
Giovanni Manfredini (Pavullo nel Frignano, 14 gennaio 1963) è un artista italiano.
È conosciuto per la sua ricerca artistica centrata sul corpo, la luce e il rapporto tra visibile e invisibile. Le sue opere, realizzate attraverso l’uso di impronte corporee e materiali non convenzionali come il nerofumo e la farina di conchiglia, richiamano temi legati alla fragilità, alla spiritualità e alla redenzione.
Ha partecipato a numerose mostre e manifestazioni artistiche: il Premio Michetti che vince nel 1996, la Quadriennale di Roma nel 2004, la 54ª Biennale di Venezia nel 2011, la 73° Rassegna Internazionale G.B. Salvi 2024.
Alcune delle sue opere sono state acquisite da musei ed istituzioni: la Collezione d'arte Moderna e Contemporanea dei Musei Vaticani, il MART Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, la Collezione della Fondazione V.A.F di Francoforte, il MAMBO di Bologna Galleria d'Arte Moderna.
Nato a Pavullo nel Frignano nel 1963, all’età di due anni rimase gravemente ustionato e fu sottoposto a numerosi interventi di innesto cutaneo. Questo episodio traumatico, che segnerà la sua vita personale, ha avuto un ruolo decisivo anche nella sua poetica artistica, portandolo a concepire il corpo non solo come immagine, ma come pelle, cicatrice, membrana e ferita. Autodidatta, Manfredini ha sviluppato un linguaggio personale che sfugge a classificazioni rigide: se da un lato richiama esperienze legate all’arte povera e alla body art, dall’altro conserva una forte matrice pittorica, nutrita di suggestioni religiose e simboliche.
Incentra la propria ricerca artistica sul corpo, le sue opere nascono infatti dal contatto del suo stesso corpo su una superficie trattata con velature di nerofumo, ottenute col fuoco, capaci di registrarne il segno. Il fuoco, generativo e distruttivo, incarna perfettamente la concezione della natura come madre e matrigna, malevole e benevola allo stesso tempo. Buio e Luce.
A partire dalla fine degli anni ottanta l’artista si è imposto all’attenzione critica con cicli come Altari di solitudine, presentato nel 1989 alla Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa Mediterranea a Bologna. Da allora ha preso parte a numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero (Berlino, Basilea, Londra, Toronto e Gand), oltre a partecipare a manifestazioni di rilievo come la Biennale di Venezia.
Nel 1993 il quadro VIVI dove sei lunghi chiodi acuminati, innestati su tavola, vengono colpiti da una luce radente che proietta l'ombra della parola VIVI.
Manfredini si proietta nella sua arte lasciando se stesso all'interno dell'opera con i calchi corporei trattati pittoricamente con velature di nerofumo. Cicli di opere: Tentativi di esistenza e Senza Titolo. Dal 2009 col nuovo ciclo di opere, Estasi, i corpi si presentano in relazione al cosmo come una sfere luminose continuamente investite dal rapporto di scontro fra buio e luce.
Nel 2015 crea una scultura raffigurante una corona di spine fusa in oro, dal titolo Stabat Mater Dolorosa, per la quale il maestro Ennio Morricone compone musica originale e scrive il brano La via della croce, e Suor Anna Maria Canopi recita la Stabat Mater di Jacopone da Todi. Il viaggio della corona comincia nel 2015 alla Fondazione Cini, in occasione della 56ª Biennale di Venezia, per poi perseguire altre sei tappe nel mondo, da New York a Berlino, a Istanbul, per poi raggiungere Roma. L'ultima tappa, 2020, omaggia la scomparsa del grande compositore Ennio Morricone: l’opera prende spazio nella basilica di sant’Agostino a Roma, accanto alla tomba di Santa Monica, a pochi metri dal dipinto Madonna dei Pellegrini di Caravaggio.
Tra i riconoscimenti più significativi della sua carriera vi è la commissione, da parte di papa Francesco, del Pastorale della Misericordia, realizzato nel 2016 come simbolo per il Giubileo.
Negli anni più recenti Manfredini ha esposto in sedi istituzionali e museali, tra cui la Biblioteca Classense di Ravenna, che nel 2018 ha ospitato la mostra La Pietà, e il Museo della Città di Rimini, dove nello stesso anno ha presentato Corpo Sacro. Nel 2021 viene realizzato il cortometraggio d'arte animata Lumen dal regista Alessandro Garilli che svela il segreto celato nell'opera Stabat Mater di Giovanni Manfredini e che al contempo anima un importante dipinto come La Deposizione della Croce di Rogier Van der Weyden . Nel 2024 è stato protagonista di una monografica a Sassoferrato, intitolata "SALVIFICA. Il Sassoferrato e Giovanni Manfredini, tra pelle e profondo", che ha messo in dialogo la sua produzione con quella del pittore seicentesco Giovan Battista Salvi.
Manfredini lavora su una superficie preparata con reagenti composti da una pasta vinilica mescolata a polvere di conchiglie macinate e perlite. Questo materiale liquido, usato come fondo e distribuito sulla superficie dei pannelli, essiccando diventa una sostanza porosa, simile ad una pelle, su cui poi l’artista, usando il fuoco con l'uso di un becco di Bunsen, stende velature di nerofumo. Premendo poi il proprio corpo sulla superficie, rimuove parte di quella stratificazione e la sagoma appare per sottrazione di materia. Nei successivi interventi pittorici l’impronta viene trattata e fissata, accrescendo la definizione e la plasticità dell’impronta, allontanandola dall’originale espressività performativa fino a trasformarla in una presenza umana, che emerge verso l’esterno.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 61792578 · ISNI (EN) 0000 0000 7843 2533 · SBN BVEV064283 · LCCN (EN) no2004016539 · GND (DE) 119492253 · BNF (FR) cb14577414h (data) |
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