La sua opera è stata descritta dalla critica come caratterizzata da «astrattismo geometrico e tensione arcaica». Lavora con materiali diversi tra cui legno, marmo, granito, bronzo e resina; le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private in Italia e all'estero.
Avvia l'attività scultorea nei primi anni Settanta. Nel corso della carriera realizza opere pubbliche permanenti in Italia e all'estero e ottiene la presenza di propri lavori in collezioni museali italiane e internazionali.
Monumento AVIS, scultura pubblica permanente
Poetica
Le sculture di Borgarello sono state descritte dal critico d'arte e giornalista Angelo Mistrangelo, collaboratore de La Stampa, come «forme che si collocano nello spazio animandolo, costituiscono gli elementi di una narrazione che unisce gli "Spiriti del vento" al "Messaggero coinvolto"», caratterizzate da «un linguaggio estremamente misurato e controllato nella resa del soggetto e delle soluzioni tecniche».
La curatrice Cinzia Tesio ha scritto delle sue opere: «Le sculture sono volumi, forme che vivono nello spazio circostante in un rapporto quasi simbiotico con l'atmosfera. La ricerca di Borgarello corre verso il passato, alla riscoperta e alla ricerca di miti e di forme arcaiche. Sono forme primarie, archetipi lasciati liberi nello spazio come segni, con un riferimento costante all'antico».