 1a ed. assoluta | 1800 | Napoli | Stamperia Flautina |
| Le *tre orfanelle | Benucci Rinaldo (1798-1809) | 1a ed. | [1800] | [Livorno] | Giuseppe Zecchini e comp. |
| Le *astuzie fallaci | Fioravanti Valentino (1764-1837) | 1a ed. | 1804 | Lisbona | Simone Taddeo Ferreira |
| La *villanella fortunata | Orlandi Ferdinando (1777-1848) | 1a ed. | [1804] | Torino | Felice Buzan |
| La *fedeltà tra le selve | Guglielmi Pietro Carlo (1772-1817) | 1a ed. | [1805] | Pavia | Bolzani |
| Il *zotico incivilito, ossia Lo sposo disperato | Marulli Domenico (1808-) | 1a ed. | [1808] | Bologna | Sassi |
| Il *dissoluto punito, ossia Don Giovanni Tenorio | Carnicer Ramón (1789-1855) | 1a ed. | [1822] | [Barcellona] | vedova d'Agustino Roca |
| Il *matrimonio segreto | Graffigna Achille (1816-1896) | 1a ed. | 1883 | Firenze | Adriano Salani |
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