
Girolamo Odam (Roma, 1681 – 1º marzo 1741) è stato un pittore, incisore e antiquario italiano.
La famiglia, originaria di Toul in Lorena, si era stabilita a Roma con il nonno, anch'egli di nome Girolamo (nei documenti spesso «Odan»), presente in città già nel 1629 e acquirente nel 1636 di un ufficio di scrittore apostolico. Gli Odam abitavano nell'attuale vicolo del Governo Vecchio. Girolamo nacque nel 1681 da Domenico († 1727) e da Anna Maria Perini († 1733). Le rendite familiari gli consentirono di vivere quasi senza lavorare, ma fu anche stipendiato come gentiluomo del cardinale Pietro Ottoboni, nella cui cerchia di artisti, eruditi e musicisti si inserì.
Secondo il profilo di Pellegrino Antonio Orlandi, studiò filosofia e matematica con Vitale Giordani, disegno e pittura con Carlo Maratta, architettura con Carlo Fontana, disegno a penna con Pier Leone Ghezzi e pittura di paesaggio con Domenico de Marchis detto il Tempestino. Fu inoltre ritrattista a pastello, scultore e incisore in rame. Il legame più documentato è quello con Ghezzi, che lo ritrasse tra i principali antiquari di Roma in una caricatura del 1725 conservata all'Albertina.
Nel 1708 il duca di Parma lo nominò cavaliere dell'Ordine costantiniano di San Giorgio; nel 1723 divenne gentiluomo della corte parmense e nel 1730 fu ascritto al patriziato romano. Il 14 luglio 1710 entrò nell'Accademia dell'Arcadia con il nome di Dorindo Nonacrino. In età avanzata sposò la vedova Cecilia Teresa Rota, di condizione inferiore. Le sorelle nubili lasciarono allora la casa paterna e ne nacque una lite risolta solo in parte con un accordo notarile nel 1734. Morì il 1º marzo 1741, lasciando erede la moglie.
Odam formò una nota collezione di antichità, in gran parte con reperti degli scavi sul Palatino, sul Celio, sull'Aventino e lungo la via Appia; molti suoi pezzi, soprattutto gemme, furono pubblicati nei repertori antiquari del tempo. L'amico Francesco Vettori gli dedicò nel 1742 lo scritto Numisma Hieronymi equitis Odam.
Della sua attività nelle arti maggiori restano poche testimonianze. Nel 1711 disegnò il ciborio della cappella Altemps in Santa Maria in Trastevere. Gli è stato attribuito il monumento funebre di Alessandro Guidi in Sant'Onofrio al Gianicolo. Non progettò invece il teatro dell'Arcadia sull'Aventino (1712), opera di Giovan Battista Contini: ne realizzò soltanto l'incisione.
È noto soprattutto come disegnatore e incisore:
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