Giovanni da Milano

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Affreschi della Cappella Rinuccini, Santa Croce

Giovanni da Milano (Caversaccio, 1325-1330 circa – 1370 circa) è stato un pittore italiano, attivo tra Firenze e Milano tra il 1346 e il 1369. Importante esponente della pittura gotica, fu, con Giottino, il più significativo innovatore della scuola giottesca fiorentina nella seconda metà del secolo.

Nel 1346 risulta nell'elenco degli artisti forestieri, dal 1362-63 è iscritto all'Arte dei Medici e Speziali di Firenze e nel 1366 gli viene concessa la cittadinanza fiorentina. Riuscì ad operare una sintesi fra l'arte del gotico francese e la pittura italiana, non cadendo in un'emulazione di maniera della lezione di Giotto e riuscendo a svincolarsi dal gusto arcaizzante della cultura figurativa locale.

Biografia e attività

A Prato eseguì per lo Spedale della Misericordia il grandioso polittico firmato nel 1354. Sulla tavola compaiono:

Al periodo tra 1363 e 1369 è datato il Polittico d'Ognissanti, smembrato e oggi conservato nei pannelli superstiti agli Uffizi.

La Natività della Vergine nella Cappella Rinuccini
Cristo in pietà

Decisamente più importanti sono gli affreschi della Cappella Rinuccini in Santa Croce a Firenze, raffiguranti Scene della vita della Vergine. In quest'opera si riconosce la distanza che ormai separa gli artisti della generazione successiva da Giotto, ma anche il tributo che l'arte fiorentina continua a pagare al maestro. L'impianto architettonico della scena della Cacciata di Gioachino dal Tempio, è risolto come uno spaccato di una chiesa a cinque navate, seguendo il modello dei polittici. La monumentalità dei gesti, delle figure panneggiate, ha un'eco giottesca arricchita da una nuova volontà descrittiva dei dettagli quotidiani. Ancora giottesca è la scelta cromatica, che diventa personale sottigliezza tecnica nella descrizione dei bianchi e dei neri negli abiti delle donne. Propria di Giovanni è la qualità umana dei soggetti e degli atteggiamenti, che qui si coglie nello sguardo incrociato dei due protagonisti. Nell'Incontro alla Porta Aurea emerge il viandante, assai realistico nel costume incappucciato, tanto che sembra essere proprio questo il capostipite della pittura realistica che approderà a Firenze dalla Lombardia.

Nel 1365 dipinge anche la commovente Pietà per il convento di S. Girolamo alla Costa (oggi all'Accademia di Firenze). È un'opera che coinvolge l'osservatore grazie a soluzioni tecniche inedite: una su tutte la resa materica delle lacrime in rilievo sui volti dei protagonisti e la Vergine che posa la mano sul costato di Cristo. Da notare le somiglianze tecniche con il Maestro degli Angeli ribelli, seguace di Simone Martini.

Le ultime notizie documentate sulla sua attività si riferiscono alla decorazione di due cappelle vaticane nel 1369, in collaborazione con Giottino, Agnolo e Giovanni Gaddi.

Opere principali

Bibliografia

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